Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00595 presentata da MONTEVECCHI MICHELA (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 23/12/2013
Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-00595 presentata da MICHELA MONTEVECCHI lunedì 23 dicembre 2013, seduta n.157 MONTEVECCHI, SERRA, BIGNAMI, MANGILI, ORELLANA - Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo - Premesso che: in data 23 maggio 2013 ed in data 24 giugno 2013, la prima firmataria del presente atto di sindacato ispettivo ha presentato rispettivamente le interrogazioni 4-00245 e 4-00416; si rappresenta l'urgenza di far luce su un'annosa questione che ancora oggi non ha ricevuto la doverosa attenzione, ma soprattutto i chiarimenti e la definitiva soluzione per l'area di Russi (Ravenna), ove la società PowerCrop, ora partner di Enel Green Power, intende realizzare un impianto di produzione di energia da combustione da 300.000 tonnellate all'anno di biomasse, un polo energetico dalla potenza di oltre 30 megawatt elettrici; l'impianto dovrebbe essere realizzato a circa 140 metri di distanza da palazzo San Giacomo ed a 500 metri dalla villa romana di Russi, una delle più importanti e meglio conservate del Nord Italia; palazzo San Giacomo per le sue caratteristiche architettoniche e per l'elevata qualità pittorica dei suoi affreschi è definito la "Versailles della Romagna"; nei citati atti di sindacato ispettivo si evidenziava la necessità di definire una vicenda che rischia di gettare nell'oblio un pezzo di storia del nostro Paese, posto che l'area è definita dall'art.10, comma 3, lettera a) , del decreto legislativo n. 42 del 2004 di "interesse storico-artistico" e per il cui restauro sono stati investiti oltre 3 milioni di euro; a seguito della presentazione degli atti parlamentari, in data 24 settembre 2013, il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo forniva una serie di elencazioni relative a circolari e note ministeriali in cui, relativamente al secondo quesito ove si precisava che veniva operato dalla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici dell'Emilia-Romagna uno stravolgimento dell'originaria impostazione della tutela indiretta, l'ufficio legislativo rispondeva testualmente: "si rappresenta che i mutamenti intervenuti nel corso del procedimento sono da considerarsi fisiologici in quanto si sono verificati alla luce ed in conseguenza degli apporti partecipativi e consultivi successivamente acquisiti"; considerato che: ad oggi Regione, Provincia e Comune rinunciano a svolgere il loro ruolo di tutela e valorizzazione del patrimonio storico-artistico e dell'agricoltura per cui ai cittadini, custodi del valore del territorio in cui risiedono, a parere degli interroganti rimane solo la marginale alternativa di intraprendere a proprie spese "battaglie legali" in difesa di un territorio sempre più martoriato e sacrificato agli interessi di pochi; inoltre Regione, Provincia e Comune invece di valorizzare il territorio con fatti concreti finalizzati alla salvaguardia dell'area, monitorando gli interventi azionati nel rispetto della normativa vigente, al contrario perdono di vista il ruolo loro attribuito, divenendo parte attiva a fianco della PowerCrop, stigmatizzando che il parere negativo della Soprintendenza non è vincolante; considerato inoltre che: a parere degli interroganti gli stessi amministratori locali sotto "i riflettori", non perdono occasione per definire la villa romana e palazzo San Giacomo i "loro gioielli" trasformandoli in merce di scambio finalizzata al consenso politico di medio termine, visto che ad oggi la tutela dell'area è lasciata alla sensibilità di cittadini ed associazioni, giacché le amministrazioni competenti, ancorate a logiche di natura diversa da quella di interesse storico-artistico, agiscono a fianco di un gruppo industriale contro gli stessi cittadini, determinando un'anomala distorsione e generando un forte rammarico popolare; lo stesso direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici dell'Emilia-Romagna, architetto Carla Di Francesco, già nel verbale conclusivo della Conferenza dei servizi della Regione del 28 febbraio 2011, inseriva il parere negativo, precisamente "contrario alla localizzazione" dell'impianto perché incompatibile con il valore culturale della splendida villa sei-settecentesca e delle sue pertinenze; in data 14 febbraio 2012 si teneva un incontro ufficiale tra la Direzione regionale, la Soprintendenza e la società, presso lo studio legale Morello-Pittalis-Roversi Monaco, nel quale si giungeva ad un accordo tra le parti sfociato poi in un decreto emesso dal direttore regionale, con prot. n. 4114 del 27 marzo 2012; dagli elaborati grafici progettuali del decreto si evincono i requisiti per le dimensioni degli edifici che vanno da 11 metri con la presenza di opere di un'altezza fino a 12 metri. Il nuovo elaborato sembrerebbe adattato ad hoc alle esigenze del proponente, consentendo alla società di costruire strutture che renderebbero inaccettabili le visuali e l'apprezzamento del palazzo San Giacomo e delle sue pertinenze; considerato infine che gli interroganti nel sollevare tali questioni non intendono porsi in contrasto allo sviluppo produttivo dell'area e dunque contro i lavoratori: al contrario, dissentono al ricatto della perdita di lavoro a cui sono continuamente sottoposti tutti gli operatori del comparto confezionamento di Eridania Italia di Russi che tra l'altro non ha alcuna attinenza con la centrale PowerCrop. Piuttosto intendono sostenere un lavoro che sia in linea con il rispetto della normativa vigente con prospettive che ossequiano l'ambiente ed il paesaggio, pianificate su basi solide e lungimiranti, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e di conseguenza se intenda avviare le opportune procedure ispettive; quali iniziative, anche di carattere normativo, intenda adottare al fine di sanare le criticità sollevate per ristabilire il rispetto del patrimonio culturale, storico ed artistico dell'area di interesse storico-artistico di Russi in provincia di Ravenna, di palazzo San Giacomo e della villa romana, anche in virtù della candidatura di Ravenna capitale della cultura 2019. (3-00595)