Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/00167 presentata da TULLO MARIO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 02/07/2013
Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-00167 presentato da TULLO Mario testo presentato Martedì 2 luglio 2013 modificato Mercoledì 3 luglio 2013, seduta n. 45 TULLO , BONACCORSI , BRANDOLIN , BRUNO BOSSIO , CARDINALE , CARELLA , CASTRICONE , COPPOLA , CRIVELLARI , CULOTTA , FERRO , GANDOLFI , PIERDOMENICO MARTINO , MAURI , MOGNATO , MURA , PAGANI , PAOLUCCI , ROTTA , VELO , MARTELLA , ROSATO e DE MARIA . — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti . — Per sapere – premesso che: secondo il Censis sono 14 milioni i pendolari che ogni mattina utilizzano il treno, il trasporto su gomma o l'auto per spostarsi dai Comuni limitrofi verso le principali aree metropolitane italiane; lo Stato ha ridotto drasticamente, con il decreto-legge n.78 del 2010 e successivi, i trasferimenti alle regioni per il trasporto pubblico locale, con conseguenze ormai intollerabili che arrivano a ledere il diritto universale alla mobilità; da anni, infatti, si registra una costante e consistente contrazione dell'offerta di servizi, la soppressione di molti collegamenti, una netta riduzione degli addetti e degli interventi per la sicurezza e la manutenzione di treni, autobus e infrastrutture, a fronte di un rincaro straordinario delle tariffe; le ricadute sono pesanti sul sistema sociale ed economico del territorio, sugli utenti, sulla congestione e sull'inquinamento; effetti significativi anche sull'indotto, e in particolare sulle imprese di fornitura di autobus, di treni e materiale rotabile e su quelle di manutenzione del servizio; la legge di stabilità per il 2013 ha previsto la modifica del finanziamento del trasporto pubblico locale, che dipenderà, oltre che dal gettito dell'accisa su gasolio e benzina, anche da un fondo unico per il trasporto pubblico locale su ferro e su gomma, nel quale confluiranno le diverse risorse, statali e regionali; nel contesto attuale risulta difficilmente praticabile la prevista «fiscalizzazione» delle risorse per le ferrovie regionali (le «ex concesse»), di cui alla legge n.244 del 2007 (legge finanziaria per il 2008), che destina al trasporto ferroviario regionale quota parte delle accise sui carburanti, poiché il gettito delle accise è interamente impegnato per altre destinazioni, né appare possibile, considerando l'attuale livello di pressione fiscale, prevedere ulteriori aumenti di tali accise; in molte regioni i contratti di servizio con Trenitalia scadono tra il 2014 e il 2015; in alcune non sono stati ancora sottoscritti (come in Sicilia), in altre risultano già scaduti (Friuli Venezia Giulia), in altre ancora non è definito il trasferimento di poteri e risorse (come nelle regioni a statuto speciale Sardegna e Val d'Aosta); un sistema di trasporto inefficiente conferma e ricrea il circolo vizioso del sottosviluppo: l'inadeguatezza scoraggia la domanda degli utenti (soprattutto lavoratori e studenti che hanno bisogno di contare su un servizio regolare ed affidabile), sicché si tende sempre più a sacrificarli da parte dei soggetti – come le Ferrovie – che danno impulso al miglioramento del servizio e alla realizzazione di infrastrutture di trasporto solo se stimolati da una forte domanda dei potenziali utilizzatori del servizio; le regioni, come la Provincia autonoma di Bolzano, che hanno investito nel trasporto ferroviario regionale, anche con nuovi treni, hanno registrato un aumento dei passeggeri di oltre il 26 per cento in tre anni: una chiara dimostrazione che se migliora il servizio aumenta la domanda e crescono gli introiti e gli abbonamenti; alcune tratte pendolari hanno un traffico paragonabile a quello delle linee ad alta velocità, ma anche quelle oggi meno frequentate hanno ottime opportunità di sviluppo; gli investimenti possono essere ripagati anche attraverso un'attenta politica di crescita della domanda pendolare attraverso abbonamenti vantaggiosi e servizi di qualità, in modo da incrementare le opportunità di remunerazione dei servizi anche per gli operatori; è necessario reintegrare le risorse statali decurtate dal decreto-legge n.78 del 2010 e seguenti e mantenere nel tempo continuità negli stanziamenti, in modo da consentire l'acquisto di nuovi treni, e occorre pianificare lo sviluppo del servizio pubblico per il traffico pendolare prendendo a riferimento le migliori esperienze europee, che puntano a garantire percorrenze medie più elevate e con minori interruzioni, con treni e veicoli più capienti a due piani –: quali iniziative il Governo intenda adottare per garantire continuità ed efficienza al trasporto pubblico locale, sia per il servizio ferroviario, sia per il trasporto su gomma, con risorse adeguate – anche di parte corrente – in modo da assicurare pieno rispetto degli standard qualitativi «europei» in merito a puntualità, affidabilità, affollamento, pulizia, comfort , decoro e informazione, anche attivando immediatamente l'Autorità dei trasporti per individuare obiettivi e livelli essenziali di servizio, esercitando un efficace e fondamentale ruolo di controllo del sistema in termini di servizio, concorrenza e tariffe. (3-00167)