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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XVII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01476 presentata da CASTALDI GIANLUCA (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 14/01/2014

Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-01476 presentata da GIANLUCA CASTALDI martedì 14 gennaio 2014, seduta n.164 CASTALDI, GIROTTO - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che: la Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato della Corte dei conti, con lettera datata 16 dicembre 2013, ha inviato al Ministero dello sviluppo economico ed alla Presidenza del Senato la deliberazione n. 12/2013/G-Relazione concernente "Indagine sulla gestione dei Progetti di innovazione industriale a carico del Fondo per la competitività e lo sviluppo di cui alla legge n. 296/06, articolo 1, comma 842 (cap. 7342 e 7445 del Ministero dello sviluppo economico)"; la deliberazione è stata trasmessa, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento del Senato, alle Commissioni permanenti 5a e 10a (Atto n. 204); nella relazione della Corte dei conti viene evidenziato che «L'indagine, condotta per verificare regolarità ed efficienza della gestione dei Progetti di innovazione industriale in considerazione dell'importanza dello strumento ai fini di una maggiore competitività dell'industria italiana nel contesto europeo, ha dato conto di un'attuazione assai limitata - tale da far dubitare della sua funzionalità a tali fini»; considerato che: dalla stessa Corte dei conti è «stato (...) verificato che alla data del 30 giugno 2013 - quindi, a oltre 6 anni dall'entrata in vigore delle disposizioni che lo hanno introdotto nell'ordinamento - nell'ambito dei tre Progetti avviati, Efficienza energetica, Mobilità sostenibile e Made in Italy, solo 3 programmi hanno visto la conclusione. Le somme complessivamente erogate - pari a 23.287.903,95 euro - ammontano al 3 per cento di quelle impegnate, 663.239.227,45 euro risultano andati in perenzione. Nessuna attuazione è stata data alle Azioni connesse ai Progetti»; il Ministero ha richiesto la conservazione dei residui passivi di conto capitale (nella misura di 329.675.000 euro), ai sensi del disposto di cui all'art. 30, comma 11, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, per evitare di lasciare lo strumento privo di risorse a seguito dell'abbreviazione dei termini di attuazione dei programmi, impegnandoli in gran parte sui progetti relativi al made in Italy fino al dicembre 2012; la quasi totalità (98 per cento) di tali fondi è comunque andata in perenzione in quanto non erogati nei termini; i progetti "Nuove tecnologie per la vita" e "Beni e attività culturali e turistiche" non sono stati sinora finanziati; le risorse finalizzate all'attuazione dei PII (progetti di innovazione industriale) sono tratte da una molteplicità di provviste nazionali e sovranazionali ed ammontano complessivamente a 888.161.928,27 euro, di cui 184.438.443,16 di provenienza PON (programma operativo nazionale) Ricerca e competitività per le regioni dell'area convergenza e 703.723.485,11 euro a valere sul Fondo per la competitività e lo sviluppo; nel corso del processo attuativo, prima e dopo la concessione, sono state presentate numerose richieste di variazione dei progetti (232 su 243 programmi) e l'emanazione dei decreti di concessione ha richiesto in media tra i 23 e i 25 mesi; considerato inoltre che: i rilievi della Corte dei conti investono sia la capacità da parte del Ministero di avere piena consapevolezza delle ragioni dei ritardi e delle situazioni richiamate, che l'adozione di schemi procedurali non sempre consoni alla specificità dei PII; a giudizio degli interroganti appare palese una sottovalutazione dell'impegno necessario nei processi di realizzazione e di relativa informatizzazione di progetti con le specifiche caratteristiche di quelle del programma stesso, come osservabile dalla mancata considerazione nei decreti di adozione dei progetti e nei bandi dell'eventualità della presentazione di variazioni allo schema originario di partecipazione al programma, assolutamente fisiologica in processi complessi e di non breve durata, ancor più in difficili contingenze