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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XVII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01852 presentata da PRODANI ARIS (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 10/01/2014

Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-01852 presentato da PRODANI Aris testo di Venerdì 10 gennaio 2014, seduta n. 149 PRODANI . — Al Ministro dello sviluppo economico . — Per sapere – premesso che: l'11 dicembre 2013 l'edizione online del quotidiano La Repubblica ha pubblicato l'articolo intitolato « L'outlet delle eccellenze made in Italy . Eurispes e Uil-Pa: Fermiamo la svendita» in cui si riporta una sintesi del Rapporto « Outlet Italia. Cronaca di un Paese in (s)vendita» presentato dall'Eurispes in collaborazione con la Uil-Pubblica Amministrazione (PA); secondo il documento, nel periodo compreso tra il 2008 e il 2012 si sono registrati ben 437 passaggi di proprietà di aziende dall'Italia all'estero e i gruppi stranieri hanno speso circa 55 miliardi di euro per ottenere prestigiosi marchi italiani nei più svariati settori produttivi; la «svendita» delle attività nostrane, comunque, è iniziata negli anni ’70 e da allora non si è più fermata includendo brand famosi come Algida, Perugina, Eridania, Conbipel, Sergio Tacchini, Zanussi, Ducati e Lamborghini; secondo il rapporto, nel corso degli anni lo «shopping dissennato di brand Made in Italy » è stato condotto per lo più a multinazionali francesi, statunitensi, tedesche e inglesi, mentre oggi sono presenti per lo più imprenditori cinesi, indiani, giapponesi e arabi; la questione principale, comunque, non riguarda la nuova titolarità delle aziende ma se le acquisizioni costituiscano o meno occasioni di crescita o l'inizio del declino che porterà alla chiusura le attività rilevate di cui si perde lo storico marchio; il sospetto che le acquisizioni straniere non costituiscano un'opportunità è reale consultando l’«ampio database dei 130 principali marchi italiani ceduti all'estero negli ultimi 20 anni, costituito da Eurispes e Uil-Pa» che fa pensare come i grandi marchi italiani possano essere ormai solo «gloriose vestigia del passato, pronti per il museo» sebbene alcuni siano ancora leader di mercato nel proprio settore; secondo il segretario della Uil-PA Benedetto Attili, spesso i titolari delle aziende sono «costretti giocoforza a vendere a un prezzo inferiore rispetto a quello reale» e la struttura è successivamente delocalizzata con conseguenze disastrose quali «perdita di posti di lavoro, di personale specializzato e, inevitabilmente, abbandono degli standard di qualità del prodotto»; la continua perdita di marchi di produzione nazionale è legata al modello italiano delle «family business» , per lo più alcune grandi imprese e piccole e medie imprese a conduzione familiare, che operano con grande difficoltà in un mercato globalizzato a causa di una duplice difficoltà: l'accesso al credito e la continuità produttiva; riguardo quest'ultima, per il presidente dell'Eurispes Gian Maria Fara «si è esaurita la spinta che aveva consentito alle generazioni precedenti di trasformare un Paese arretrato, agricolo, in una moderna democrazia industriale, sia pure segnata da ritardi e contraddizioni. E nello stesso tempo, non siamo stati capaci di raccogliere l'eredità, consolidarne i risultati e utilizzarli come piattaforma per il raggiungimento di nuovi traguardi, per la messa a punto di un nuovo progetto. Abbiamo pensato, stoltamente, che si potesse vivere di rendita all'infinito in un mondo in continuo mutamento»–: quali iniziative urgenti il ministero interrogato intenda adottare a favore delle imprese italiane, per lo più a conduzione familiare, che costituiscono un vanto per l'economia nazionale e che per questo motivo non devono essere svendute ad aziende straniere, interessate per lo più a delocalizzarne la produzione creando seri problemi occupazionali nel nostro Paese. (5-01852)





 
Cronologia
lunedì 23 dicembre
  • Parlamento e istituzioni

    La Camera approva, con 340 voti favorevoli e 155 contrari, nel testo della Commissione, l'articolo unico del d.d.l. di conversione del decreto-legge 31 ottobre 2013, n. 126, recante misure finanziarie urgenti in favore di regioni ed enti locali ed interventi localizzati nel territorio (C. 1906-A), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.



sabato 18 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Il segretario del Partito democratico Renzi e Silvio Berlusconi si incontrano nella sede romana del PD a largo del Nazareno per discutere delle riforme costituzionali e della legge elettorale.