Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00521 presentata da DA VILLA MARCO (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 03/07/2013
Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-00521 presentato da DA VILLA Marco testo di Mercoledì 3 luglio 2013, seduta n. 45 DA VILLA , COZZOLINO e SPESSOTTO . — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro per i beni e le attività culturali, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare . — Per sapere – premesso che: l'articolo 4, comma 1, del decreto legislativo n.42 del 22 gennaio 2004 «Codice dei beni culturali e del paesaggio» stabilisce che «al fine di garantire l'esercizio unitario delle funzioni di tutela, ai sensi dell'articolo 118 della Costituzione, le funzioni stesse sono attribuite al Ministero per i beni e le attività culturali, di seguito denominato “Ministero”, che le esercita direttamente o ne può conferire l'esercizio alle regioni, tramite forme di intesa e coordinamento ai sensi dell'articolo 5, commi 3 e 4 (...)»; l'articolo 146, comma 6, dispone poi che «La regione esercita la funzione autorizzatoria in materia di paesaggio avvalendosi di propri uffici dotati di adeguate competenze tecnico-scientifiche e idonee risorse strumentali. Può tuttavia delegarne l'esercizio, per i rispettivi territori, a province, a forme associative e di cooperazione fra enti locali come definite dalle vigenti disposizioni sull'ordinamento degli enti locali, ovvero a comuni, purché gli enti destinatari della delega dispongano di strutture in grado di assicurare un adeguato livello di competenze tecnico-scientifiche nonché di garantire la differenziazione tra attività di tutela paesaggistica ed esercizio di funzioni amministrative in materia urbanistico-edilizia»; lo stesso articolo 146 chiarisce i compiti attribuiti a tali organi per il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica. In particolare, al comma 3, si afferma che «La documentazione a corredo del progetto è preordinata alla verifica della compatibilità fra interesse paesaggistico tutelato ed intervento progettato» e al comma 7: «...l'amministrazione verifica se l'istanza stessa sia corredata della documentazione di cui al comma 3, provvedendo, ove necessario, a richiedere le opportune integrazioni e a svolgere gli accertamenti del caso. Entro quaranta giorni dalla ricezione dell'istanza, l'amministrazione effettua gli accertamenti circa la conformità dell'intervento proposto con le prescrizioni contenute nei provvedimenti di dichiarazione di interesse pubblico e nei piani paesaggistici e trasmette al soprintendente la documentazione presentata dall'interessato, accompagnandola con una relazione tecnica illustrativa nonché dando comunicazione all'interessato dell'inizio del procedimento...»; i successivi commi 8 e 9 illustrano i passaggi procedurali tra amministrazione competente (la regione o l'ente locale delegato) e la soprintendenza stabilendo che quest'ultima «rende il parere limitatamente alla compatibilità paesaggistica... entro il termine di 45 giorni dalla ricezione degli atti» e poi, entro 20 giorni, l'amministrazione rilascia l'autorizzazione o il preavviso di rigetto dell'istanza. Se tuttavia la soprintendenza non si esprime entro i 45 giorni allora l'amministrazione potrà indire una conferenza di servizi e «spingerla» a parteciparvi o a rendere comunque un parere scritto entro 15 giorni. In ogni caso, decorso il periodo di 60 giorni (45+15), l'amministrazione potrà rilasciare o meno l'autorizzazione sulla base della sua sola istruttoria; nella delibera di giunta regionale del Veneto n.835 del 15 marzo 2010 sono dettati gli «Indirizzi in merito alla verifica della sussistenza dei requisiti di organizzazione e di competenza tecnica/scientifica per l'esercizio delle funzioni paesaggistiche al fine del rilascio della autorizzazione paesaggistica articolo 146, comma 6, del decreto legislativo n.42 del 2004». Per l'attuazione della delega occorre, in particolare, che «... – la responsabilità del procedimento di rilascio dell'autorizzazione paesaggistica sia posta in capo ad un soggetto diverso dal responsabile del procedimento urbanistico-edilizio, anche se appartenente alla medesima struttura organizzativa; – il/i soggetto/i che svolge/ono l'istruttoria sia/siano in possesso di appropriati requisiti di competenza ed esperienza»; con lettera del 6 luglio 2010, a firma del sindaco Giorgio Orsoni, il comune di Venezia ha comunicato alla regione una terna di nomi a cui è stato deciso di affidare i compiti relativi ad istruttoria e rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche. Tale