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Documenti ed Atti

XVII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00630 presentata da LUPO LOREDANA (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 15/07/2013

Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-00630 presentato da LUPO Loredana testo di Lunedì 15 luglio 2013, seduta n. 53 LUPO , FERRARESI , BENEDETTI , MASSIMILIANO BERNINI , GAGNARLI , GALLINELLA , L'ABBATE e PARENTELA . — Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, al Ministro della salute, al Ministro per gli affari europei . — Per sapere – premesso che: la riforma OCM zucchero, decisa in sede europea nel novembre 2005, Regolamento (CE) n.318/2006, ha reso non competitiva la produzione nazionale della barbabietola da zucchero ed ha predisposto finanziamenti per la dismissione della filiera, lo smantellamento degli impianti e la bonifica dell'aree industriali; il Regolamento (CE), n.320/2006 del Consiglio, relativo a un regime temporaneo per la ristrutturazione dell'industria dello zucchero nella Comunità, alla lettere a) comma 3 dell'articolo 4, stabilisce che il piano di ristrutturazione deve includere almeno «una presentazione dei fini e delle azioni previsti, che mostri tra di essi un valido equilibrio sotto il profilo economico e coerenza con gli obiettivi del fondo di ristrutturazione e della politica di sviluppo rurale nella regione interessata come approvato dalla Commissione», evidenziandosi chiaramente che l'aiuto alla ristrutturazione è legato allo sviluppo dell'attività rurale, nell'interesse degli coltivatori; in base all'articolo 6, inerente il Fondo di diversificazione, sempre del Regolamento CE n.320/06, viene concesso un aiuto, per interventi di diversificazione nelle regioni degli stati membri colpite dalla ristrutturazione dell'industria dello zucchero, destinato alle imprese bieticole e saccarifere che cessano la produzione; per fare fronte alla crisi del settore è stata promulgata la legge n.81 del 2006 che all'articolo 2 ha demandato ad un apposito Comitato interministeriale la redazione del piano per la razionalizzazione e riconversione della produzione bieticolo-saccarifera sulla base dei progetti presentati dalle imprese saccarifere; detto Comitato interministeriale ha approvato il piano e le conseguenti direttive in data 31 gennaio 2007; nella premessa del piano si afferma: «I progetti di riconversione e i relativi fabbisogni finanziari non costituiscono un impegno per le autorità nazionali quanto piuttosto un orientamento al fine di conseguire un ottimale utilizzo della materia prima agricola con l'obbiettivo di trovare nuovi sbocchi di mercato»; nel piano si prevede che nella regione Emilia Romagna vi sia la riconversione a bioenergie di diversi impianti, tra cui quello di raffinazione sito nel comune di Finale Emilia in provincia di Modena, di proprietà del Gruppo CoProB; nel settore delle energie rinnovabili le esigenze finanziarie necessarie alla realizzazione di progetti di medie e grandi dimensioni, comportano stanziamenti di importo rilevante, laddove, nel caso in esame della centrale a biomassa di Finale Emilia, la realizzazione del progetto è legata all'erogazione di corposi incentivi stanziati, a seguito dell'OCM zucchero del 2006, per incoraggiare la chiusura e la riconversione delle attività saccarifere; nello specifico di Finale Emilia, l'incentivo a fondo perduto previsto per la realizzazione del progetto di centrale a biomassa è di circa 50 milioni di euro; nel settore delle energie rinnovabili, come in questo caso, la possibilità di ottenere ritorni economici positivi è strettamente legata alla disponibilità di incentivi pubblici come certificati verdi, conto energia, tariffa omnicomprensiva, certificati bianchi, coefficienti moltiplicativi dell'energia prodotta; ai sensi dell'articolo 1, comma 382 della legge finanziaria 2007, il rilascio di certificati verdi, con l'applicazione del coefficiente moltiplicativo k = 1,8, e riconosciuto a: biomasse e biogas derivanti da prodotti agricoli, di allevamento e forestali, ivi inclusi i sottoprodotti ottenuti nell'ambito di intese di filiera o contratti – quadro ai sensi degli articoli 9 e 10 del decreto legislativo n.102 del 27 maggio 2005; il «piano per la razionalizzazione e la riconversione della produzione bieticolo-saccarifera» approvato il 31 gennaio 2007 dal Comitato interministeriale di cui all'articolo 2 del richiamato decreto-legge 2 del 2006, e in particolare l'allegato 1 «Direttive per l'approvazione dei progetti di riconversione» che prevede che le regioni promuovano, relativamente ai progetti di riconversione produttiva degli ex zuccherifici ricadenti nel territorio di competenza, un «accordo di riconversione produttiva», nonché degli accordi di filiera territoriali; l'allegato 1 al piano in materia di direttive per l'approvazione dei progetti di riconversione, ex articolo 2, comma c , del decreto-legge n.2 del 2006 con modifiche di cui alla legge n.81 del 2006, prevede espressamente che «i progetti di riconversione devono essere ispirati a logiche di libera concorrenza e gli impianti post-riconversione devono presentare caratteristiche industriali, finanziarie e di mercato tali da consentire che i progetti mantengano nel tempo