Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/00184 presentata da LENZI DONATA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 28/05/2013
Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-00184 presentato da LENZI Donata testo presentato Martedì 28 maggio 2013 modificato Mercoledì 29 maggio 2013, seduta n. 25 LENZI , SBROLLINI . — Al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che: dal quotidiano La Repubblica del 13 maggio 2013 si apprende la notizia che gli aborti clandestini sono raddoppiati negli ultimi cinque anni, arrivando a circa 40 mila nel 2012, in quanto «oltre l'80 per cento dei ginecologi e oltre il 50 per cento di anestesisti e infermieri non applica più la legge 194», poiché si dichiarano obiettori (91,3 per cento nel Lazio; 89 per cento in Puglia; 85,7 per cento Molise; 85,7 per cento in Basilicata; 83,9 per cento in Campania; 81,3 per cento Alto Adige; 80,6 per cento in Sicilia); nell'ultima relazione sullo stato di attuazione della legge concernente norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza contenente i dati definitivi per l'anno 2010 e quelli preliminari per l'anno 2011, presentata alle Camere in data 9 ottobre 2012 si legge che «L'ultima stima del numero di aborti clandestini è quella riferita nella relazione del 2008 su dati 2005, pari a 15.000 casi, la maggior parte dei quali si riferivano all'Italia meridionale. Tale dato riguarda solo le donne italiane, non essendo possibile calcolarlo in modo affidabile per le donne straniere»; molti altri elementi portano al raddoppio di quella cifra, facendo salire il numero delle interruzioni di gravidanza clandestine a 40/50 mila l'anno, basti confrontare le stime dell'illegalità al tasso di abortività delle immigrate, che è del 26,4 per cento interruzioni ogni mille donne, tre volte quello delle italiane o considerare i dati Istat relativi agli aborti spontanei dai quali si evince il loro incremento dai 55mila degli anni ottanta ai quasi 80mila dei giorni nostri; molti studiosi ritengono che l'incremento così alto del ricorso all'interruzione gravidanza molte volte nasconda un aborto clandestino non pienamente riuscito; sempre secondo l'inchiesta di Repubblica la mancata applicazione della legge n.194 comporta il ritorno a cliniche clandestine e il contrabbando di farmaci abortivi con 188 procedimenti penali aperti nell'ultimo anno per violazione della legge n.194, ed ancora le donne ricominciano a morire di setticemia o migrano da una regione all'altra nella ricerca di reparti che ancora garantiscano l'interruzione volontaria di gravidanza o addirittura chi può permetterselo migra all'estero in Francia, Svizzera e Inghilterra; secondo l'articolo 16 della legge n.194 «Entro il mese di febbraio, a partire dall'anno successivo a quello dell'entrata in vigore della presente legge, il Ministro della sanità presenta al Parlamento una relazione sull'attuazione della legge stessa e sui suoi effetti, anche in riferimento al problema della prevenzione. Le regioni sono tenute a fornire le informazioni necessarie entro il mese di gennaio di ciascun anno, sulla base di questionari predisposti dal Ministro», mentre l'ultima relazione presentata risale al 9 ottobre 2012–: se il Ministro sia a conoscenza, attraverso dei dati aggiornati, del fenomeno ormai dilagante dell'aborto clandestino e quali siano ad oggi gli elementi ostativi che hanno impedito la presentazione alle Camere della relazione annuale così come prevista dalla stessa legge n.194 nonché quali iniziative urgenti intenda adottare al fine di ripristinare la legalità e l'accesso alle cure per tutte le donne che chiedono l'interruzione volontaria di gravidanza nel rispetto della legge n.194 del 1978. (5-00184)