Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00765 presentata da COMINELLI MIRIAM (PARTITO DEMOCRATICO) in data 24/07/2013
Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-00765 presentato da COMINELLI Miriam testo di Mercoledì 24 luglio 2013, seduta n. 59 COMINELLI , ROTTA , GALPERTI , BAZOLI , BERLINGHIERI e D'ARIENZO . — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti . — Per sapere – premesso che: la regione Veneto, in data 9 luglio 2013, ha comunicato in via ufficiale e in modo unilaterale la soppressione, a partire dall'entrata in vigore del prossimo orario invernale (vale a dire il 15 dicembre), di 4 coppie di treni interregionali che oggi collegano Venezia con Milano. Nel dettaglio i treni 2090, 2098, 2106 e 2110 in partenza da Venezia, ed i treni 2089, 2095, 2107 e 2113 in partenza da Milano; si tratta degli unici treni di collegamento interregionali rimasti sulla linea (la direttrice 17), percorsa unicamente dai FrecciaBianca e dai FrecciaRossa di Trenitalia; le motivazioni fornite dalla regione Veneto su questa scelta riguardano una rimodulazione del servizio ferroviario interno regionale che non prevede più treni di collegamento a lunga percorrenza con le altre regioni. Tecnicamente la cosa si chiama «rottura di carico», e in pratica il trasporto regionale Veneto da dicembre si muoverà da Venezia per fare capolinea a Verona. Le conseguenze di questa decisione sono diverse e riguardano sia il Veneto che la Lombardia; da dicembre, dunque non sarà più possibile muoversi tra Milano e Venezia se non con i convogli di Trenitalia, passando dagli attuali 17 euro di un interregionale ai 70 euro di un FrecciaRossa. Inoltre, chi non abita nei capoluoghi di provincia dove fermano i Freccia di Trenitalia, dovendo muoversi dal Veneto verso la Lombardia e viceversa, non avrà più modo di farlo, se non cambiando treno e sobbarcandosi tempi e costi aggiuntivi; i centri che oggi usufruiscono di questi treni, importantissimi soprattutto per il trasporto pendolare nelle fasce della mattina e della sera – come Peschiera, Desenzano, Brescia, Rovato, Chiari, Romano e Treviglio – si ritroverebbero con una offerta di trasporto in alcuni casi quasi azzerata; migliaia di persone, lavoratori e studenti, lasciati a piedi dall'oggi al domani; la regione Veneto, comunicando alla regione Lombardia la propria scelta, si è detta disponibile a valutare possibili soluzioni, «purché queste non comportino alcun esborso per la regione Veneto stessa»; la decisione, come sottolineano le associazioni di pendolari e il gruppo regionale del Partito Democratico, appare profondamente sbagliata, non solo perché va a penalizzare i tanti cittadini, soprattutto le fasce meno abbienti della popolazione, che già quotidianamente sono costretti a fare i conti con un servizio ferroviario di pessima qualità, ma anche perché va a colpire ulteriormente la viabilità dell'area già congestionata dal traffico e dallo smog; inoltre in questo modo vengono vanificati anche gli investimenti fatti dalle comunità locali negli anni per favorire i pendolari, come ad esempio, il parcheggio di scambio di Rovato che ha risolto l'annoso problema della sosta selvaggia attraverso una politica di contenimento dei prezzi–: quali iniziative per quanto di competenza, intenda mettere in campo, di concerto con le regioni coinvolte, per trovare una soluzione a questa situazione, che di fatto appare in netto contrasto con la necessita di offrire un trasporto pubblico efficiente come modo concreto e immediato per migliorare la qualità della vita dei cittadini, per ridurre il traffico privato e l'inquinamento delle città. (5-00765)