Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00756 presentata da AMODDIO SOFIA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 24/07/2013
Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-00756 presentato da AMODDIO Sofia testo di Mercoledì 24 luglio 2013, seduta n. 59 AMODDIO . — Al Ministro dell'interno . — Per sapere – premesso che: i migranti sbarcati nel territorio italiano in ragione della normativa vigente dovrebbero: immediatamente essere identificati dalle forze dell'ordine, per essere successivamente trasferiti nei CPSA (centri di primo soccorso e accoglienza) gestiti dalle prefetture ed essere ivi accolti offrendo loro ogni assistenza alla persona necessaria e le informazioni dei loro diritti; essere trasferiti presso i CARA (centri accoglienza richiedenti asilo e rifugiati) nell'ipotesi in cui manifestino la volontà di richiedere la Protezione Internazionale e successivamente qualora venga riconosciuto il diritto alla protezione essere trasferiti all'interno dei progetti SPAR (sistema richiedenti asilo e rifugiati) gestiti dall'ANCI e dal Ministero dell'interno; qualora trattasi di minorenni non accompagnati essere presi in carico dal comune in cui si trovano e condotti nelle comunità per minori presenti nel territorio o affidati; è noto a tutti e lo dovrebbe essere in primo luogo al Ministro dell'interno, che da anni Siracusa è una «frontiera» del Mediterraneo; che i migranti che sbarcano nelle coste della provincia di Siracusa transitano verso altre città dell'Italia e dell'Europa per unirsi a parenti o amici che li attendono e con la speranza di trovare una «nuova vita»; nella provincia di Siracusa: a) nel mese di luglio 2013 sono stati registrati oltre 12 sbarchi con oltre 1200 cittadini extra comunitari dei quali circa 300 minorenni; b) nell'anno 2013 sono stati registrati 35 sbarchi con oltre 3000 cittadini extra comunitari dei quali circa 1000 minorenni; c) gli sbarchi registrati nel 2013 comparati a quelli del 2012 evidenziano un incremento di oltre due terzi di cittadini extra comunitari che approdano nelle coste della provincia di Siracusa; in nata 23 luglio 2013 sono sbarcati nelle coste della provincia di Siracusa altri 200 migranti dei quali 17 minorenni; in data 25 luglio 2013 sono sbarcati in località Fontane Bianche (Siracusa) 88 migranti di probabile nazionalità siriana tra i quali diverse donne e bambini e successivamente nella località denominata «Punta del Cane» (tra Ognina e Fontane Bianche – Siracusa) è stata rinvenuta, incagliata tra gli scogli, un'imbarcazione in legno di circa 15 metri e sono tutt'ora in corso le operazioni di rintraccio e di assistenza; i migranti che sbarcano nella provincia di Siracusa vengono condotti presso una struttura sita in Siracusa nella via Avola denominata «l'Umberto I» e spesso in massa lasciano la struttura per peregrinare in giro con neonati e donne incinte; l'interrogante si è recata personalmente nel mese di luglio 2013 a verificare le condizioni della struttura dove vengono accolti i cittadini extra comunitari; dalla visita è emerso che: a) la struttura è incapiente ed inadeguata a garantire un'accoglienza dignitosa all'elevato numero di cittadini extracomunitari che continuano a sbarcare sulle nostre coste; b) i migranti che sbarcano nel nostro territorio è gente stanca, confusa, che ignora le regole del nostro ordinamento; c) dai loro racconti emerge che sono persone che hanno vissuto in modo fortemente negativo l'impatto con il nostro territorio che hanno la sensazione di essere ancora in balia di «gente con la divisa» che gli richiede «cose» che non promettono «nulla di buono» (impronte digitali, richiesta dei dati personali); la struttura di Siracusa con le sue altissime sbarre verticali di ferro, con la presenza della polizia e dei carabinieri, il braccialetto che viene messo al polso dei migranti, giustifica il loro istinto di autoconservazione ed il desiderio di fuga perpetuando così la clandestinità; sebbene non sia chiaro in virtù di quale atto la struttura Umberto I, gestita da un ente non profit, accolga i migranti, di fatto potrebbe qualificarsi un centro di identificazione, e pertanto dovrebbe gestire il flusso dei migranti solamente per 24-48 ore, e questi, successivamente alla identificazione, dovrebbero essere destinati ad altre strutture destinate ad accogliere i migranti richiedenti protezione internazionale o destinati al rimpatrio; tuttavia i cittadini extra comunitari permangono nella struttura citata per giorni ed a volte mesi e pertanto risulta impossibile assicurare agli stessi le minime condizioni sanitarie, un'accoglienza dignitosa ed il trasferimento in altri luoghi in tempi brevi; la struttura menzionata diventa luogo di permanenza e sosta «forzata», una sorta di limbo dove per tempi infinitamente lunghi vengono in realtà parcheggiati esseri umani; le associazioni (ARCI Siracusa; ASGI Sicilia; Comunità Africana a Siracusa; Comunità Suore Francescane di Maria; Chiesa di Bosco Minniti; Amnesty Gruppo Italia 85; Comitato Cento Donne) che si occupano di tutela dei migranti nella provincia di Siracusa hanno già sollevato i gravi problemi di gestione nell'accoglienza dei flussi di migranti sulle nostre coste negli ultimi mesi ed hanno rivolto un appello alle istituzioni locali e nazionali affinché: a) si ponga fine alla logica degli interventi emergenziali; b) venga istituito con la predisposizione di un regolare bando di gara un centro di Primo Soccorso e Accoglienza in cui la permanenza massima sia di 48 ore; c) si privilegino forme di accoglienza diffusa e decentrata, con la creazione di centri con un limite massimo di 80 posti e con la promozione di forme di autogestione in linea con i Paesi Bassi; le medesime