Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/00734 presentata da LENZI DONATA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 24/07/2013
Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-00734 presentato da LENZI Donata testo di Mercoledì 24 luglio 2013, seduta n. 59 LENZI e LA MARCA . — Al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che: ogni anno migliaia di cittadini italiani residenti permanentemente all'estero, in Paesi non appartenenti all'Unione europea e con i quali non vige una convenzione bilaterale in materia di assistenza sanitaria o vige una convenzione parziale, rientrano in Italia per periodi di tempo che variano da alcune settimane ad alcuni mesi, e a volte sono costretti a ricorrere alle cure mediche urgenti nel nostro Paese; i cittadini italiani che trasferiscono (o hanno trasferito) la residenza in uno Stato con il quale non è in vigore alcuna convenzione con l'Italia – o è in vigore una convenzione parziale – perdono il diritto all'assistenza sanitaria da parte dello Stato italiano, sia in Italia che all'estero, all'atto della cancellazione dall'anagrafe comunale e della iscrizione all'AIRE, fatta eccezione per i lavoratori di diritto italiano in distacco, che mantengono il diritto all'assistenza sanitaria in Italia e all'estero; l'iscrizione all'AIRE (Anagrafe italiani residenti all'estero) o il diritto di voto in Italia, non aprono un diritto all'assistenza sanitaria in Italia; tuttavia ai sensi dell'articolo 2 del decreto interministeriale Sanità/Tesoro del 1 o febbraio 1996, è prevista l'erogazione dell'assistenza sanitaria in Italia limitatamente alle prestazioni ospedaliere urgenti (pronto soccorso) per un periodo massimo di 90 giorni per i cittadini italiani residenti all'estero, temporaneamente in Italia, a patto che siano titolari di pensione italiana o che abbiano lo status di emigrato; per ottenere le prestazioni ospedaliere urgenti è necessario presentare un attestato rilasciato dal consolato competente che attesta lo stato di emigrato, in mancanza dell'attestato del consolato, può essere sottoscritta una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà in cui si dichiara, oltre al proprio stato di emigrato, che non si è in possesso di una copertura assicurativa pubblica o privata contro le malattie; tuttavia dall'assistenza gratuita per cure urgenti ospedaliere sono esclusi i cittadini italiani nati all'estero i quali se dovessero ricorrere a tali cure durante il loro soggiorno in Italia sarebbero tenuti al rimborso delle cure erogate; tale esclusione – sebbene non prevista esplicitamente nel Decreto 1 o febbraio 1996 – è indicata nel sito del Ministero della Sanità, alla voce «Cittadini italiani residenti all'estero» dove lo stato di emigrato è definito come quello di «coloro che hanno acquisito la cittadinanza italiana sul territorio nazionale, nati in Italia»; è evidente l'incongruenza della normativa che garantisce le cure ospedaliere urgenti gratuite esclusivamente a cittadini italiani pensionati residenti all'estero che rientrano temporaneamente in Italia e inoltre a tutti coloro nati in Italia che sono emigrati all'estero e che ottengono l'attestato di «soggetto emigrato» dal consolato di riferimento, mentre le stesse cure sono invece corrisposte a pagamento, spesso molto oneroso, per tutti i cittadini italiani nati all'estero, ancorché, paradossalmente, figli di cittadini ai quali viene erogata l'assistenza gratuita–: quanti siano annualmente i cittadini italiani che risiedono all'estero, in Paesi non convenzionati con l'Italia e che rientrando per soggiorni temporanei nel nostro Paese ma, solo per il fatto di essere nati all'estero e di non essere titolari di pensione italiana o di non vedersi riconosciuta la qualifica di «emigrato» da parte del consolato di riferimento, sono costretti a pagare le cure urgenti ospedaliere, spesso molto onerose, nel caso in cui siano sprovvisti di assicurazione pubblica o privata nonché quali iniziative urgenti il Ministro interrogato intenda intraprendere per eliminare tale iniqua disparità di trattamento visto che la Costituzione italiana non solo prevede l'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge ma la tutela della salute quale diritto fondamentale. (5-00734)