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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XVII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00634 presentata da RAMPELLI FABIO (FRATELLI D'ITALIA) in data 16/07/2013

Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-00634 presentato da RAMPELLI Fabio testo di Martedì 16 luglio 2013, seduta n. 54 RAMPELLI . — Al Ministro dello sviluppo economico . — Per sapere – premesso che: la Indesit Company ha proposto un piano di riorganizzazione dell'assetto industriale che prevede 1425 esuberi in Italia, dei quali 480 a Fabriano, 230 a Comunanza, e 540 a Caserta; tale piano di ristrutturazione contempla inoltre la chiusura di due impianti, Melano, uno dei due siti fabrianesi, e Teverola nel casertano, e contestualmente lo spostamento di alcune produzioni in Turchia e Polonia, con investimenti verso questi Paesi di milioni di euro; nel dettaglio, il piano di licenziamenti riguarderebbe 25 dirigenti, 150 impiegati delle sedi centrali, e 1250 impiegati e operai delle fabbriche di Fabriano, Comunanza, Caserta; nell'anno 2012, la Indesit ha conseguito circa 3 miliardi di euro di ricavi ed un utile netto di guadagni di 62 milioni di euro, il 6 per cento in più rispetto all'anno precedente; il piano di ristrutturazione appare quindi chiaramente motivato non da una crisi economico-finanziaria della azienda, ma solo da una scelta del management aziendale nella direzione, appunto, di una delocalizzazione delle sue attività, intrapresa già da qualche anno, e che ha già modificato sensibilmente l'equilibrio economico in relazione ai mercati di vendita; mentre fino al 2003, infatti, la produzione del gruppo avveniva almeno per l'84 per cento in Italia, o in Francia e Gran Bretagna, e solo per il 16 per cento nei Paesi a «basso costo del lavoro» quali Polonia, Russia e Turchia, nell'anno 2008 la produzione Indesit era passata per il 41 per cento nei cosiddetti Paesi «a basso costo di manodopera» e ne rimaneva in Italia e Gran Bretagna poco meno del 60 per cento; anche in considerazione di tali fatti, la decisione assunta ora dall'azienda in merito al piano di ristrutturazione, ha suscitato lo stato di agitazione da parte dei dipendenti del gruppo Indesit, con scioperi, sit-in e manifestazioni nazionali, con l'appoggio delle organizzazioni sindacali, politiche e dei cittadini; in seguito alla rottura delle trattative con i lavoratori, l'azienda con un comunicato a mezzo stampa si è dichiarata «disponibile a riavviare un confronto costruttivo, finalizzato all'individuazione di ogni soluzione possibile e sostenibile, a sostegno dell'occupazione dei dipendenti coinvolti»; lo scorso 10 luglio la Presidente della holding Fineldo, la finanziaria che controlla Indesit, ha dichiarato a mezzo stampa che Indesit non ha intenzione di lasciare l'Italia e che non vuole procedere a licenziamenti, ma che è reale «la necessità di agire tempestivamente per ridare competitività alle produzioni»–: se non ritenga di avviare gli opportuni contatti con l'azienda in oggetto, al fine di verificare la possibilità di una modifica del piano aziendale nel senso di prevedere forti investimenti in ricerca e produzione di alta tecnologia e qualità da poter effettuare in Italia, rendendo conveniente, almeno parzialmente, la permanenza di questo tipo di lavorazione ed invertendo il trend di delocalizzazione intrapreso, nonché la possibilità che l'azienda preveda investimenti in altri settori produttivi, diversificando le prospettive industriali in Italia. (5-00634)

 
Cronologia
giovedì 11 luglio
  • Parlamento e istituzioni

    La Camera approva il disegno di legge recante conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 61, recante nuove disposizioni urgenti a tutela dell'ambiente, della salute e del lavoro nell'esercizio di imprese di interesse strategico nazionale (C. 1139), che sarà approvato definitivamente dal Senato il 1 agosto (legge 3 agosto 2013, n. 89).



venerdì 19 luglio
  • Parlamento e istituzioni

    Il Senato discute la mozione di sfiducia n. 1-00110 sen. Giarrusso (M5S) ed altri nei confronti del Ministro dell'interno Alfano, che è respinta con 55 voti favorevoli, 226 contrari e 13 astenuti.