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Documenti ed Atti

XVII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01495 presentata da DONNO DANIELA (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 15/01/2014

Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-01495 presentata da DANIELA DONNO mercoledì 15 gennaio 2014, seduta n.167 DONNO, PAGLINI, MORONESE, CAPPELLETTI, BERTOROTTA, SERRA, FUCKSIA, ORELLANA, LEZZI, BUCCARELLA, TAVERNA, BATTISTA, SIMEONI - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute - Premesso che: mediante deliberazione della Giunta provinciale di Lecce n. 650 del 27 marzo 1991 veniva approvato un progetto di realizzazione di una discarica presso il comune di Nardò, in località Castellino; tale discarica entrava in funzione nel 1992 ed intercettava le necessità di 6 comuni salentini, poi diventati 46, a seguito dell'emergenza ambientale del 2001 in Puglia; sulla base del progetto, la società proponente la realizzazione della discarica, la Mediterranea Castelnuovo, poi trasformatasi in Mediterranea Castelnuovo 2, avrebbe dovuto garantire continuativamente nel tempo un'attività di raccolta e stoccaggio del percolato e la combustione del biogas prodotto. Inoltre, assumeva l'impegno contrattuale di costruire una bretella di collegamento, mai realizzata, tra la strada statale 174 e la discarica, al fine di impedire il transito nel cuore della città di Nardò ai mezzi pesanti; nel 2001 gli ispettori della Provincia di Lecce competenti trasmettevano notizia di reato alla Procura di Lecce poiché la Mediterranea Castelnuovo 2 non espletava una serie di attività cui era tenuta ad ottemperare, ovvero non rendeva regolari i profili di scarpata, lasciava i rifiuti esposti invece di ricoprirli, non poneva i teli impermeabilizzanti sui profili di scarpata e sul terreno, non realizzava la cunetta per la raccolta delle acque e non raccoglieva il percolato; nel 2004, con ordinanza n. 28 del 22 settembre 2004 del commissario delegato all'emergenza rifiuti, Raffaele Fitto, si permetteva alla Mediterranea Castelnuovo 2 di sopraelevare il colmo della discarica per poter accogliere ulteriori tonnellate di rifiuti. L'anno successivo, nel 2005, la Polizia municipale di Nardò trasmetteva notizia di reato alla Procura competente, per le seguenti ragioni: in luogo di coprire i rifiuti con 30 centimetri di tufina, lo si faceva con solo 17 centimetri di materiale; non risultavano essere iniziati i lavori di messa in sicurezza dei lotti dismessi; la centrale elettrica, gestita dalla Celtica Energy per la produzione di energia elettrica da biogas, non era in funzione e non lo era nemmeno la torcia che avrebbe dovuto bruciare i biogas; nel 2005 il settore urbanistica e ambiente del Comune di Nardò, nella persona del dirigente in carica, constatato che la Mediterranea Castelnuovo 2 perdurava in un atteggiamento di inottemperanza, provvedeva ad una stima sintetica delle spese necessarie per la chiusura definitiva, preventivando un costo pari a 2.760.000 euro; considerato che: a seguito della preventivata e mai effettivamente avvenuta chiusura della discarica, non si sono più avute notizie circa i valori degli agenti inquinanti presenti nelle falde limitrofe, che, secondo le ultime misurazioni effettuate nel 2004, già mostravano la presenza di ammoniache nelle acque dei pozzi sentinella; a seguito di un'istanza di accesso agli atti riguardante l'inquinamento ambientale e il probabile inquinamento della falda acquifera delle aree limitrofe alla discarica di Castellino, inviata nel settembre 2013 dalla prima firmataria del presente atto di sindacato ispettivo, all'Arpa (Agenzia regionale per l'ambiente) Puglia, Arpa Lecce, Asl di Bari e Asl di Lecce, perveniva missiva di risposta dalla sola Asl di Lecce, in data 18 novembre 2013; nella missiva di risposta, essa rendeva noto che non risultava essere di propria competenza "il rilascio di documenti amministrativi a carattere ambientale e l'effettuazione di analisi di controllo", ed affermava, invece, di avere competenza "esclusivamente sugli aspetti attinenti agli eventuali riflessi sulla salute pubblica"; nonostante siano trascorsi più di 3 mesi dall'invio dell'istanza di accesso agli atti, gli altri enti destinatari coinvolti non hanno dato alcun tipo di riscontro; considerato inoltre che: nei territori adiacenti alla discarica sita in località Castellino vi è stato un drastico aumento dell'incidenza delle patologie cancerogene e tumorali; la salute dei cittadini che risiedono nelle aree prossime alla discarica è evidentemente messa in pericolo, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti; se, nell'ambito delle rispettive competenze, non ritengano indispensabile intervenire presso gli enti locali competenti al fine di rendere note le condizioni delle acque di falda e dei pozzi sentinella dell'area circostante la discarica sita in località Castellino; se, ciascuno secondo i propri ambiti di intervento, non ritengano opportuno adoperarsi al fine di attivare efficaci interventi volti al controllo sanitario e ambientale dell'area circostante alla discarica, attraverso lo svolgimento di uno studio epidemiologico nei comuni limitrofi e di uno studio idrogeologico della zona interessata, nonché attraverso un'analisi accurata, frequente e debitamente pubblicizzata dei pozzi di monitoraggio, pubblici e privati, presenti in località Castellino e dintorni; se, nel limite delle proprie attribuzioni, non ritengano necessario procedere ad una celere bonifica e ad un'altrettanto celere messa in sicurezza della discarica di Castellino, considerate le attuali e mutate condizioni, previa definizione delle procedure successive alla chiusura, senza alcuna riduzione dei pozzi di monitoraggio della falda; quali iniziative intendano assumere al fine di avviare indagini di competenza relative alle possibili connessioni con attività di organizzazioni malavitose, di stampo mafioso, in riferimento agli abusi perpetrati nella gestione della discarica; se non ritengano inoltre necessario sollecitare la redazione da parte degli enti preposti di un piano regionale che contempli l'indisponibilità definitiva del territorio di Nardò per lo smaltimento dei rifiuti; se, nell'ambito delle proprie competenze, non ritengano conveniente attivare politiche ambientali atte alla riduzione, al riutilizzo e al riciclo dei materiali, favorendo la raccolta differenziata. (4-01495)





 
Cronologia
lunedì 23 dicembre
  • Parlamento e istituzioni

    La Camera approva, con 340 voti favorevoli e 155 contrari, nel testo della Commissione, l'articolo unico del d.d.l. di conversione del decreto-legge 31 ottobre 2013, n. 126, recante misure finanziarie urgenti in favore di regioni ed enti locali ed interventi localizzati nel territorio (C. 1906-A), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.



sabato 18 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Il segretario del Partito democratico Renzi e Silvio Berlusconi si incontrano nella sede romana del PD a largo del Nazareno per discutere delle riforme costituzionali e della legge elettorale.