Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00551 presentata da VALIANTE SIMONE (PARTITO DEMOCRATICO) in data 09/07/2013
Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-00551 presentato da VALIANTE Simone testo di Martedì 9 luglio 2013, seduta n. 49 VALIANTE . — Al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che: la sanità preventiva nella regione Campania è afflitta da un grave problema per la salute pubblica; la sanità preventiva si effettua sul territorio attraverso il personale tecnico della prevenzione, una figura professionale che sta scomparendo nell'ambito delle aziende sanitarie locali; eppure l'importanza e la indispensabilità della figura si ravvisa quotidianamente e in relazione ad eventi gravi. Nel solo mese di giugno del 2013, nei primi tredici giorni del mese, già tre allerta rapide – numeri identificativi 295128E/20/2013 del 4 giugno 2013; 2967568E/20/2013 del 7 giugno 2013; 2951228E/20/2013 del 13 giugno 2013 – sono state gestite in Campania per alimenti pericolosi, tossici e nocivi; l'Unione nazionale personale ispettivo sanitario d'Italia – UNPISI – quale associazione professionale di categoria rappresentativa dei tecnici della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro, riconosciuta con decreto del Ministro della salute del 19 giugno 2006, ha espresso forti preoccupazioni circa la drammatica situazione in cui versano i dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie locali campane a causa della grave carenza di personale ispettivo tecnico della prevenzione e degli scarsi mezzi e insufficienti dotazioni strumentali a disposizione; il personale tecnico della prevenzione, ai sensi di quanto previsto dalla legge n.42 del 1999, dalla legge n.251 del 2000 e dal decreto ministeriale n.58 del 1997, oltre alle attività di supporto ai servizi, svolge in piena autonomia e responsabilità le attività di vigilanza e ispezione, negli ambiti: a) della sicurezza alimentare, mediante controlli ufficiali delle attività del settore primario, degli stabilimenti produttivi, del trasporto e del commercio, dei prodotti fitosanitari, additivi e MCA, per il ritiro dalla distribuzione dei prodotti alimentari segnalati come pericolosi dalla rete internazionale RASFF, piani di campionamento dei prodotti alimentari per il monitoraggio dei fattori di rischio legati all'alimentazione, piani di campionamento delle acque potabili presso ogni comune, attività di ispettorato micologico; b) dell'igiene e della sanità pubblica, veterinaria e ambientale, mediante la vigilanza e ispezioni mirate sui fattori inquinanti di aria, suolo e dei corpi idrici, nelle scuole di ogni ordine e grado, nelle strutture sanitarie, socio-sanitarie, degli esercenti le professioni sanitarie, nelle attività turistico-ricettive, impianti termali, balneari e sportivi, nelle farmacie, erboristerie, centri di estetica, dei prodotti cosmetici, attività di polizia mortuaria; c) della tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, mediante la sorveglianza del 5 per cento delle imprese attive, delle aziende classificate a rischio di incidente rilevante, di quelle con elevati indici di frequenza e gravità per infortuni e malattie professionali, nei cantieri edili e nell'agricoltura, nella gestione degli infortuni e delle malattie professionali, con il controllo periodico degli impianti, delle macchine e delle attrezzature; come spesso capita, il problema della carenza dei servizi ispettivi emerge sulla stampa e sui mezzi di informazione solo quando ricorrono fatti gravi di cronaca, come nel caso di decessi per avvelenamenti e intossicazioni alimentari o nei casi di gravi infortuni e morti bianche. Di contro, il problema ha ragioni di carattere non occasionale; invero, una mancata politica regionale e di management aziendale di rinnovamento dell'organico degli ultimi venti anni e il perdurante blocco del turn-over dal 2007 hanno determinato la mancata sostituzione del personale in quiescenza e, nel tempo, un abbattimento dell'organico fino al 60 per cento in alcune realtà, con la conseguenza che interi ambiti territoriali restano presidiati da una sola unità, ovvero, non raramente, senza alcun personale di vigilanza; di circa 300 giovani campani laureati nel nuovo profilo professionale di «tecnico della prevenzione di cui al decreto ministeriale n.58 del 1997», presso le relative facoltà dell'università Federico II di Napoli e della seconda università di Napoli, nessuno è stato assunto nel servizio sanitario regionale della Campania. La medesima situazione si è anche registrata presso altre regioni italiane; un esempio significativo di quanto riportato sul mancato presidio in alcuni ambiti territoriali è rappresentato dall'azienda sanitaria locale di Salerno che da circa 130 ispettori TPALL in organico nelle tre ex aziende sanitarie locali ora conta soltanto di circa 60 unità; la situazione premessa comporta la impossibilità, in alcuni ambiti, di assicurare i livelli essenziali di assistenza nel campo della «Prevenzione collettiva e sanità pubblica», di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 29 novembre 2001, comportanti attività e prestazioni volte a tutelare la salute e la sicurezza della comunità da rischi infettivi, ambientali, alimentari, legati alle condizioni di lavoro, correlati agli stili di vita; quanto premesso riveste particolare urgenza stante la peculiare e delicata attività quotidiana di questa categoria professionale e rende consapevoli che la situazione potrebbe precipitare fino a portare in futuro all'insostenibilità del sistema di prevenzione nella regione–: quali provvedimenti e quali misure urgenti intenda intraprendere, in collaborazione con la regione interessata per assicurare i livelli essenziali di assistenza anche mediante specifiche iniziative che consentano una deroga al blocco del turn-over con riferimento al personale tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro TPALL). (5-00551)