Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00461 presentata da RUTA ROBERTO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 05/11/2013
Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-00461 presentata da ROBERTO RUTA martedì 5 novembre 2013, seduta n.134 RUTA - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che: il decreto del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca n. 713 del 9 agosto 2013, "Decreto criteri e contingente assunzionale delle Università Statali per l'anno 2013", definisce i criteri per l'attribuzione a ciascuna istituzione universitaria statale del contingente di spesa disponibile per l'anno 2013 espresso in termini di "punto organico", nonché la rispettiva assegnazione e utilizzo in coerenza con quanto previsto dall'art. 66, comma 13- bis , del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni e integrazioni, e dal decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 49; al decreto è allegata la relativa tabella di calcolo e ripartizione; la totale assenza di informazione preventiva sulle nuove regole utilizzate ed il tempo di pubblicazione del decreto ministeriale (di cui si è venuti a conoscenza solo nel mese di ottobre) non hanno consentito un'adeguata programmazione da parte delle università, che confidavano legittimamente almeno nella stessa percentuale di turnover ottenuta nel 2012; le condizioni accertate e i parametri di riferimento presentano diverse anomalie, non ultima quella di non aver tenuto debitamente conto del limite previsto dal contenimento del 20 per cento delle entrate per tasse e contributi studenti rispetto al Fondo di funzionamento ordinario nello stesso anno; la maggior parte delle penalizzazioni sono rilevate negli atenei ubicati al Centro-Sud, a dimostrazione della "fragilità funzionale" degli indicatori tecnico-economici presi a riferimento, che non tengono conto delle diversità oggettive delle medie di reddito pro capite rilevate sui rispettivi territori di riferimento; la condizione socio-economica dei diversi territori, in particolare quello della regione Molise, e la forte disoccupazione di larghe parti del Paese rischiano di far gravare sulle famiglie anche gli inevitabili e maggiori costi degli studi universitari, venendo a mancare il sostegno dello Stato e di tutti quei soggetti che, a vario titolo, operano sul territorio; per atenei relativamente giovani, come è il caso dell'università degli studi del Molise, inseriti in un contesto territoriale economicamente e socialmente fragile, queste misure, che non tengono conto di rilievi oggettivi e facilmente rilevabili, rischiano di aprire fratture nel sistema universitario difficilmente colmabili; l'obiettivo del Paese è quello, più volte ribadito, di far crescere tutto il sistema università e non quello di dividere gli atenei o sottrarre opportunità e risorse a taluni per dare ad altri, con l'auspicio di ripristinare le condizioni affinché si possano superare le difficoltà che il sottofinanziamento del sistema universitario pone a tutti gli atenei; lo scorso anno era stata correttamente inserita una soglia circa i massimi e i minimi dell'applicazione dei criteri di ripartizione sulla base degli indici ministeriali ma tali criteri sono stati quest'anno applicati, senza motivazione apparente, in assenza di soglia correttiva e di salvaguardia, come era quantomeno lecito attendersi; il Ministro in indirizzo può modificare il proprio decreto e correggere le deviazioni evidenziate, peraltro attivate in assenza di qualunque indicazione tecnica o normativa di riferimento, prendendo atto non solo delle legittime aspettative degli atenei ma anche delle inevitabili conseguenze negative prodotte sull'equilibrio del sistema universitario, considerate le ricadute che tali decisioni rivestono nelle prospettive di sviluppo delle università; l'interesse alla tutela di un'istruzione universitaria di qualità nell'intero territorio del Paese a parità di condizioni è costituzionalmente garantito; le limitazioni, più accentuate per le università del Mezzogiorno, penalizzano la sostenibilità dei corsi di studio e, quindi, le prospettive di sviluppo e di crescita degli stessi rispetto ad altri contesti territoriali; il rapporto tra costi fissi e entrate complessive delle singole università è fortemente condizionato da fattori esterni che riguardano le singole realtà universitarie ed il contesto socio-economico in cui operano, in particolare quello molisano; sarebbe auspicabile un intervento ministeriale nella direzione del ripristino dell'equità tra gli atenei nella ripartizione dei sacrifici imposti a tutti al fine di operare una distribuzione meno squilibrata; rispondere alle esigenze obiettive di equità rende possibile per tutti gli atenei un adeguamento normalizzato e senza eccessive ricadute negative per il futuro dei singoli e per lo sviluppo armonico del sistema universitario italiano, si chiede di sapere: quali correttivi il Ministro in indirizzo ritenga opportuno predisporre per correggere gli evidenti effetti negativi, iniqui e distorsivi a danno dell'ateneo molisano, come di molti altri atenei, prodotti dall'applicazione del decreto ministeriale n. 713 del 2013 per l'attribuzione a ciascuna istituzione universitaria statale del contingente di spesa disponibile per l'anno 2013 espresso in termini di punto organico, che non tiene in debito conto le diverse realtà territoriali in cui le università si trovano ad operare, e che non consente a molti atenei, tra cui quello molisano, di reperire adeguate risorse da fonti esterne, né di aumentare il livello di tassazione a carico degli studenti e che non considera la bassa età media del personale in servizio che limita fortemente il turnover ; se intenda intervenire immediatamente per reinserire la clausola di riequilibrio (già esplicitamente prevista nello scorso anno) relativa al limite massimo del 50 per cento dei punti organico relativi alle cessazioni dell'anno precedente. (3-00461)