Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00543 presentata da BINETTI PAOLA (PER L'ITALIA) in data 09/01/2014
Atto Camera Interrogazione a risposta orale 3-00543 presentato da BINETTI Paola testo presentato Giovedì 9 gennaio 2014 modificato Martedì 4 febbraio 2014, seduta n. 166 BINETTI . — Al Ministro dell'interno . — Per sapere – premesso che: sono mesi che le notizie relative all'isola di Lampedusa mettono alternativamente in evidenza da un lato notizie drammatiche relative agli sbarchi e alla sproporzione delle strutture di accoglienza, e dall'altro la indiscussa generosità degli abitanti dell'isola e delle istituzioni locali, che cercano di farvi fronte come possono; i recenti fatti legati al trattamento dei residenti nelle struttura del Centro di identificazione ed espulsione, per una loro presunta «disinfestazione», hanno fatto il giro del mondo in formato video, mostrando un servizio di accoglienza che appare decisamente inadeguato e su cui ha recentemente riferito in Aula anche il Ministro dell'interno. È un problema di qualità di servizi, ma è anche un problema di strutture e infrastrutture; uno dei problemi che riguardano i Centri di identificazione ed espulsione e che colpiscono maggiormente la pubblica opinione, segnando davvero una discriminante importante sul piano dell'umanizzazione dell'accoglienza, è quella che riguarda i minori e le loro madri, e si colloca non solo sul piano della dignità della persona, ma anche nell'ambito della tutela della salute materno-infantile, laddove per salute occorre intendere anche tutti gli aspetti psico-sociali, logistica inclusa; a Lampedusa esiste una struttura che, fino a poco tempo fa, veniva utilizzata come centro di accoglienza per gli immigrati minorenni non accompagnati e che potrebbe costituire un importante sostegno al centro di prima accoglienza di contrada Imbriacola, attualmente svuotato, ma in genere fin troppo spesso pieno, ben oltre la sua capacità. Si tratta dell'ex base «Loran», attualmente in stato di totale abbandono; la base Loran si trova nella parte occidentale dell'isola ed è un'ex installazione militare. Il suo nome deriva dall'acronimo Loran (LOng RAnge Navigation : navigazione a lungo raggio), sistema di radionavigazione terrestre che sfrutta l'intervallo di tempo tra i segnali ricevuti da tre o più stazioni per determinare la posizione di una nave e renderla così più sicura. Fino al 1994 era una base NATO, gestita da personale statunitense della United States coast guard , ed era sede di uno dei trasmettitori del sistema di radionavigazione LORAN, integrato in una rete di installazioni simili poste a Estartit in Spagna, Kargaburan in Turchia e Sellia Marina in Calabria a supporto della navigazione nel Mediterraneo. La rete LORAN per il Mediterraneo è attualmente inattiva ed è stata restituita alle Forze armate italiane. Dal marzo 2011 è stata utilizzata per ospitare donne e minori extracomunitari sbarcati clandestinamente sull'isola; il Ministero dell'interno ha ottenuto con il POR sicurezza un finanziamento di 6,8 milioni di euro per il ripristino del CPSA e della ex base LORAN. Ma mentre per il primo è tutto pronto e a breve inizieranno i lavori, previsti per il prossimo marzo 2014, per il secondo i tempi sembrano molto più lunghi, mentre l'urgenza non è affatto inferiore. Soprattutto se si tiene conto che la maggior parte degli sbarchi inizia nella primavera e si prolunga per tutta l'estate–: se sia a conoscenza della data di inizio dei lavori di ristrutturazione della struttura in questione, l'ex Base Loran, e quali urgenti iniziative intenda porre in essere al fine di poterne accelerare il completamento dei lavori necessari a garantire una migliore accoglienza di donne e minori. (3-00543)