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Documenti ed Atti

XVII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00603 presentata da BERGAMINI DEBORAH (IL POPOLO DELLA LIBERTA' - BERLUSCONI PRESIDENTE) in data 12/07/2013

Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-00603 presentato da BERGAMINI Deborah testo di Venerdì 12 luglio 2013, seduta n. 52 BERGAMINI . — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti . — Per sapere – premesso che: l'articolo 208 del codice della strada, di cui al decreto legislativo n.285 del 1992, come modificato dalla legge n.120 del 2010, prevede che i proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni previste dal codice siano devoluti allo Stato, quando le violazioni siano accertate da funzionari, ufficiali ed agenti dello Stato, nonché da funzionari ed agenti dell'ente Ferrovie dello Stato o delle ferrovie e tramvie in concessione ovvero alle regioni, province e comuni quando le violazioni siano accertate da funzionari, ufficiali ed agenti, rispettivamente, delle regioni, delle province e dei comuni; i proventi delle contravvenzioni, secondo quanto sancito dal citato 208, dovrebbero essere reimpiegati secondo percentuali prestabilite, in attività legate alla sicurezza stradale; in particolare la legge n.120 ha previsto che, dei proventi spettanti agli enti locali, una quota pari al 12,5 per cento sia destinata a interventi sulla segnaletica delle strade di proprietà dell'ente, una quota pari al 12,5 per cento sia destinata al potenziamento delle attività di controllo e di accertamento delle violazioni e una restante quota pari al 25 per cento ad altre finalità connesse al miglioramento della sicurezza stradale, quali manutenzione delle strade, interventi sulle barriere, sistemazione del manto stradale, tutela degli utenti deboli, formazione in materia di educazione stradale, interventi a favore della mobilità ciclistica; l'articolo 25 della legge n.120 del 2010 è intervenuta anche sulla ripartizione dei proventi derivanti da violazioni dei limiti di velocità, di cui all'articolo 142 del codice della strada, prevedendo che siano attribuiti, in misura pari al 50 per cento ciascuno, all'ente proprietario della strada su cui è stato effettuato l'accertamento, con esclusione delle strade in concessione e all'ente da cui dipende l'organo accertatore; la legge ha stabilito altresì che gli enti interessati, diversi dallo Stato, debbano utilizzare la quota dei proventi ad essi spettanti nella regione nella quale sono stati effettuati gli accertamenti; si prevede che le somme derivanti dalle quote dei suddetti proventi siano destinate: alla realizzazione di interventi di manutenzione e messa in sicurezza delle infrastrutture stradali, ivi comprese la segnaletica e le barriere, e dei relativi impianti; al potenziamento delle attività di controllo in materia di circolazione stradale, ivi comprese le spese relative al personale; la disposizione prevede che ciascun ente trasmetta in via informatica al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ed al Ministero dell'interno una relazione in cui sono indicati, con riferimento all'anno precedente, l'ammontare complessivo dei proventi di propria spettanza, sia riferiti all'articolo 208 che all'articolo 142, nonché gli interventi realizzati con dette risorse, specificando gli oneri sostenuti per ciascun intervento; la percentuale dei proventi spettanti ai sensi dell'articolo 142 è ridotta del 90 per cento annuo nei confronti dell'ente che non trasmetta la suddetta relazione, o che utilizzi i proventi in modo difforme da quanto previsto dall'articolo 208 e dell'articolo 142, per ciascun anno per il quale sia riscontrata una delle predette inadempienze; la citata legge n.120 del 2010, all'articolo 25, comma 2, prevede l'emanazione di un decreto attuativo del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'interno, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, per approvare il modello di relazione e definire le modalità di trasmissione in via informatica della stessa, nonché le modalità di versamento dei proventi agli enti ai quali sono attribuiti; il successivo decreto-legge n.16 del 2012, che ha recato disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento, ha differito l'emanazione del decreto attuativo citato a 90 giorni successivi alla data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge, disponendo, in caso di mancata emanazione del decreto entro il predetto termine, che trovino in ogni caso applicazione le disposizioni di cui all'articolo 142 del codice della strada; malgrado lo stringente apparato normativo, l'utilizzo dei proventi delle sanzioni derivanti da violazioni del codice della strada appare del tutto difforme dal dettato della legge; come emerge da uno studio effettuato dalla Fondazione Luigi Guccione, i metodi di rendicontazione degli enti locali risultano molto diversi tra loro, non sempre è chiaro l'utilizzo di tali risorse e in alcuni casi le spese non vengono rendicontate analiticamente, ma indicate solo con una cifra totale; l'analisi relativa all'utilizzo delle somme evidenzia impieghi assai lontani percentualmente da quanto previsto dalle disposizioni legislative, mettendo in evidenzia l'inefficacia degli strumenti di controllo previsti–: quali siano i motivi della mancata emanazione del decreto attuativo di cui all'articolo 25, comma 2, della legge n.120 del 2010 e quali iniziative il Governo ritenga di dover adottare al fine di pervenire ad un modello unico di rendicontazione delle risorse provenienti dalle sanzioni per violazioni del codice che consenta di premiare gli enti virtuosi e sanzionare quelli che risultano inadempienti rispetto agli obblighi previsti dalla legge. (5-00603)





 
Cronologia
giovedì 11 luglio
  • Parlamento e istituzioni

    La Camera approva il disegno di legge recante conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 61, recante nuove disposizioni urgenti a tutela dell'ambiente, della salute e del lavoro nell'esercizio di imprese di interesse strategico nazionale (C. 1139), che sarà approvato definitivamente dal Senato il 1 agosto (legge 3 agosto 2013, n. 89).



venerdì 19 luglio
  • Parlamento e istituzioni

    Il Senato discute la mozione di sfiducia n. 1-00110 sen. Giarrusso (M5S) ed altri nei confronti del Ministro dell'interno Alfano, che è respinta con 55 voti favorevoli, 226 contrari e 13 astenuti.