Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00127 presentata da ENDRIZZI GIOVANNI (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 12/06/2013
Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-00127 presentata da GIOVANNI ENDRIZZI mercoledì 12 giugno 2013, seduta n.039 ENDRIZZI, NUGNES, SANTANGELO, PETROCELLI, LUCIDI, CASTALDI, MORONESE, GIROTTO, MARTELLI - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico - Premesso che: dopo la tragedia della nave da crociera Costa "Concordia" all'isola del Giglio è stato emesso, in data 2 marzo 2012, un decreto interministeriale, sottoscritto dai Ministri pro tempore dell'ambiente Corrado Clini e delle infrastrutture e trasporti Corrado Passera, che, per la laguna di Venezia, vieta il transito delle navi superiori alle 40.000 tonnellate di stazza nel bacino di San Marco e nel canale della Giudecca; tale divieto non viene applicato in attesa della soluzione alternativa che lo stesso decreto demanda all'autorità marittima, con il risultato che a tutt'oggi il traffico delle grandi navi da crociera di oltre 130.000 tonnellate di stazza (oltre 300 metri di lunghezza, 40 metri di larghezza, 60 metri di altezza) non solo continua, ma sta addirittura aumentando; come se non fosse stata sufficiente la tragedia dell'isola del Giglio, si è purtroppo assistito di recente ad un'altra strage nel porto di Genova che dimostra ancora una volta che, pur in presenza di condizioni ottimali, il tragico evento è sempre possibile, per cui si ripropone drammaticamente l'urgenza di una soluzione per l'allontanamento definitivo delle grandi navi da crociera dal delicatissimo ecosistema della laguna (peraltro tutelata dalla legislazione speciale per Venezia) e dal tessuto urbano della città di Venezia; non risulta, allo stato attuale, che sia stata assunta alcuna iniziativa concreta sul tema, nonostante la forte preoccupazione dell'opinione pubblica veneziana, nazionale ed internazionale, che si è espressa attraverso numerose manifestazioni ed una petizione popolare promossa dal comitato "no Grandi navi" e che ha raccolto oltre 12.500 firme, unitamente alle specifiche prese di posizione del Comune di Venezia attraverso le norme urbanistiche del nuovo piano di assetto del territorio; la proposta avanzata dall'Autorità portuale di Venezia di scavare un nuovo canale (S. Angelo-Contorta) in mezzo alla laguna per una lunghezza di 5 chilometri, una larghezza di 100 ed una profondità di 12 metri, avrebbe conseguenze gravissime per l'equilibrio idrodinamico e per gli aspetti morfologici della laguna veneta; tale proposta sta sollevando un'ondata di proteste da parte dell'opinione pubblica, con una mobilitazione di massa, e vede il pronunciamento contrario dei Comuni di Venezia, di Mira e della Provincia di Venezia; esistono delle ulteriori opzioni alternative al passaggio delle navi in bacino San Marco, in fase di approfondimento sotto il profilo tecnico ed ambientale, che prevedono il mantenimento delle navi da crociera anche al di fuori della laguna attraverso la creazione di struttura reversibile nello spazio interno o comunque in prossimità della bocca del lido, con possibile beneficio legato ad una variante in corso d'opera del progetto MOSE (modulo sperimentale elettromeccanico) in ragione della necessità d'una minore profondità della bocca del lido stessa, si chiede di sapere: se e quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano assumere per attuare quanto previsto dal decreto interministeriale del 2 marzo 2012, quali siano i tempi di esecuzione ed i relativi impegni finanziari; se e quali strumenti si intendano porre in essere per garantire procedure trasparenti nella scelta delle alternative all'accesso delle grandi navi alla laguna e affinché le decisioni siano assunte dopo un confronto tra soluzioni progettuali differenti e con la consultazione di tutti i soggetti interessati, così come prevede la normativa in materia ambientale per la realizzazione di opere di interesse pubblico di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, come modificato dal successivo decreto legislativo 29 giugno 2010, n. 128, per quanto attiene le procedure di Via (valutazione di impatto ambientale), Vas (valutazione ambientale strategica) ed Aia (autorizzazione integrata ambientale); se il Governo non intenda al più presto pronunciarsi sulla situazione del porto di Venezia, ad oltre un anno dall'entrata in vigore del decreto interministeriale 2 marzo 2012, mai attuato nella sostanza; se e quali misure intendano attuare per far sì che l'Autorità portuale di Venezia proceda, pur con ritardo ventennale (unica rimasta in Italia) all'attuazione della legge 28 gennaio 1994, n. 84, recante "Riordino della legislazione in materia portuale" che prescrive, all'art. 5, una generale pianificazione, d'intesa con i Comuni interessati, per la stesura di piano regolatore portuale e della relativa Via, visto che il precedente strumento risale al 1904; se non intendano infine prendere provvedimenti a tutela della sicurezza della città e della salute dei cittadini al fine di evitare che incidenti come quello accaduto al porto di Genova possano verificarsi nuovamente. (3-00127)