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Documenti ed Atti

XVII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00260 presentata da PISANO GIROLAMO (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 16/04/2013

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00260 presentato da PISANO Girolamo testo di Martedì 16 aprile 2013, seduta n. 9 PISANO . — Al Ministro per i beni e le attività culturali . — Per sapere – premesso che: il comune di Salerno ha avviato la realizzazione di un devastante programma edilizio nell'area demaniale compresa tra il porto commerciale ed il centro storico; il progetto, redatto dall'architetto Ricardo Bofill, prevede la realizzazione di numerosi fabbricati e, tra questi, una smisurata cortina edilizia curvilinea, alta circa 30 metri e lunga 270 – nota come «Crescent» – che ha già modificato lo sky-line della città di Salerno; l'opera ostacolerà il rapporto con il mare ed introdurrà un elemento di forte ed irreversibile degrado dell'area vincolata ai sensi del decreto legislativo n.42 del 2004, in cui si registra, peraltro, la cospicua presenza di edifici di rilevante interesse storico-artistico; la vasta area interessata dalle opere include parte dell'arenile della storica spiaggia di Santa Teresa e sconfina nello specchio d'acqua situato ad Est del molo Manfredi, essa costituisce, anche morfologicamente, l'inizio della Costiera Amalfitana e «bene paesaggistico», sottoposto a tutte le disposizioni di tutela della parte terza del Codice dei beni culturali e del paesaggio, approvato con decreto legislativo n.42 del 2004; tanto la scelta del progetto – operata da una commissione di tre dipendenti comunali (nessuno dei quali «architetto») – che la formazione dell'autorizzazione paesaggistica presentano aspetti inquietanti, ancora non sufficientemente chiariti né dal Ministero preposto alla tutela del paesaggio, né dall'autorità giudiziaria penale (indagini ancora in corso); infatti, l'autorizzazione paesaggistica rilasciata dal comune di Salerno ai sensi degli articoli 146 e 159 del decreto legislativo n.42 del 2004, non fu scrutinata dalla locale soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici che – con procedura del tutto anomala rispetto al consueto modus operandi – evitò di pronunziarsi, determinando consapevolmente le condizioni perché decorresse il termine di 60 giorni previsto dalla legge, entro cui l'autorizzazione avrebbe potuto e dovuto essere annullata; tali omissioni si verificarono durante la dirigenza dell'allora, soprintendente, architetto Annamaria Affanni, già condannata in primo grado per abusi edilizi commessi nella sua proprietà nell'isola di Ponza; nel merito dello sciagurato intervento, il direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici della Campania, dottor Gregorio Angelini – con nota n.14476 del 21 settembre 2009 – preso atto del mancato annullamento dell'autorizzazione paesaggistica, evidenziò al comune di Salerno (senza ottenere neanche riscontro) il rilevante impatto dell'opera e la conseguente esigenza di introdurvi – per la salvaguardia dei beni protetti – sensibili modifiche progettuali; i rapporti tra il comune di Salerno e la locale soprintendenza appaiono «viziati» dal conferimento, al soprintendente pro-tempore architetto Zampino (cui si devono successivi atti di assenso) di incarichi retribuiti, erogazione di fondi per sponsorizzazioni e promesse di incarichi futuri; per quanto è dato sapere il Ministero per i beni e le attività culturali avrebbe disposto un'indagine interna, di cui non si conoscono gli esiti, condotta da funzionari non noti; le opere in argomento, ben più devastanti dei famigerati (e oggi demoliti) mostri di «Fuenti» e di «Punta Perotti», sono in corso di costruzione anche per effetto di quelle che all'interrogante appaiono oggettive omissioni poste in essere da dirigenti e funzionari della soprintendenza di Salerno; l'intero intervento ha devastato e, in parte considerevole, privatizzato una straordinaria area demaniale – cerniera tra il mare ed il centro storico della città – per sua stessa natura vocata alla pubblica fruizione, ad avviso dell'interrogante potendo determinare la fattispecie prevista e punita dall'articolo 734 del codice penale–: se il Ministro interrogato ritenga: a) di rendere noti i risultati dell'ispezione (corredati dalle relative relazioni istruttorie) disposta dal dicastero da lui diretto per accertare la sussistenza – nei fatti narrati – di irregolarità e disfunzioni attribuibili ai dirigenti e funzionari della soprintendenza che – con le loro condotte secondo l'interrogante omissive ed acquiescenti – hanno determinato il consolidarsi dell'autorizzazione paesaggistica originaria e di quelle successivamente rilasciate dal comune di Salerno; b) di rendere noti i provvedimenti assunti all'esito di tale ispezione, nonché i nominativi degli ispettori incaricati e le relative funzioni esercitate nell'amministrazione; c) di disporre un supplemento di indagine, atto a verificare: 1) la regolarità degli atti posti in essere; 2) la sussistenza di situazioni di incompatibilità, determinate dall'eventuale conferimento contra legem – a soprintendenti e funzionari – di incarichi retribuiti; 3) se le opere in argomento – autorizzate con le inquietanti modalità di cui si è detto – abbiano determinato e stiano per determinare irreversibili danni al patrimonio oggetto di tutela; d) di segnalare – all'esito delle verifiche di cui sopra – i fatti all'autorità giudiziaria penale, costituendosi parte civile nei procedimenti già avviati e in quelli che – riguardanti la stessa vicenda – saranno avviati. (4-00260)

 
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