economiche, dalle incertezze relative alle modalità di rendicontazione, definite dagli stessi bandi solo in termini molto generali, e dalla superficialità con cui i decreti di concessione hanno imposto che le richieste di erogazione venissero redatte attraverso il sistema informatico di gestione delle agevolazioni, non operativo sino al 2011; la Corte dei conti rileva la peculiare configurazione ontologica dello strumento, che postula una consistente ampiezza dei partenariati, peraltro fisiologica per la realizzazione d'iniziative complesse «non diversamente attuabili da parte di realtà imprenditoriali di dimensioni molto limitate quali sono, prevalentemente, quelle operanti nel tessuto produttivo del Paese - , che ha agito da effetto moltiplicatore su molte delle problematicità occorse nella fase attuativa. Tra queste, in primo luogo, vi sono quelle legate alle ordinarie vicissitudini delle imprese - fusioni, cessioni di ramo d'azienda eccetera ancor più ricorrenti nella situazione di crisi generale in cui esse si sono trovate ad agire -, e alla necessità di un "avanzamento" in parallelo di una serie di adempimenti propedeutici all'emanazione dei provvedimenti amministrativi di concessione ed erogazione, strettamente connessi, principalmente, con l'articolazione dei programmi in cosiddetti "pacchi di lavoro"»; considerato infine che: le amministrazioni interessate devono comunicare alla Corte dei conti ed al Parlamento, entro 6 mesi dalla data di ricevimento della relazione, le misure consequenziali adottate ai sensi e per gli effetti dell'art. 3, comma 6, della legge n. 20 del 1994, come modificato dall'art. 1, comma 172, della legge n. 266 del 2005; entro 30 giorni dalla ricezione della relazione le amministrazioni interessate devono formulare provvedimento motivato previsto dall'art. 3, comma 64, della legge n. 244 del 2007, ove ritengano di non ottemperare ai rilievi formulati, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo, per quanto di competenza, intenda procedere, ed in quali tempi, alla verifica, progetto per progetto, dello stato di avanzamento e degli step tecnico-scientifici, economico-finanziari ed amministrativi necessari per la prosecuzione e conclusione dei singoli programmi di innovazione industriale; in quali termini e con quali modalità consideri di assicurare l'avanzamento tecnico-scientifico dei progetti per il raggiungimento degli obiettivi tecnologico-produttivi che sono la ragione della misura; quali atti voglia intraprendere al fine di modificare il procedimento amministrativo di realizzazione e la conseguente semplificazione dello stesso procedimento, delle prospettive e delle procedure tenuto conto delle risorse finanziarie disponibili e della relativa capacità di spesa; se consideri di dover attivare con urgenza misure di sostegno al credito ai progetti, da concordare con la Banca europea per gli investimenti e con le banche convenzionate, per un più efficace utilizzo delle linee di credito attivate, anche unitamente ad altre misure di sostegno gestite dal Fondo centrale di garanzia del Ministero; quali provvedimenti intenda adottare per intensificare l'azione di stimolo, di indirizzo e di controllo nei confronti di Invitalia, nel rispetto delle modalità previste nella convenzione che regola i rapporti tra il Ministero dello sviluppo economico e l'ente in house ,nel quadro, quindi, di piani di attività annuali tempestivamente emanati ed approvati, al fine di accrescere l'efficienza nella gestione dei procedimenti amministrativi e nell'interlocuzione tra i due soggetti. (4-01476)





 
Cronologia
lunedì 23 dicembre
  • Parlamento e istituzioni

    La Camera approva, con 340 voti favorevoli e 155 contrari, nel testo della Commissione, l'articolo unico del d.d.l. di conversione del decreto-legge 31 ottobre 2013, n. 126, recante misure finanziarie urgenti in favore di regioni ed enti locali ed interventi localizzati nel territorio (C. 1906-A), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.



sabato 18 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Il segretario del Partito democratico Renzi e Silvio Berlusconi si incontrano nella sede romana del PD a largo del Nazareno per discutere delle riforme costituzionali e della legge elettorale.