Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/00204 presentata da FRUSONE LUCA (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 29/05/2013
Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-00204 presentato da FRUSONE Luca testo di Mercoledì 29 maggio 2013, seduta n. 25 FRUSONE , ALBERTI , ARTINI , BASILIO , CORDA e RIZZO . — Al Ministro della difesa . — Per sapere – premesso che: ai sensi della legge n.185 del 1990 che regolamenta l'esportazione, importazione e il transito dei materiali di armamento, il Governo Monti avrebbe già dovuto rendere nota, entro il 31 marzo, la relazione annuale sulle esportazioni di sistemi militari; a questo punto, la responsabilità della ritardata pubblicazione della relazione, completa di tutte le sue parti, e dell'invio al Parlamento spetta al Governo Letta ma non è dato sapere se, a parziale giustificazione della mancata trasmissione degli atti dovuti, si stiano apportando alla relazione già predisposta dal precedente Governo le necessarie integrazioni per adeguarla alle recenti modifiche della normativa; infatti, il Governo Monti con un decreto legislativo ha modificato la legge n.185 che dal 1990 regolamenta l'esportazione dei materiali di armamento. La modifica si era resa necessaria per recepire una direttiva europea che «semplifica le modalità e le condizioni dei trasferimenti all'interno delle Comunità di prodotti per la difesa», ma non è ancora chiaro quali materiali di armamento siano stati fatti rientrare in questa categoria e, soprattutto, come verranno riportati nella relazione governativa; le attese e le preoccupazioni delle tante associazioni della società civile che si occupano della materia sono molteplici. Infatti, secondo gli analisti di Rete Disarmo , la relazione resa nota nel 2012 dal Governo Monti, a fronte di un volume di affari in crescita (nel 2011 le autorizzazioni all'esortazione hanno superato i 3 miliardi di euro di cui oltre 2 miliardi, il 67 per cento sono stati diretti a Paesi non UE-Nato a cui vanno sommati gli oltre 2,2 miliardi per i programmi intergovernativi), è risultata mancante di numerose informazioni di primaria importanza per poter valutare la conformità dell'attività del Governo al dettato legislativo; innanzitutto non è stata resa nota la tabella che dettagliava le autorizzazioni all'esportazione a ogni singolo Paese destinatario per ammontare e tipologia di sistemi militari (la Tabella 15) ed è risultato mancante anche l'allegato che per diversi anni ha riportato «l'Elenco dei Paesi ritenuti dall'ONU responsabili di gravi violazioni dei diritti umani o che destano preoccupazione sotto tale profilo»; inoltre, lo scorso anno è risultata ancora mancante dalla sezione della relazione curata dal Ministero dell'economia e della finanze (dipartimento del tesoro), l'importante «Riepilogo in dettaglio suddiviso per Istituti di Credito», un elenco che manca dalle relazioni dall'avvento dell'ultimo Governo Berlusconi, ma che è indispensabile per conoscere i dettagli delle singole operazioni di incassi per esportazioni di armamenti autorizzate agli istituti di credito, tra cui i compensi di intermediazione; a fronte di indagini per corruzione che hanno investito l'esportazione di armamenti negli ultimi anni (come il recente caso dei 12 elicotteri Agusta all'India) appare quanto mai urgente e opportuno che il Governo ripristini quell'elenco presente nelle relazioni ministeriali indispensabile anche per valutare l'effettiva applicazione delle direttive che numerosi istituti di credito hanno messo in atto su pressione delle campagne della società civile; le cifre che l'Italia ha comunicato all'Unione europea per esportazioni di armamenti (cioè per le consegne realmente effettuate) negli ultimi due anni sono ampiamente differenti rispetto a quelle riportate nelle relazioni inviate al Parlamento italiano: la relazione consegnata al Parlamento il 31 marzo 2011 riporta, relativamente all'anno 2010, un ammontare di «operazioni effettuate» (consegne) di oltre 2.754 milioni di euro, mentre nella relazione dell'Unione europea è segnalata una cifra di esportazioni ( export ) dall'Italia solamente di circa 615 milioni di euro; invece, quella depositata il 23 aprile 2012 riporta, per l'anno 2011, un ammontare di «operazioni effettuate» (consegne) di oltre 2.664 milioni di euro, mentre nella relazione dell'Unione europea è segnalata una cifra di esportazioni ( export ) dall'Italia di poco più di 1.022 milioni di euro; occorre, insomma, che il Parlamento abbia la possibilità di valutare attentamente la relazione nelle Commissioni di riferimento per non far mancare il necessario controllo sull'esportazione di materiali d'armamento e per valutare anche la politica estera e di sicurezza del nostro Paese; la presentazione dei dati, infatti, potrebbe fornire l'occasione per discutere la problematica relativa all'applicazione della citata legge sull’ export armato: infine, a parere degli interroganti, sarebbe quanto mai opportuno, alla luce di quanto dichiarato nelle relazioni precedenti e della recente normativa internazionale dell'ATT (trattato internazionale sul commercio delle armi), che nella relazione fossero documentate con criteri analoghi ai materiali militari anche le forniture all'estero di armi leggere a uso civile–: per quanto di propria competenza, quali siano gli intendimenti del Ministro della difesa in relazione a quanto esposto in premessa e come intenda fare chiarezza su diverse altre anomalie che riguardano le esportazioni italiane di armamenti per una più puntuale e trasparente informazione sui temi riguardanti l'esportazione di armamenti. (5-00204)