la capacità di competere sul mercato senza ulteriori sovvenzioni»; il programma nazionale di ristrutturazione del settore bieticolo-saccarifero, articolo 6 Regolamento Comunità europea 320/2006, del febbraio 2009 ha definito quale primo obiettivo degli interventi quello di: «sostenere il processo di riconversione produttiva delle imprese agricole coinvolte nel processo di ristrutturazione del settore bieticolo-saccarifero, in un ottica di filiera»; l'impianto di raffinazione industriale dello zucchero di Finale Emilia, del gruppo CoProB-Italia Zuccheri spa, ha seguito l’ iter di dismissione produttiva, smantellamento degli impianti, bonifica e ipotesi di riconversione; l'accordo di riconversione presentato e sottoscritto il 7 novembre del 2007 tra la proponente CoProB-Italia Zuccheri spa, la regione Emilia Romagna, la provincia di Modena, il comune di Finale Emilia, le sigle sindacali ed alcune associazioni del settore agricolo, ad esclusione di Coldiretti, prevede la realizzazione di una centrale elettrica di 12.5 megawatt (elettrici) alimentata con biomasse provenienti prevalentemente dalla filiera agricola del sorgo da fibra; tale accordo prevede espressamente che l'avvio dei lavori possa avvenire solamente a seguito di uno specifico «accordo di filiera» con le organizzazioni di produttori quale condizione inderogabile per la sostenibilità del progetto; per alimentare la centrale è previsto un quantitativo di biomassa di origine agricola di circa 94.000 tn/anno al 25 per cento di umidità, coltivata su di una superficie di 3/4.000 ettari; per far partire la necessaria filiera, la proponente CoProB-ltalia Zuccheri spa ha avviato una sperimentazione di coltivazione del sorgo da fibra che è durata diversi anni e che non ha dato i risultati produttivi e colturali previsti; tanto che non vi è stata la nascita né di una filiera agro energetica né di una specifica organizzazione di produttori; nel maggio 2010 per la realizzazione della centrale e la sua gestione è subentrata la società Domus Energia srl, controllata dal gruppo CoProB; in data 06 marzo 2013 è stato firmato un accordo, definito «accordo di filiera per la produzione e il conferimento di sorgo da fibra», tra Domus energia srl e alcune associazioni professionali agricole di rappresentanza: Confagricoltura, Cia, Copagri, detto accordo non è sottoscritto da Coldiretti, l'articolo 1 pone espressamente tra le finalità dell'accordo quella di «permettere lo sviluppo di una filiera agro energetica», riconoscendo di fatto che ancora non è presente; il decreto del 2 marzo 2010 del Ministero politiche agricole alimentari e forestali di Attuazione della legge 27 dicembre 2006, n.296, sulla tracciabilità delle biomasse per la produzione di energia elettrica all'articolo 2 definisce la «bio massa da intese di filiera»: «la biomassa e il biogas di cui alla lettera a) , prodotti nell'ambito di intese di filiera o contratti quadro di cui agli articoli 9 e 10 del decreto legislativo n.102 del 2005»; il decreto legislativo 27 maggio 2005, n.102 definisce chiaramente quali sono i soggetti titolati alla firma degli accordi di filiera o contratti quadro e cioè le imprese agricole e le organizzazioni di produttori; queste ultime per essere riconosciute devono avere, tra l'altro, caratteristiche di scopo, forme giuridiche, requisiti espressamente normati; nel caso di Finale Emilia, al momento non vi è, di fatto, nessuna filiera agro energetica locale, non vi è nessuna organizzazione di produttori, non vi è nessun accordo di filiera né contratto quadro, cioè non vi sono quei requisiti cosiddetti imprescindibili per dare avvio ai lavori di costruzione della centrale elettrica a biomassa–: se i Ministri interrogati, anche in considerazione dell'ipotesi di uso improprio dei finanziamenti europei in quanto i fondi non sono utilizzati per scopi finalizzati allo sviluppo rurale ed all'ottimale utilizzo della materia prima agricola e del fatto che la redditività di esercizio della centrale è sostenuta sia dalle emissioni dei certificati verdi che dall'incentivazione del coefficiente moltiplicativo per l'energia prodotta, senza i quali l'impianto non risulterebbe sostenibile, non avrebbe le caratteristiche industriali e finanziarie tali da consentire di mantenere nel tempo la capacità di competere sul mercato senza ulteriori sovvenzioni e rappresenterebbe quindi un modello industriale non ispirato a logiche di libera concorrenza, ritengano di assumere iniziative al fine di verificare se tale impianto sia conforme alle linee guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili. (5-00630)





 
Cronologia
giovedì 11 luglio
  • Parlamento e istituzioni

    La Camera approva il disegno di legge recante conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 61, recante nuove disposizioni urgenti a tutela dell'ambiente, della salute e del lavoro nell'esercizio di imprese di interesse strategico nazionale (C. 1139), che sarà approvato definitivamente dal Senato il 1 agosto (legge 3 agosto 2013, n. 89).



venerdì 19 luglio
  • Parlamento e istituzioni

    Il Senato discute la mozione di sfiducia n. 1-00110 sen. Giarrusso (M5S) ed altri nei confronti del Ministro dell'interno Alfano, che è respinta con 55 voti favorevoli, 226 contrari e 13 astenuti.