Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01832 presentata da BINETTI PAOLA (PER L'ITALIA) in data 09/01/2014
Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-01832 presentato da BINETTI Paola testo di Giovedì 9 gennaio 2014, seduta n. 148 BINETTI . — Al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che: si calcola in oltre 2 milioni il numero degli italiani che complessivamente si rivolgono agli osteopati e ai chiropratici per varie sindromi dolorose del sistema osteo-artro-muscolare. Ma il problema delle manipolazioni vertebrali richiede competenze specifiche, che non è possibile accertare in queste figure che si muovono nell'area sanitaria per la carenza di regole, legata al mancato riconoscimento di questa professione; tuttavia, non sono poche le controversie legali che i pazienti hanno intrapreso nei confronti di osteopati e chiropratici nella convinzione che il trattamento subito abbia peggiorato la loro condizione, senza indurre miglioramenti di nessun tipo. In non pochi casi si tratta di un vero e proprio abuso di professione medica, perché la mancanza di formazione in tal senso non consente di fare una diagnosi accurata né quindi di predisporre un trattamento coerente con la stessa; l'associazione italiana chiropratici sostiene che non sia necessaria nessuna diagnosi medica e che sia più che sufficiente la diagnosi funzionale che viene fatta, finalizzandola al trattamento chiropratico, in una sorta di circolo chiuso che dovrebbe garantire malato e professionista. Ma non è così e di fatto osteopati e chiropratici non sono in grado di prendersi la responsabilità legale né della diagnosi né del trattamento; la questione appare del tutto chiara se si tiene conto dell'assoluta diversità dei percorsi formativi seguiti dai chiropratici e dagli osteopati: si passa da corsi brevi, a volte brevissimi, a corsi biennali, che possono essere rivolti a personale privo di diplomi che garantiscano conoscenze e competenze di natura sanitaria. In nessun caso si tratta di corsi riconosciuti perché manca una qualsiasi normativa del settore. In pochissimi casi sono dei master , che si svolgono in ambito universitario, e sono rivolti a personale medico; mancano gli standard qualitativi che possano rappresentare per i pazienti le garanzie necessarie e che consentano loro di scegliere la persona a cui rivolgersi sulla base di requisiti ben definiti. Il passa parola è la modalità più frequente e spesso sono gli stessi medici che, davanti a un dolore cronico difficilmente risolvibile, orientano i pazienti in un senso o nell'altro; non indifferente è anche la questione economica perché ogni seduta ha un costo medio che oscilla tra i 70 e i 90 euro, ovviamente non rimborsabili e totalmente a carico del paziente; la legge finanziaria del 2008 ha istituito un registro ufficiale aperto ai laureati in chiropratica, senza che in Italia sia mai stato attivato un corso di laurea di questo tipo, creando quindi una ulteriore forme di confusione nel già complesso mondo delle professioni sanitarie–: se e come il Ministro intenda definire il profilo professionale dell'osteopata e del chiropratico, fissando precisi standard per la sua formazione e precisando se sia necessario un corso di laurea ad hoc o non piuttosto un master da conseguire dopo un corso di laurea triennale o lo stesso corso di laurea in medicina e chirurgia; se e come si debba intervenire per evitare i possibili abusi della professione medica. (5-01832)