Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03100 presentata da L'ABBATE GIUSEPPE (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 09/01/2014
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-03100 presentato da L'ABBATE Giuseppe testo di Giovedì 9 gennaio 2014, seduta n. 148 L'ABBATE , PARENTELA , MASSIMILIANO BERNINI , SCAGLIUSI , DA VILLA , TERZONI , DE LORENZIS , TOFALO , MANNINO , LOREFICE , LIUZZI e NICOLA BIANCHI . — Al Ministro dell'economia e delle finanze . — Per sapere – premesso che: lo stabilimento di Foggia dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS) ha una storia lunga 80 anni. Nata come fucina di carta per la propaganda mussoliniana, la «Cartiera» di Foggia è il fornitore ufficiale di ogni tipo di carta valori per la Repubblica italiana. Durante gli anni ’80-’90 ha raggiunto la soglia di 2.000 dipendenti mentre oggi (a causa della progressiva dematerializzazione del prodotto cartaceo, della trasformazione dell'Istituto poligrafico in spa con unico azionista il Ministero dell'economia e delle finanze e di alcune politiche aziendali di delocalizzazione delle produzioni) conta 400 dipendenti (complessivi dell'indotto) e poche residue produzioni: ricettari medici, targhe per auto e motoveicoli, carta adesivizzata per i bollini farmaceutici e altre poche tipologie di carte valori; la produzione di scontrini del Gioco del Lotto è stata da sempre affidata all'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, sin da quando il sistema di giocata non era automatizzato. Difatti il gioco è proprietà dello Stato ed è disciplinato dalla legge n.528 del 2 agosto 1982 e dal decreto del Presidente della Repubblica n.560 del 16 settembre 1996. L'organizzazione e la gestione è stata affidata a Lottomatica, oggi Gtech spa; tuttavia, lo scontrino non rientrò nel decreto ministeriale del 4 agosto 2003 in materia di carte valori e produzioni ad alto rendiconto. Il Ministero dell'economia e delle finanze, per sua stessa ammissione, si accorse tardivamente dell'inadempimento ma non pose mai rimedio. Lo scontrino però è sempre stato trattato come «carta valori», anche perché costituisce ricevuta di introiti dello Stato sia attraverso il gioco sia perché ricevuta attestante il pagamento di imposte (canone tv, bollo auto e altre tasse). Pertanto la carta degli scontrini viene realizzata su emanazione di una circolare ministeriale, è filigranata, possiede qualità idonee a scongiurare attività di falsificazione, viene prodotta secondo i regolamenti emanati dal Ministero dell'economia e delle finanze e sotto la vigilanza della Guardia di finanza che ne prende in cura gli scarti per effettuare la triturazione; dopo i diversi tentativi di smarcarsi dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato per questa commessa col fine di abbattere i costi di produzione degli scontrini alti in virtù di un prodotto ”carta valori” e di alta qualità secondo i criteri di anti-falsificazione, Lottomatica indice la Gara pubblica europea n.240911-2012 per la «fornitura di scontrini per il Gioco Lotto» pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale 5 o serie speciale n.91 del 6 agosto 2012. L'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato impugna il bando dinanzi al Tar del Lazio con ricorso n.7282/2012, successivamente accolto con la sentenza n.8411 dell'11 ottobre 2012 che sancisce che la produzione spetta ex lege all'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Lottomatica ricorre al Consiglio di Stato con ricorso n.7799/2012 e viene ribaltato l'esito del Tar: il 19 febbraio 2013 con il dispositivo di sentenza n.01038/2013 e successivamente il 24 maggio 2013 con sentenza numero 02820/2013 viene riconosciuta la validità del bando emesso da Lottomatica; il bando, con base d'asta al ribasso di 27 milioni di euro, viene dunque vinto dalla società «PCC Giochi e Servizi spa», controllata al 100 per cento dal Gruppo Lottomatica, e dal «Rotolificio Bergamasco». Dal 30 settembre 2013, Lottomatica non richiede più gli scontrini all'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato di Foggia ed inizia a stamparli in proprio, risollevando la «PCC Giochi e Servizi spa» da un periodo di crisi del settore: attualmente, in circolazione vi sono due tipologie di scontrini, uno filigranato prodotto dal Poligrafico e l'altro senza filigrana realizzato a Tito (Potenza), senza che sia effettuato in loco alcun controllo da parte del Ministero dell'economia e delle finanze; l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato ha presentato istanza di revoca al Consiglio di Stato, ma ad oggi ancora non è stata emessa sentenza in merito; l'articolo 17- bis del cosiddetto «decreto del fare» modifica la legge istitutiva dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (legge n.559 del 1966) prescrivendo l'adozione di un decreto ministeriale di natura non regolamentare per la stesura delle carte valori da produrre, articolo 17- bis. – (Modifica all'articolo 3 della legge 13 luglio 1966, n.559, in materia di compiti dell'Istituto poligrafico e Zecca dello Stato). – 1. All'articolo 2 della legge 13 luglio 1966, n.559, e successive modificazioni, è aggiunto, in fine, il seguente comma: «10- bis. Ai fini del presente articolo, ferme restando le specifiche disposizioni legislative in materia, sono considerati carte valori i prodotti, individuati con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell'Economia e delle Finanze, aventi almeno uno dei seguenti requisiti: a) sono destinati ad attestare il rilascio, da parte dello Stato o di altre pubbliche amministrazioni, di autorizzazioni, certificazioni, abilitazioni, documenti di identità e riconoscimento, ricevute di introiti, ovvero ad assumere un valore fiduciario e di tutela della fede pubblica in seguito alla loro emissione o alle scritturazioni su di essi effettuate; b) sono realizzati con tecniche di sicurezza o con impiego di carte filigranate o similari o di altri materiali di sicurezza ovvero con elementi o sistemi magnetici ed elettronici in grado, unitariamente alle relative infrastrutture, di assicurare un'idonea protezione dalle contraffazioni e dalle falsificazioni»–: se il Ministro interrogato intenda provvedere all'adozione del decreto ministeriale come da articolo 17- bis del cosiddetto «decreto del Fare»; se il Ministro interrogato, nelle more dell'adozione del suddetto decreto, non ritenga di effettuare verifiche, ove previsto a spese del concessionario o della ditta appaltatrice, presso la «PCC Giochi e Servizi spa» di Tito (Potenza) per il controllo e lo smaltimento degli scontrini prodotti attraverso propri rappresentanti come previsto per l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato di Foggia, in considerazione sia della proprietà dello Stato del Gioco del Lotto sia dell'utilizzo degli scontrini come ricevute per canone Tv, bollo auto e altre tasse. (4-03100)