Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01845 presentata da TURCO TANCREDI (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 09/01/2014
Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-01845 presentato da TURCO Tancredi testo di Giovedì 9 gennaio 2014, seduta n. 148 TURCO , LOREFICE , MANNINO , BECHIS , NICOLA BIANCHI , TACCONI , DE LORENZIS , DA VILLA e PARENTELA . — Al Ministro dell'interno, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . — Per sapere – premesso che: L'ENS – Ente nazionale per la protezione e l'assistenza dei sordomuti – è l'ente morale preposto per legge alla rappresentanza e tutela dei sordi in Italia (legge n.698 del 1950 e decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1979); l'ENS riceve un contributo ordinario annuo in misura fissa di euro 516.000,00 in forza della legge 15 dicembre 1998, n.438, (contributo statale a favore delle associazioni nazionali di promozione sociale); anche la gestione finanziaria dell'ENS è sottoposta al controllo della Corte dei conti ai sensi della legge 21 marzo 1958, n. 259, «Partecipazione della Corte dei Conti al controllo sulla gestione finanziaria degli enti a cui lo Stato contribuisce in via ordinaria»; ciò nonostante agli interroganti risulta che l'ENS ha chiuso in forte disavanzo di amministrazione consecutivamente gli esercizi degli anni 2010 e 2011 (- euro 922.759,01 il 2011, in peggioramento rispetto a – euro 701.273,57 dell'esercizio 2010); con la circolare n.4407 dell'11 maggio 2012 diretta a tutte le sedi periferiche, il Consiglio direttivo nazionale dell'ENS ha comunicato la sospensione di tutti i trasferimenti spettanti alle sedi provinciali e regionali dell'ente quali quota parte del tesseramento, di fatto inibendone l'attività in favore dei sordi, dichiarando l'esistenza di un'esposizione debitoria verso banche, creditori vari ed erario pari a – euro 12.403.891,94 cioè ben oltre dodici milioni; sempre nella citata circolare viene dichiarato che a causa dell'esposizione debitoria tutte le entrate ordinarie (tra cui vi è anche il contributo di cui alla legge n.438 del 1998 erogato dal Ministero) sono vincolate al pagamento delle rate dei mutui e degli interessi e che tutte le azioni volte alla ricerca dell'equilibrio finanziario sono in fase in stallo; a fronte della grave situazione finanziaria in cui versa l'ENS, risulterebbero sensibilmente cresciuti nell'ultimo anno i costi sostenuti dalla sede nazionale per compensi e rimborsi spese a consulenti esterni provenienti da altre regioni, nonché per indennità e spese di rappresentanza degli organi centrali, in particolare del presidente nazionale, questi ultimi privi di qualsiasi attinenza e controllo; oltre a ciò è notizia che l'ENS si sia determinato ad intraprendere un'operazione di project financing che prevede il finanziamento di euro 20.000.000 – venti milioni di euro – da restituire in 30 anni al fine di ristrutturare ed adibire ad hotel di lusso la sede sociale in Roma dislocata vicino Piazza San Pietro; organi di stampa nazionali, che si sono interessati dell'argomento, riferiscono, tuttavia, che l'immobile risulta occupato oltre che dalla sede nazionale dell'ENS anche dagli uffici del giudice di pace penale di Roma, sebbene a lettera della delibera consiliare dell'Ente stesso sia indicato che l'immobile è «... vuoto in attesa di nuova destinazione d'uso». ( Il Fatto Quotidiano – Paolo Tessadri – 18 ottobre 2012, Il Fatto Quotidiano – Sara Vicoli – 14 novembre 2012, Corriere della Sera – Sabrina Giannini – 13 dicembre 2012, Il Fatto Quotidiano – Paolo Tessadri – 23 agosto 2013.) tale delibera assembleare ha visto due dei consiglieri dissociarsi dalla stessa all'esito della sua approvazione; è in questo contesto che l'ex-presidente Ida Collu in carica dal 1995 al 2011 viene accusata di una gestione disastrosa; alla stessa succede il commissario Giuseppe Petrucci, poiché in forza dell'articolo 15, comma 1- bis (inserito dall'articolo 1, comma 14, del decreto-legge n.138 del 2011 convertito dalla legge n. 148 del 2011) il quale statuisce, infatti, che «fermo quanto previsto dal comma 1 (dell'articolo 15 del decreto-legge n. 98/2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 111 del 2011), nei casi in cui il bilancio di un ente sottoposto alla vigilanza dello Stato non sia deliberato nel termine stabilito dalla normativa vigente, ovvero presenti una situazione di disavanzo di competenza per due esercizi consecutivi, i relativi organi, ad eccezione del collegio dei revisori o sindacale, decadono ed è nominato un commissario con le modalità previste dal citato comma 1; se l'ente è già commissariato, si procede alla nomina di un nuovo commissario. Il commissario approva il bilancio, ove necessario, e adotta le misure necessarie per ristabilire l'equilibrio finanziario dell'ente...»; è soltanto dell'anno scorso la relazione relativa agli esercizi dell'ENS dal 2006 al 2010 dimessa dalla Corte dei conti, la quale, senza motivare le ragioni del proprio ritardo, rimarca le responsabilità dei governi che dal 2006 non hanno vigilato. In tale documento si legge che «l'Ente non ha redatto il bilancio consuntivo, ma invece un bilancio consolidato, non conforme alle disposizioni vigenti, fornendo a supporto una documentazione contabile incompleta e discordante, così da rendere impossibile l'interpretazione della reale situazione economica e patrimoniale»; l'ENS quindi è stato commissariato a seguito della mancata presentazione dei bilanci e dell'evidente stato di indebitamento accumulato nel corso degli anni. L'attuale presidente già facente parte del consiglio direttivo precedente, viene ora accusato di godere di stipendi, indennità e rimborsi spese eccessivi vista la situazione di grave disavanzo dell'ente stesso; dalla situazione rappresentata emerge uno scenario di grave indebitamento patologico, e di scarsità di controlli governativi e contabili; potrebbe quindi apparire utile o quanto meno consigliabile che tale ente venisse sottoposto ad un regime di controllo più stringente, da parte della Corte dei conti, e dal Ministro competente, onde consentire una correzione della gestione al fine di evitare il protrarsi di situazioni di grave disavanzo contabile che rischia di diventare irreversibile; tutto ciò sia al fine di garantire una corretta gestione di spesa dei fondi pubblici in dotazione all'ENS stesso sia per garantire l'effettivo perseguimento dei fini istituzionali a favore dei portatori di disabilità auditiva–: se siano a conoscenza della situazione qui sopra rappresentata; se e quali indagini intendano promuovere per verificare le cause della gravissima situazione debitoria venutasi a creare in seno all'ENS; se e quali provvedimenti intendano adottare per sottoporre ad un'approfondita analisi di gestione i passati esercizi per addivenire all'individuazione dei responsabili negli organi amministrativi e di controllo, per il grave disavanzo creato e l'omessa e/o irregolare redazione dei bilanci d'esercizio dell'Ente in osservanza dei principi contabili, secondo la normativa vigente. (5-01845)