Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00626 presentata da SERRA MANUELA (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 14/01/2014
Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-00626 presentata da MANUELA SERRA martedì 14 gennaio 2014, seduta n.164 SERRA, SANTANGELO, BERTOROTTA, MONTEVECCHI, GIROTTO, COTTI, LEZZI, CATALFO, BIGNAMI, CAPPELLETTI, BOCCHINO, MORONESE, PAGLINI, MANGILI, LO GIUDICE, PALERMO, PEZZOPANE, SCILIPOTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri - Premesso che: Sigrid Kaag, la diplomatica olandese presso le Nazioni Unite che guida la missione congiunta di Onu e Opac (Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche) per lo smaltimento delle armi chimiche siriane ha annunciato che il 7 gennaio 2014 un cargo danese carico di agenti chimici ha lasciato il porto di Latakia in Siria; il cargo viene scortato da navi da guerra russe, cinesi, danesi e norvegesi; la scorta si rende necessaria in virtù della estrema pericolosità del carico trasportato, che si suppone sia composto principalmente da sarin e iprite, di cui è formato in massima parte l'arsenale chimico siriano che si intende smantellare; in base al piano approvato dall'Opac, che fa seguito all'intesa russo-statunitense del settembre 2013 sullo smantellamento dell'arsenale chimico siriano ed alla risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu del 27 settembre 2013, il trasbordo degli agenti chimici sulla Cape Ray, la nave Usa dotata della strumentazione tecnica necessaria per rendere inoffensivi tali agenti, dovrebbe avvenire nel porto di un Paese terzo; in un comunicato del 16 dicembre 2013 il Ministro degli affari esteri ha dichiarato che "Le armi chimiche siriane transiteranno in un porto italiano e l'individuazione della località che ospiterà il loro passaggio sarà decisa - e comunicata al Parlamento italiano - dall'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche"; nonostante sia imminente l'arrivo in Italia dell'imbarcazione carica di agenti chimici tossici, non è ancora conosciuta la sua precisa destinazione, il carico esatto e l'effettiva pericolosità. Fonti del Ministero della difesa parlano di un probabile approdo civile in Sicilia, in Sardegna o in Puglia; le notizie incontrollate diffuse dagli organi di informazione circa il luogo in cui il trasbordo potrebbe avvenire hanno destato allarme presso la cittadinanza, in particolare presso la popolazione che risiede nelle città portuali, si chiede di sapere: se risulti se le imbarcazioni in arrivo cariche di agenti chimici siriani siano una o più di una, quale sia la loro stazza precisa, la quantità del carico, le sostanze che trasportano e la loro effettiva pericolosità; quali modalità di trasporto, di stoccaggio e di distruzione delle armi chimiche siano state adottate e in quali luoghi dovrà avvenire il trasbordo delle stesse; se il Governo sia a conoscenza dell'altissimo livello di rischio di inquinamento a cui sarebbe sottoposta l'area marina del Mediterraneo e dei territori limitrofi, in particolar modo la Sicilia, la Sardegna e l'area marina costiera della Puglia, nel caso di dispersione di sostanze estremamente dannose per la salute umana, per l'ambiente e l'ecosistema come arsenico, iprite, lewisite, fosgene e difosgene, acido cloro solforico e cloropicrina; quali misure siano state adottate per assicurare che tutte le operazioni riguardanti il carico delle imbarcazioni avvengano nelle condizioni di massima sicurezza per la cittadinanza e per gli operatori; se il Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri abbia previsto un piano di sicurezza per la gestione, eventuale, dell'emergenza, in considerazione dei rischi connessi al transito e alla sosta delle navi e quale sia la tempistica stimata per l'eventuale allontanamento della popolazione dalle aree a rischio in caso di incidente rilevante; quando si intenda relazionare al Parlamento in merito alle decisioni dell'Opac, come annunciato il 16 dicembre 2013, sugli accordi internazionali sottoscritti circa le tempistiche e le reali destinazioni delle armi chimiche nonché circa la permanenza in un porto sul territorio italiano. (3-00626)