Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00708 presentata da BUONANNO GIANLUCA (LEGA NORD E AUTONOMIE) in data 23/07/2013
Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-00708 presentato da BUONANNO Gianluca testo di Martedì 23 luglio 2013, seduta n. 58 BUONANNO e BUSIN . — Al Ministro dell'economia e delle finanze . — Per sapere – premesso che: le scuole paritarie rappresentano da sempre in Italia una indubbia ricchezza culturale e sociale non solo per l'attività formativa svolta, risolvendo carenze strutturali dello Stato particolarmente evidenti nelle scuole d'infanzia, ma soprattutto perché garantiscono ai cittadini il diritto di scelta educativa, svolgendo così un servizio pubblico di fondamentale importanza, sancito dalla legge n.62 del 2000 sulla parità e dal dettato costituzionale; le scuole paritarie sono particolarmente diffuse in Veneto, la regione italiana con il maggior numero di istituti di questo tipo, frequentate da due bambini su tre di età compresa tra i tre e i sei anni, dove sulle 140 mila scuole d'infanzia oltre 94 mila, pari al 67 per cento, sono paritarie; nell'anno scolastico 2012-2013 nella provincia di Vicenza, una delle province venete con maggior presenza di scuole paritarie, sono risultati iscritti quasi sedici mila bambini alla scuola dell'infanzia ed oltre mille bambini al nido integrato per un costo totale di circa 46 milioni di euro. La spesa equivalente, se per lo stesso servizio avesse provveduto lo Stato Italiano, sarebbe stata pari a 99 milioni di euro, cioè più del doppio; la situazione oggi delle scuole paritarie risulta essere particolarmente preoccupante a causa di numerosi fattori, il primo dei quali è il blocco dei trasferimenti dei contributi statali, poco più di 275 milioni di euro pari a circa l'1 per cento di quanto stanziato dal Ministero per l'intero servizio, non ancora erogati a causa di incompatibilità di procedure fra Ministero dell'economia e delle finanze e dell'istruzione, dell'università e della ricerca. A questo si aggiungano le difficoltà economiche di molte famiglie nel sostenere la retta e la esiguità delle risorse a disposizione delle amministrazioni locali; le questioni evidenziate rischiano di provocare la chiusura di numerosi istituti con un conseguente gravissimo dramma per i bambini e le famiglie, come evidenziato qualche giorno fa dalla delegazione veneta della Federazione italiana scuole materne (FISM); i contributi ministeriali alle scuole paritarie, pur essendo infatti disponibili da tre mesi presso gli uffici scolastici regionali, non sono ancora stati accreditati a causa di una recente modifica della modalità di pagamento; i problemi sarebbero legati al sistema telematico Sicoge, gestito dal Ministero dell'economia e delle finanze attraverso le ragionerie territoriali, che risulta incompatibile con il sistema informatico del MIUR che deve materialmente operare il riparto dei fondi tra le scuole; la tranche di risorse in discussione rappresenta solo la prima parte del contributo relativo all'anno scolastico 2012/2013, pari a poco più del 50 per cento del totale, ma è necessaria per consentire alle scuole di fare fronte alle spese sostenute in questi primi sette mesi dell'anno. Si consideri che nel 2012 i versamenti del Ministero sono avvenuti a maggio; l'eventuale soppressione o chiusura delle scuole paritarie avrebbe risvolti estremamente negativi sia dal lato dell'offerta formativa, che verrebbe a depauperarsi, sia per gli aspetti gestionali a carico degli enti locali, i quali si troverebbero costretti a rispondere direttamente ad un fabbisogno, per costi e problemi organizzativi, difficilmente assolvibile; il grave ritardo nella liquidazione del contributo statale mette a repentaglio soprattutto gli stipendi del personale delle scuole che rappresentano la loro principale voce di spesa; gli istituti paritari sono sempre più frequentemente costretti ad indebitarsi per procurarsi la liquidità necessaria, pagando una sorta di tassa occulta rappresentata dal costo dell'indebitamento; alla complessa situazione si aggiunga che nel futuro, per poter procedere con le liquidazioni, gli enti chiederanno alle scuole il DURC (documento unico di regolarità contributiva) così che i contributi pubblici potranno essere erogati solo se si sarà in regola con il versamento dei contributi previdenziali, i quali a loro volta potranno essere assolti con gravi difficoltà in assenza dei contributi ministeriali –: quali iniziative il Ministro intenda adottare per risolvere urgentemente le problematiche causate dal nuovo sistema operativo telematico Sicoge e trovare così una soluzione che sblocchi i pagamenti dei fondi, specificando altresì i termini entro i quali verranno erogati i contributi e come intenda procedere per individuare e sanzionare i responsabili di questo grave disservizio. (5-00708)