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Documenti ed Atti

XVII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00167 presentata da REALACCI ERMETE (PARTITO DEMOCRATICO) in data 09/04/2013

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00167 presentato da REALACCI Ermete testo di Martedì 9 aprile 2013, seduta n. 8 REALACCI , BAZOLI , BERLINGHIERI , COMINELLI e GALPERTI . — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare . — Per sapere – premesso che: secondo un reportage dello scorso autunno e trasmesso domenica 31 marzo 2013 dalla trasmissione di Rai Tre «PresaDiretta», alcuni recenti articoli di stampa locale e nazionale pubblicati negli ultimi giorni, ad esempio dal Giornale di Brescia , Il Fatto Quotidiano e il Corriere della Sera , dallo stabilimento Caffaro di Brescia, ora società Chimica Fedeli s.p.a. e in disuso, continuano ad uscire policlorobifenili (PCB) e altri pericolosi inquinanti; nella città di Brescia esiste infatti da anni un'emergenza sanitaria e ambientale che riguarda direttamente 25 mila tra uomini, donne e bambini, ovvero gli abitanti della zona che si estende a sud della Caffaro, la fabbrica adesso chiusa che dagli anni trenta fino a metà degli anni ’80 ha prodotto migliaia di tonnellate di pcb, che al pari della diossina è un pericoloso cancerogeno, sversandone centinaia di tonnellate allo stato puro nell'ambiente circostante; come si legge dall'articolo del Corriere della Sera del 3 aprile 2013, dallo stabilimento ex Caffaro si è infatti costretti a pompare dieci milioni di metri cubi d'acqua l'anno dai pozzi interni all'azienda. L'operazione, oltreché costosa, è fondamentale e necessaria per impedire che la prima falda salga troppo e vada a contatto con i veleni sottostanti ai capannoni, depositati a tonnellate nelle lavorazioni degli scorsi decenni. Tale pompaggio inoltre non si può interrompere se non si vuole andare per quanto detto incontro ad un disastro ambientale. Ma l'acqua pescata dai pozzi è tutt'altro che pura, come dimostrato dalle analisi fin qui condotte: mercurio (2,8 microgrammi al litro contro un limite di 1), pcb (0,09 microgrammi per litro, contro un limite di 0,01) e tracce di altri solventi clorurati, pesticidi e organoalogenati (19 microgrammi contro un massimo di 10) lavorati negli anni dalla Caffaro. Sebbene quest'acqua, prima di finire nel vaso Franzagola di via Morosini e da qui al Fiume Grande, passi attraverso un sistema di filtraggio a carboni non risultano abbattuti tutti gli inquinanti attivi; conseguentemente, ogni goccia d'acqua scaricata nei fossi diretti alla Bassa e al fiume Mella contiene una piccolissima dose di veleni. Un fluire continuo verso i canali dei terreni bresciani. Giulio Sesana — direttore di Arpa Lombardia così dichiara: «L'impianto di depurazione funziona ma è perfettibile. Il problema è che l'inquinamento prosegue per dilavamento e dispersione, mentre gli anni passano, si sommano ritardi e la bonifica non arriva»; il risultato di una recente ricerca svolta da Paolo Ricci, epidemiologo della Asl di Mantova che segue il sito Caffaro da quando si è scoperto il grave inquinamento, conferma poi chiaramente la drammaticità del rischio sanitario. Nella citata ricerca il tumore maligno alla tiroide segna un più 49 per cento di incidenza a Brescia rispetto al Nord Italia, il linfoma non Hodgkin più 20 per cento, il tumore al fegato il più 58 per cento, mentre infine il tumore al seno schizza al 26 per cento in più. Secondo Ricci la correlazione tra questa maggiore incidenza e il pcb è più che probabile, visti i risultati della ricerca scientifica internazionale, ma date anche le incredibili dimensioni dell'inquinamento dei terreni a sud della Caffaro rilevati dai tecnici del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dell'Arpa; è in effetti utile ricordare che, dal 2002, il sito Caffaro è entrato a far parte ufficialmente dei siti di interesse nazionale individuati dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare come sito fortemente contaminato dal pcb e quindi da bonificare; alle inequivocabili criticità ambientali segnalate nell'area dell'ex Caffaro vanno aggiunte: la presenza di una grande acciaieria Alfa Acciai a ridosso di una futura discarica d'amianto, di due bitumifici, di una discarica di scorie radioattive (ex Piccinelli) di un'altra di scorie tossiche (VePart), dell'autostrada A4, che hanno negli anni creato danni persistenti all'ambiente. Saranno poi previste una discarica di rifiuti speciali tra Buffalora e Rezzato e il nuovo bitumificio Gaburri (che sostituirebbe l'attuale, molto inquinante)–: quali iniziative urgenti intenda prendere il Ministro interrogato per affrontare in maniera organica la grave situazione ambientale e sanitaria dell'area a sud di Brescia; se il Ministro non intenda chiarire i tempi di implementazione della bonifica delle aree interessate dal citato grave inquinamento chimico; se non ritenga mettere in campo, anche per tramite degli istituti specializzati del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, azioni e infrastrutture mirate a fermare da subito lo sversamento degli inquinanti dallo stabilimento bresciano della ex Caffaro; da ultimo se il Ministro non intenda precisare quante risorse sono disponibili per il proprio dicastero per la bonifica dei siti inquinati di interesse nazionale. (4-00167)





 
Cronologia
martedì 26 marzo
  • Parlamento e istituzioni

    Il Ministro degli esteri Giulio Terzi si dimette in seguito alla decisione del Governo di far rientrare in India i militari Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, ritenuti responsabili della morte di due pescatori indiani avvenuta nel corso di un'operazione antipirateria. Il Presidente del Consiglio Mario Monti assume ad interim l'incarico.



martedì 9 aprile
  • Politica estera ed eventi internazionali

    In Siria viene rapito Domenico Quirico, giornalista del quotidiano La Stampa. Sarà liberato l'8 settembre.



giovedì 18 aprile
  • Parlamento e istituzioni
    Si riunisce il Parlamento in seduta comune con la partecipazione dei delegati regionali per l’elezione del Presidente della Repubblica.