associazioni unitamente a numerose organizzazioni non governative operanti in loco, come Save the Children, Emergency hanno denunciato che la situazione è aggravata dal fatto che a Siracusa, transitano altresì minori non accompagnati che, per legge, dovrebbero essere invece destinati a strutture all'uopo destinate e assistiti adeguatamente in ragione dello stato di minorenni; nella provincia di Siracusa vi è uno stato di emergenza umanitaria e sanitaria; con nota del 26 giugno 2013 n.prot. 1981 la Prefettura di Siracusa ha avviato una ricerca per il rinvenimento di strutture adeguate ad accogliere l'afflusso di cittadini extra comunitari; il prefetto di Siracusa, il sindaco e l'assessore alle politiche sociali del comune di Siracusa hanno chiesto alle associazioni di creare una rete ai assistenza con le istituzioni per rispondere all'emergenza e creare un modello virtuoso di accoglienza; grazie ad Emergency ONG Onlus ed alla collaborazione della prefettura, dell'ASP e del comune di Siracusa, sulla base di apposito protocollo d'intesa da sottoscrivere il 26 luglio 2013, è stato approntato un ambulatorio mobile che assicurerà ai migranti ospitati all’«Umberto I» il servizio di medicina di base, il necessario orientamento ai servizi socio-sanitari presenti sul territorio provinciale ed il costante monitoraggio delle condizioni igienico-abitative del centro di accoglienza, segnalando alle autorità competenti le conseguenti misure d'intervento; l'ambulatorio mobile per il primo periodo opererà avvalendosi di un camper attrezzato fornito dalla protezione civile del comune di Priolo Gargallo e successivamente, il servizio sarà espletato all'interno di un «Polibus» messo a disposizione da Emergency ONG onlus; la recente visita del Papa a Lampedusa e gli interventi della Chiesa Siracusana hanno ricordato come l'immigrazione, ancorché irregolare, ha sempre a che vedere con diritti fondamentali degli esseri umani che, a prescindere dalle ragioni per le quali migrano – siano esse ragioni economiche o siano dettate dalla necessità di fuggire da torture, persecuzioni o carestie – richiedono innanzitutto una assistenza medica e psicologica adeguata e dignitosa; è noto che i migranti, nelle procedure di sbarco e nelle operazioni ed identificazione per timore o mancanza di conoscenza delle norme, oppongono resistenze alle procedure e non fanno la richiesta di asilo politico a cui potrebbero accedere date le terribili situazioni politiche che vivono i Paesi da cui provengono (Siria, Egitto, Somalia, Eritrea) e molti avrebbero diritto a godere della protezione sussidiaria; non possiamo far finta di non sapere che questi «uomini» e «donne» disperati con a seguito bambini e neonati «vivono» invisibili e senza alcun diritto tra di noi e che questo stato di cose non fa altro che aumentare le possibilità di lasciarli in balia degli sfruttatori e dei criminali; questo è il risultato dell'impreparazione dello Stato all'accoglienza ed all'accompagnamento verso una vita umana e nella legalità; occorre uno sforzo di reperire luoghi più idonei, che non diano l'impressione di prolungare le esperienze di reclusione già subite nei paesi di transito; questo modus operandi ci rende tutti responsabili di un decadimento morale e civile che distrugge il senso della dignità umana; occorre che si cominci fin da subito a pianificare e progettare un sistema capace di governare questo fenomeno assumendo come principio fondante quello della fratellanza assicurando agli uomini ed alle donne che sbarcano nel nostro territorio e specie in quei luoghi di frontiera come Siracusa, innanzitutto una assistenza alla persona adeguata e dignitosa; il Governo italiano e l'Europa devono saper «leggere» cosa succede a sud del Mediterraneo e in tutto il continente africano, perché è in discussione una porzione rilevante del significato della parola «civiltà» e della credibilità dell'Occidente; ad ogni modo il Ministro è chiamato a fronteggiare oggi questa emergenza che proseguirà per tutta l'estate e forse oltre–: per quale ragione nonostante sia chiaro da anni che Siracusa è una «frontiera» del Mediterraneo, il Ministro non abbia predisposto un piano di accoglienza che superi la logica degli interventi emergenziali; per quale motivo non sia stato avviato tempestivamente il procedimento per l'individuazione di uno o più centri di primo soccorso e accoglienza nella provincia di Siracusa; in ragione di quale titolo giuridico (affidamento diretto – gara pubblica – procedura ristretta) la struttura Umberto I accolga i migranti; se sia intendimento del Ministro privilegiare o meno forme di accoglienza diffusa e decentrata; se sia nella volontà del Ministro di sostenere l'insediamento del presidio sanitario di Emergency composto da medico, infermiere e mediatore culturale che sta fornendo l'assistenza sanitaria con un unità mobile; quali iniziative avvierà il Ministro affinché i minori che sbarcano nelle coste della provincia di Siracusa vengano accolti immediatamente nelle strutture destinate esclusivamente agli stessi e non tenuti in condizioni di promiscuità con gli adulti, senza alcun tipo di attenzione e servizio dedicato; se sia intenzione del Ministro individuare le risorse necessarie e sufficienti da assegnare ai comuni per gestire l'assistenza ai minori non accompagnati atteso che le risorse allo stato sono insufficienti; se sia intenzione del Ministro pianificare, progettare e finanziare un sistema capace di governare questo fenomeno assumendo come principio fondante quello della fratellanza assicurando agli uomini ed alle donne che sbarcano nel nostro territorio e specie in quei luoghi di frontiera come Siracusa, innanzitutto una assistenza alla persona adeguata e dignitosa. (5-00756)