Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00051 presentata da DE MENECH ROGER (PARTITO DEMOCRATICO) in data 21/03/2013
Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-00051 presentato da DE MENECH Roger testo di Giovedì 21 marzo 2013, seduta n. 2 DE MENECH , BARETTA e BRESSA . — Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . — Per sapere – premesso che: nel 2003, Electrolux ha ceduto a una nuova società, ACC Group, la divisione motori di Pordenone e la divisione compressori di Mel e di Rovigo, oltre ad altri stabilimenti europei ed asiatici, il Gruppo ACC – Appliances components companies , è diventato in tal modo leader internazionale nel settore della refrigerazione per uso domestico e industriale; ACC Compressors spa di Mel, già Elettromeccanica spa, assieme ad ACC-Austria localizzata a Fürstenfeld a circa 60 chilometri da Graz, costituisce la parte produttiva della Business unit household europe di ACC; nello stabilimento di Mel sono oggi impiegate circa 620 persone, delle quali circa 200 zumellesi, mentre le altre provengono principalmente dai comuni limitrofi di Feltre, Lentiai, Trichina, Lamon, Santa Giustina, Pedavena, Cesiomaggiore, Belluno, Fonzaso, Sedico, Seren del Grappa, Limana, Arsiè, Sospirolo, Sovramonte, San Gregorio nelle Alpi e altri; ACC, soffre ed ha sofferto della formidabile frenata nel settore del «bianco» conseguente alla crisi internazionale, i principali clienti del gruppo sono i big player negli elettrodomestici, come Electrolux, Whirlpool, Indesit, Bosch, i quali hanno risentito del calo dei consumi sui maggiori mercati del mondo con inevitabile riduzione delle commesse ai fornitori; il gruppo ACC è controllato da un pool di private equities guidato da Goldman Sachs affiancata, anche in tempi diversi, da Aletti, Efibanca, Palladio finanziaria ed altre; nel corso del 2012 la dirigenza ha dato mandato a due banche d'affari di mettere in vendita l'intero gruppo, al quale hanno fatto seguito svariate manifestazioni d'interesse da parte di soggetti che, mentre le trattative procedevano, abbandonavano il campo; viste le prospettive incerte, l'amministratore delegato del gruppo ha prospettato ai quattro principali creditori/fornitori di trasformare il loro credito in un pacchetto azionario, ottenendo manifestazioni d'interesse e la condivisione di tale soluzione da parte dei principali clienti, Electrolux, Whirlpool, Indesit, Bosch, Merloni ed altri; il 5 dicembre 2012, ACC Group ha annunciato di aver ottenuto dal tribunale di Pordenone l'autorizzazione all'utilizzo di un nuovo strumento normativo in materia di diritto fallimentare, previsto dall'articolo 33 del decreto-legge 22 giugno 2012, n.83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n.134, che permette di congelare le possibili azioni di rivalsa dei creditori nei confronti delle posizioni debitorie evitando così pignoramenti o la messa in liquidazione dell'azienda; si tratta di una procedura limitata nel tempo che concede alla società dai 2 ai 4 mesi di tempo, nel corso dei quali strutturare intese di rientro dell'esposizione e piani di rilancio, e viene concessa solo alle aziende che dispongono di reali possibilità di rilancio economico-produttivo; nel caso di ACC Compressors queste possibilità sono chiare e reali, i nuovi acquirenti sono infatti interessati all'integrità del gruppo e ad una sua possibile espansione anche su mercati affini alle produzioni che attualmente rappresentano il core business di ACC; analoga procedura è stata avviata poco dopo in Austria con la differenza che in quel percorso è previsto un tempo di novanta giorni al termine del quale si procede alla votazione del piano di risanamento; purtroppo nel sito di Fürstenfeld si profila una cordata formata da un pacchetto di investitori che puntano al fallimento dello stabilimento per rilevarlo dalle sue ceneri a costi estremamente vantaggiosi e ripulito da situazioni di sofferenza; allo stabilimento di Mel viene chiesto di rinunciare