Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00221 presentata da FEDRIGA MASSIMILIANO (LEGA NORD E AUTONOMIE) in data 30/05/2013
Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-00221 presentato da FEDRIGA Massimiliano testo di Giovedì 30 maggio 2013, seduta n. 26 FEDRIGA . — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . — Per sapere – premesso che: dal 1° giugno 2013 anche le aziende che occupano fino a dieci dipendenti dovranno essere in possesso del DVR (documento di valutazione dei rischi), in quanto non è più sufficiente l'autocertificazione a dimostrazione dell'avvenuta valutazione di tutti i rischi presenti nei luoghi di lavoro; la redazione di tale documento, come previsto dall'articolo 28 del decreto legislativo n.81 del 2008, «è rimessa al datore di lavoro, che vi provvede con criteri di semplicità, brevità e comprensibilità, in modo da garantirne la completezza e l'idoneità quale strumento operativo di pianificazione degli interventi aziendali e di prevenzione»; la mancata elaborazione del documento di valutazione dei rischi, o di un documento non coerente con i contenuti normativi (articoli 17, 28 e 29 del decreto legislativo n.81 del 2008), comporterà violazioni della normativa in materia di igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro che prevedono, secondo i casi, sanzioni penali o amministrative; per quanto condivisibile la previsione di adempimenti fondamentali per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro e la prevenzione in azienda, tale obbligo suona per i piccoli imprenditori come l'ennesimo balzello e flagello burocratico; la valutazione, infatti, richiede di affidarsi ad esperti della materia, il che significa dover pagare una parcella ad un professionista; secondo quanto denunciato dalla vicepresidente della Cherubini srl, l'associazione di categoria cui l'imprenditrice è iscritta ha chiesto 380 euro più iva per questo adempimento, con pagamento in anticipo–: se non convenga sulla necessità di sburocratizzare e semplificare il più possibile gli adempimenti in capo agli imprenditori, specie se di piccole dimensioni e, conseguentemente, di assumere le necessarie iniziative per modificare la norma di cui in premessa affinché la garanzia di tutela dei lavoratori attraverso una valutazione dei rischi presenti nelle varie attività non si traduca per i datori di lavoro in formalismi costosi che inducono i nostri imprenditori, già esasperati per la troppa burocrazia e pressati dall'elevato costo del lavoro, a chiudere battenti, ritenendo peraltro che il documento di valutazione dei rischi come previsto dalle recenti modifiche di legge non serva nella sostanza ad assicurare una concreta sicurezza per i lavoratori. (5-00221)