designazione è stata ritenuta idonea al conferimento della delega in materia; i nomi espressi dal sindaco per la nuova struttura, competente per le istruttorie paesaggistiche e, soprattutto, per la stesura della relazione di accompagnamento dei documenti alla soprintendenza, corrispondono a tre funzionari comunali che agli interroganti non sembrano corrispondere al profilo delineato dal codice Urbani all'articolo 146, comma 6 («adeguato livello di competenze tecnico-scientifiche») e dalla regione («appropriati requisiti di competenza ed esperienza»). Trattasi infatti di due geometri e di un perito industriale che si sono occupati, fino alla nomina, di edilizia privata e che risultano subordinati, gerarchicamente, al dirigente della direzione sviluppo del territorio e urbanistica rispetto al quale invece dovrebbero essere indipendenti; il comune di Venezia è talmente esteso e composito che gli ambiti per un'eventuale autorizzazione paesaggistica sono numerosissimi: si passa infatti da un ambiente lagunare unico al mondo agli edifici della città antica (datati da alcune centinaia d'anni sino a quasi un migliaio come la basilica di San Marco o quella di Torcello), dalle ville venete presenti a Mestre (Villa Tivan e Villa Erizzo) alle aree SIC e ZPS (oasi delle dune agli Alberoni al Lido, il bosco di Carpenedo) e agli elementi residuali della cinta muraria mestrina (Torre civica, mura, Torresino), e altro; la città di Venezia è riconosciuta come patrimonio dell'UNESCO. Va ricordato, a tal proposito, che alcuni anni fa la rivista National Geographic ha affidato ad una commissione di studiosi l'analisi di tutti i siti protetti e tale ricerca ha fornito un risultato piuttosto grave: il capoluogo lagunare è una delle realtà gestite peggio; l'università italiana offre alcuni corsi di laurea (architettura, storia, conservazione beni culturali, scienze ambientali) che potrebbero rivelarsi ben più utili, per lo studio e il rilascio di autorizzazioni paesaggistiche, rispetto a un diploma di scuola media superiore; nell'ipotesi di carenza di personale o di eccessivo carico di lavoro presso la soprintendenza di Venezia, sarà compito dei tre funzionari di cui sopra formulare le autorizzazioni paesaggistiche o comunque prepararne l'istruttoria che, in ogni caso, costituisce un elemento importante del procedimento e che se condotta male potrebbe inficiarne l'esito finale; la questione è stata posta anche in sede comunale (a mezzo d'interpellanza del consigliere Gavagnin n.24 del 28 febbraio 2011, ma la risposta fornita dall'amministrazione ha confermato l'incompetenza dei soggetti indicati nonché la «confusione» dei ruoli tra tutela paesaggistica e funzioni urbanistico-edilizie: l'assessore ha infatti sostanzialmente ammesso che la valutazione paesaggistica viene attuata col parere emesso in sede di commissione edilizia integrata. Inoltre, risulta lampante la subordinazione gerarchica dei funzionari e degli uffici incaricati: infatti la responsabilità dei procedimenti paesaggistici è attribuita agli uffici «Atti autorizzativi Terraferma», «Atti autorizzativi Centro Storico 1» e «Atti autorizzativi Centro Storico 2» incardinati rispettivamente nel «settore sportello per l'edilizia – terraferma» e nel «settore sportello per l'edilizia – Centro storico ed isole», tutti interni alla «Direzione sviluppo del territorio ed edilizia», come risulta dal relativo organigramma e dalla declaratoria delle funzioni pubblicati nel sito internet dell'amministrazione comunale. Infine, nel concreto, gli atti di autorizzazione paesaggistica risultano emessi dal dirigente del settore sportello per l'edilizia (terraferma, ovvero centro storico ed isole); dell'intera vicenda sopra illustrata è stato reso partecipe anche il soprintendente regionale, Ugo Soragni, il quale però non ha dato alcuna risposta alle istanze presentate dalle associazioni ambientaliste locali (Italia Nostra, WWF e LIPU); l'attuale «reggente» la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Venezia e della laguna, l'architetto Renata Codello, ha reso numerosi pareri favorevoli in questi ultimi anni che hanno suscitato notevoli polemiche in città, in ragione della dubbia tutela dei beni culturali e del paesaggio. Basti qui ricordare i seguenti casi, tenendo a mente che sussiste un vincolo paesaggistico sull'intero ecosistema lagunare (laguna, isole e fasce di gronda): a) le future villette che saranno costruite nell'oasi di Ca’ Roman (area SIC) al Lido; b) i maxi-imbarcaderi per vaporetti, di colore grigio, al Lido e in Riva degli Schiavoni che ostruiscono la vista della laguna; c) le