Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00545 presentata da GARAVINI LAURA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 05/07/2013
Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-00545 presentato da GARAVINI Laura testo di Venerdì 5 luglio 2013, seduta n. 47 GARAVINI . — Al Ministro degli affari esteri, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca . — Per sapere – premesso che: l'insegnamento della lingua e cultura italiana nel mondo può essere uno straordinario fattore strategico per la ricollocazione dell'Italia nel contesto globale e per il sostegno delle attività di internazionalizzazione del Paese; finora la diffusione dell'insegnamento della lingua e cultura italiana all'estero è stata affidata ad un sistema misto integrato; le misure sulla «spending review» contenute nel decreto-legge 6 luglio 2012, n.95, convertito con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n.135, ai commi 11 e 12 dell'articolo 14, hanno disposto, rispettivamente, la riduzione di 30 unità del personale tecnico, direttivo e docente da destinare all'amministrazione, al coordinamento e alla vigilanza delle scuole italiane all'estero, e la determinazione di un limite massimo di 624 unità, da raggiungere in un quinquennio, del contingente del personale di ruolo da assegnare alle iniziative ed istituzioni scolastiche italiane all'estero, nonché alle scuole europee e alle istituzioni scolastiche ed universitarie estere; un'interpretazione restrittiva del Ministero dell'economia e delle finanze, fatta propria dal Ministero degli affari esteri, ha portato la riduzione complessiva del personale da destinare all'insegnamento della lingua e della cultura italiana all'estero dalle 400 unità indicate nella relazione tecnica annessa al provvedimento a 776 unità sulle 1400 previste in precedenza; in applicazione di tale orientamento, nell'anno scolastico 2012/2013 è stato bloccato il turn over di 141 unità di personale, mentre in quello 2013/2014 un'analoga misura sarà adottata per altre 68 unità e in quello 2014/2015 essa riguarderà altre 64 unità, per un totale di 273 tra dirigenti scolastici, personale ATA e docenti; stesso tempo, la contrazione dei finanziamenti e le sollecitazioni del Ministero degli affari esteri per la razionalizzazione degli enti gestori di corsi di lingua e cultura italiana all'estero hanno determinato la riduzione degli stessi enti da 270 a 140, con un'ovvia regressione dell'offerta formativa dell'Italia all'estero; i risparmi ottenuti a seguito di tali misure, per una regola di contabilità generale, sono stati incorporati dal Ministero dell'economia e delle finanze e non redistribuiti sulle voci di spesa relative alle stesse attività di promozione della lingua e della cultura italiana all'estero, vanificando le sollecitazioni e le attese manifestate da diversi parlamentari e componenti del Consiglio generale degli italiani all'estero; la destinazione di circa due milioni di euro, recuperati dai fondi precedentemente destinati alle elezioni dei Comites e del Consiglio generale degli italiani all'estero, al capitolo 3153 del bilancio del Ministero degli affari esteri (finanziamenti dei corsi di lingua e cultura italiana degli enti gestori), ha reintegrato solo in parte le risorse finalizzate a questo settore di intervento; le conseguenze di ordine pratico derivanti dalle misure di cosiddetta spending review sul contingente scolastico sono di fatto risultate devastanti, sia per l'ampiezza delle ricadute sulle attività che per l'automatismo del criterio adottato, che ha portato a non rinnovare gli incarichi senza alcuna considerazione della utilità e della qualità delle funzioni svolte; già nell'anno scolastico appena concluso le rimostranze di genitori, associazioni ed enti sono state numerose e vibranti, soprattutto in Europa, ove opera la quasi totalità del personale che compone il contingente all'estero, e non meno preoccupante si profila la situazione nel prossimo anno scolastico; a puro titolo esemplificativo, nel Paese europeo a più forte densità di corsi di lingua e cultura italiana, la Germania, saranno eliminati sette posti di insegnanti di ruolo, con pesanti conseguenze che non risparmieranno nemmeno le esperienze più innovative, e resteranno senza alcun dirigente scolastico importanti realtà come il Canada, il Brasile, il Belgio e il Cile; queste dinamiche accadono mentre si sviluppano in modo crescente i fenomeni di «nuova mobilità» e di «nuova emigrazione», che coinvolgono anche intere famiglie e che nel giro di pochi anni determineranno una crescita della domanda di formazione, in particolare nel campo della lingua e della cultura italiana–: se il Ministro degli affari esteri non intenda assumere iniziative affinché per la rilevazione del fabbisogno formativo relativo alla lingua e alla cultura italiana sia ripristinata la metodologia partecipativa dei «Piani Paese», come insistentemente richiesto dallo stesso, Consiglio generale degli italiani all'estero adottata negli anni passati con buoni risultati e poi inspiegabilmente accantonata; se il Ministro degli affari esteri non intenda assumere iniziative affinché con quello dell'istruzione, della ricerca e dell'università, non intenda dare disposizioni affinché sia nettamente superato il criterio dell'automatismo dell'eliminazione dei posti e sia introdotto un sistema selettivo che determini una scala di esigenze e di priorità definite alla luce dei «piani Paese»; se il Ministro dell'economia e delle finanze non intenda promuovere con urgenza iniziative normative volte a modificare il decreto-legge sulla «spending review» , affinché le limitazioni in esso introdotte nella determinazione del contingente possano essere temperate e le conseguenze più gravi e irreversibili evitate, in nome di una strategia di rilancio internazionale del «sistema Italia», che combini strettamente i fattori culturali con quelli economici e commerciali. (5-00545)