Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/02401 presentata da DONADI MASSIMO (ITALIA DEI VALORI) in data 20120717
Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-02401 presentata da MASSIMO DONADI martedi' 17 luglio 2012, seduta n.667 DONADI, MURA, EVANGELISTI, BORGHESI, PALAGIANO e ZAZZERA. - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che: in attuazione della direttiva 43/2000 dell'Unione europea, l'articolo 29 della legge 1 o marzo 2002, n. 39 (cosiddetta legge comunitaria) ha previsto l'istituzione di un «Ufficio di controllo e di garanzia della parita' di trattamento e dell'operativita' degli strumenti di garanzia, diretto da un responsabile nominato dal Presidente del Consiglio dei ministri o da un Ministro da lui delegato, che svolga attivita' di promozione della parita' e di rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza o sull'origine etnica, in particolare attraverso (...) l'assistenza indipendente alle persone lese dalle discriminazioni nei procedimenti giurisdizionali o amministrativi intrapresi; lo svolgimento di inchieste indipendenti in materia di discriminazione, nel rispetto delle prerogative e delle funzioni dell'autorita' giudiziaria»; in attuazione della delega, il decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 215, ha previsto, all'articolo 7, rubricato «Ufficio per il contrasto delle discriminazioni», l'istituzione presso la Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per le pari opportunita' di un ufficio per la promozione della parita' di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza o sull'origine etnica (Unar - Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali); il percorso di rafforzamento dell'autonomia e dell'indipendenza di fatto dell'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali e' stato di recente riconosciuto anche nel rapporto della Commissione contro il razzismo e l'intolleranza (Ecri) del Consiglio d'Europa, il quale ha sottolineato come il direttore dell'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali abbia «innalzato il livello di autonomia e imparzialita' che dovrebbe caratterizzare l'ufficio e che, in pratica, l'Unar antidiscriminazioni razziali e' stato capace di censurare misure discriminatorie adottate in ambito nazionale e di farle annullare»; in questi anni l'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali ha assicurato un'importante attivita' di presidio istituzionale a tutela dei diritti fondamentali delle persone oggetto di discriminazioni razziali, conseguendo riconosciuti e importanti risultati; in particolare, per quanto concerne il monitoraggio dei fenomeni di discriminazione, il contact center dell'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, sulla base della riorganizzazione del servizio avviata dal 2010, ha conseguito nell'ultimo biennio un efficace ed esponenziale aumento dell'emersione dei fenomeni, perlopiu' sommersi, di discriminazione; in base alla direttiva generale per l'azione amministrativa del Dipartimento per le pari opportunita' emanata dal Ministro interrogato il 31 maggio 2012, l'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali deve obbligatoriamente conseguire, entro il 31 dicembre 2012, una serie di imprescindibili obiettivi, quali: la predisposizione dello schema del primo piano di azione nazionale contro il razzismo e la xenofobia da sottoporre all'approvazione del Consiglio dei Ministri entro il 31 dicembre 2012; il monitoraggio dello stato di avanzamento della strategia di inclusione dei rom varata il 24 febbraio 2012 dal Governo italiano e di cui l'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali e' punto di contatto nazionale; la definizione e l'attuazione del piano di azione per la lotta alle discriminazioni delle persone lgbt da realizzarsi nell'ambito dell'accordo gia' sottoscritto il 16 febbraio 2012 dall'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali con il Consiglio d'Europa; per converso, si e' appreso, invece, che l'organico dell'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, gia' oggi ridotto al 50 per cento di quanto previsto dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri dell'11 dicembre 2003, tra luglio e ottobre 2012 verra' quasi azzerato, riducendosi da 13 a 4 unita', in virtu' di una circolare emanata nel maggio 2012 dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e avente a oggetto la restituzione alle amministrazioni di appartenenza dei cosiddetti dipendenti pubblici «fuori comparto», disperdendo cosi' competenze di estrema e peculiare professionalita' formate da anni di operativita' sul tema del razzismo e delle discriminazioni, assolutamente non fungibili; inoltre, il compito del direttore dell'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali verra' a scadenza il 22 luglio 2012 e, secondo quanto testualmente e pubblicamente dichiarato l'11 luglio 2012 dal Ministro interrogato, nel corso della presentazione dell'indagine Istat sull'immigrazione, pur essendo gia' stato «riconfermato» nell'incarico fino alla scadenza del Governo, dovra' obbligatoriamente essere sostituito con un dirigente interno, esclusivamente a causa della cosiddetta spending review; risulterebbe agli interroganti che lo stesso Ministro abbia convocato e ricevuto il direttore dell'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, per comunicargli la sua intenzione di proporne il rinnovo fino alla scadenza del mandato dell'attuale Governo, solo il 15 giugno 2012, ovverosia dopo che si era tenuta la riunione del Consiglio dei ministri che aveva gia' formalizzato il taglio del 20 per cento dei dirigenti di Palazzo Chigi; il comma 20 dell'articolo 2 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, vieta espressamente il rinnovo dei soli incarichi dirigenziali conferiti ai sensi del comma 5-bis dell'articolo 19 del decreto legislativo n. 165 del 2001 e non di quelli di cui al comma 6, tra cui rientra appunto l'incarico a suo tempo conferito al dottor Monnanni. Non vi e', pertanto, alcuna norma che impedisce la proroga dell'incarico all'attuale direttore dell'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, perlomeno fino alla scadenza del Governo attuale; inoltre, la sostituzione dell'attuale direttore con un dirigente interno, soggetto in via permanente ed esclusiva al vincolo gerarchico di dipendenza rispetto alla Presidenza del Consiglio dei ministri, sarebbe incompatibile con quanto stabilito dalla direttiva 43/2000 e dal decreto legislativo n. 215 del 2003; la mancanza della necessaria continuita' della direzione e lo smantellamento della struttura dell'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali non consentiranno di assicurare il puntuale adempimento degli impegni assunti dall'attuale Governo davanti alle Nazioni Unite il 5 marzo 2012 in sede di discussione del rapporto sull'attuazione della Convenzione internazionale sulle discriminazioni razziali (Cerd), in merito alla predisposizione del primo piano di azione nazionale contro il razzismo che il Governo deve varare entro dicembre 2012 e all'attuazione della strategia di inclusione dei rom e sinti prevista dalla comunicazione 173/2011 della Commissione europea, compiti e funzioni in entrambi i casi appunto attribuiti all'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali; il Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, Nils Muiznieks, il 6 luglio 2012, al termine della sua visita in Italia, ha dichiarato alla stampa che l'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali non rischia una semplice riduzione del personale, ma drastici tagli, che compromettono la realizzazione degli adempimenti internazionali assunti dal Governo italiano -: se e come intenda assicurare l'attuazione degli adempimenti internazionali assunti dal Governo italiano o derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea, garantendo la prosecuzione della continuita' gestionale dell'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, mediante la proroga dell'incarico al direttore, dottor Monnanni, fino alla scadenza dell'attuale Governo, non vietata da alcuna norma e come, peraltro, gia' previsto dal decreto-legge n. 95 del 2012 per tutti gli altri dirigenti esterni della Presidenza del Consiglio dei ministri, e il mantenimento del personale attualmente in servizio presso l'ufficio, gia' oggi ridotto al 50 per cento di quanto previsto dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri dell'11 dicembre 2003. (3-02401)