maxi-pubblicità su edifici di rilevante pregio architettonico (Palazzo Ducale, Procuratie di San Marco e altro) apparentemente senza gara e, in parte, senza segnaletica di lavori in corso; d) il progetto dell'architetto Koolhaas sul Fontego dei Tedeschi (rivisto ma pur sempre impattante per le scale mobili che andranno a «bucare» i vari piani dell'immobile); e) il raddoppio dell'hotel Santa Chiara, prospiciente il Canal Grande; f) il via libera al progetto del nuovo ponte dell'Accademia, proposto dall'impresa Schiavina, poi bloccato dal Ministero; g) il via libera di massima al progetto di una mega villetta in vetro e cemento (di proprietà, a detta della stampa locale, di un deputato) nell'isola di Torcello, poi bloccata dal sindaco per le proteste a livello nazionale; h) approvazione del «gabbiotto» in Piazza San Marco ma anche di altre installazioni temporanee sempre impattanti per il paesaggio veneziano; i) parere favorevole a tutti i progetti presentati dal dottor Spaziante nell'isola del Lido, in qualità di «Commissario delegato per la realizzazione del Nuovo palazzo del cinema e dei congressi di Venezia», ottenendo peraltro magrissimi risultati (l'estinzione della sanità al Lido, creazione del «buco» da 37 milioni di euro al posto della splendida pineta preesistente e dell'immaginato Nuovo Palazzo del Cinema, distruzione della gradinata del Palazzo dell'ex Casinò, la non tutela dei resti del Forte austriaco rinvenuto) e con l'espropriazione di tutte le funzioni urbanistiche del comune; l) approvazione di villette ed albergo nel Forte Malamocco (vincolo monumentale) al Lido; m) demolizione di alcuni padiglioni dell'ex ospedale al mare nonché realizzazione di parcheggi a raso e maxi-darsena al Lido; n) costruzione di villette e torri (bloccate da ENAC) sul parco della Favorita al Lido; o) nuove costruzioni con garage sotterraneo e distruzione del patrimonio arboreo esistente al Parco delle Rose al Lido; p) trasformazione parziale dell'hotel Des Bains al Lido da albergo ad alloggi; q) autorizzazione della pulizia delle pietre del Ponte di Rialto con spazzole di ferro (notizia finita pure sul sito www.repubblica.it ); r) nessun intervento (pur possibile) in merito alle questioni del moto ondoso, della continua trasformazione di palazzi storici in hotel e centri commerciali nonché del passaggio delle Grandi Navi in laguna e bacino San Marco. Va segnalata, a tal proposito la video-intervista della signora Codello, rilasciata ad una emittente austriaca (su Youtube ), in cui minimizza l'impatto del passaggio delle grandi navi, giungendo a dichiarare che «...nessuna nave entra nel canale della Giudecca con i motori accesi, al contrario viene semplicemente trascinata da dei rimorchiatori e quindi la sua mole non crea autonomamente una serie di fenomeni meccanici in profondità ...non hanno le eliche accese e non provocano grandi fenomeni di erosione...» e, ad avviso degli interroganti, rasentando il ridicolo, che le navi sarebbero «trainate» anche se i rimorchiatori, come accade spesso, sono posizionati posteriormente ad esse (qui, in realtà, i rimorchiatori frenano la nave che ha i motori accesi ma viaggia molto lentamente); a seguito del rilievo formale, fatto dalla sezione regionale di controllo della Corte dei conti per il Veneto, n.1722 del 18 marzo 2013, in merito ai vizi dell'attribuzione dell'incarico alla suddetta soprintendenza (e di molte altre), il Ministero per i beni e le attività culturali ha avviato il procedimento d'interpello per la riassegnazione della funzione con la circolare n.179 del 13 maggio 2013. In tale bando si specifica che, nella valutazione comparativa dei curricula presentati, «si dovrà tenere conto ...delle attitudini e delle capacità professionali del singolo dirigente, dei risultati conseguiti in precedenza nell'amministrazione di appartenenza e della relativa valutazione...» e ancora, nell'allegata «scheda di valutazione» si rinviene tra gli obbiettivi la «tutela del paesaggio con particolare riferimento all'attività di co-pianificazione paesaggistica»–: se e quali iniziative il Governo intenda adottare al fine di garantire realmente la tutela dei beni culturali e del paesaggio in una città preziosissima ed unica come Venezia; se il Governo non ritenga opportuno e necessario revocare/riesaminare l'attribuzione dell'incarico all'attuale soprintendente, Renata Codello, alla luce del procedimento d'interpello in corso, dei numerosi casi di scarsa tutela dei beni culturali e paesaggistici sommariamente sopra ricordati ed infine delle dichiarazioni imbarazzanti rilasciate nell'intervista richiamata. (5-00521)