ad una parte fondamentale degli accordi ministeriali in cui si prevede il bilanciamento delle produzioni, per mantenere in autosostentamento finanziario lo stabilimento austriaco, questa è una delle quattro condizioni necessarie affinché il giudice non proceda alla messa in liquidazione dello stabilimento in Stiria; negli altri tre punti si chiede di presentare un piano di risanamento, il deposito cauzionale di garanzia di 6 milioni di euro e un piano di rientro di almeno il 30 per cento in 24 mesi, dell'esposizione verso terzi; i quattro fornitori inizialmente interessati all'operazione d'acquisizione, non hanno ancora dato una formale adesione né hanno raggiunto un'intesa da sottoporre al giudice del Tribunale di Graz e manca altresì la componente industriale dell'operazione, in quanto nessuno tra i fornitori sembra essere disponibile alla gestione del gruppo; nei prossimi giorni andranno a compimento le procedure concorsuali in atto nei tribunali di Graz, competente per il sito industriale austriaco di Fürstenfeld di ACC, e di Pordenone, competente per la sede direzionale di Comina e per il sito industriale bellunese; se non sarà predisposto piano finanziario e produttivo credibile da parte dell'attuale proprietà, la quale fa capo a un fondo speculativo Goldman Sachs e ad altri partner finanziari italiani quali Palladio, il rischio concreto è la separazione dei due insediamenti, con il salvataggio di quello carinziano e la desertificazione di quello veneto; si tratterebbe di una lesione gravissima ed irrimediabile, non solo del tessuto produttivo ed occupazionale del comune di Mel, della provincia di Belluno e della regione Veneto, ma dell'intero Paese, che perderebbe una parte rilevantissina della piattaforma tecnologica per il settore dell'elettrodomestico, il cui ruolo cruciale nella mappa industriale è noto ed evidenziato dalle crisi recenti di Indesit ed Electrolux; è necessario superare le opacità e le reticenze della proprietà, per verificare la praticabilità e le condizioni di un intervento di salvataggio industriale dell'ACC di Mel che faccia capo ad un progetto strategico efficace le cui soluzioni, sostenute da un intervento ponte di carattere finanziario, potrebbero essere individuare sia in una integrazione orizzontale da parte di primari player internazionali della componentistica, sia in una prospettiva di integrazione verticale del processo in funzione dei produttori nazionali di elettrodomestici; l'Italia non si può permettere di perdere un altro pezzo del tessuto produttivo d'eccellenza, a rischio c’è un modello industriale, ma soprattutto un possibile polo del freddo che potrebbe vedere nello stabilimento zumellese il perno per concentrare la ricerca e l'innovazione su un settore che proprio nella Valbelluna vede concentrate aziende leader nella climatizzazione e nella refrigerazione; nello stabilimento ACC Compressors si sono attuati tutti i regimi d'orario e da diversi anni si sta utilizzando – con motivazioni diverse – la cassa integrazione, i lavoratori e i sindacati si sono sempre assunti le proprie responsabilità non trovando parimenti riscontro negli impegni aziendali; le organizzazioni sindacali hanno sempre segnalato la sotterranea intenzione di depauperare lentamente le lavorazioni di Mel in favore dello stabilimento austriaco di Fürstenfeld, ed è dunque necessario trovare soluzioni per salvaguardare l'integrità industriale del gruppo e l'occupazione, diversamente in Italia rimarrebbero solo i costi sociali ed economici–: quali misure urgenti intendano assumere per indurre la proprietà a predisporre un piano finanziario e produttivo credibile, tale da evitare il rischio della separazione dei due insediamenti, con il salvataggio di quello carinziano e la desertificazione della realtà produttiva di Mel; se il Governo intenda impegnarsi in un finanziamento ponte nella prospettiva di un intervento di salvataggio industriale dello stabilimento ACC Compressors spa di Mel. (5-00051)