Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00629 presentata da GRANAIOLA MANUELA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 15/01/2014
Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-00629 presentata da MANUELA GRANAIOLA mercoledì 15 gennaio 2014, seduta n.166 GRANAIOLA, DE BIASI, SILVESTRO, AMATI, PADUA, DIRINDIN, MATTESINI, ORRU', MATURANI, VALENTINI - Al Ministro della salute - Premesso che: grande preoccupazione e indignazione suscita la mancanza dì una normativa specifica che vieti la presenza degli ftalati non solo nei giocattoli (art. 16 del decreto legislativo 14 settembre 2009, n.133), ma anche nei prodotti medicali destinati o utilizzati sui bambini e sulle donne incinte; gli ftalati, in particolare il DEHP (di-2-etilesilftalato), distruttore endocrino, a basso peso molecolare, rientrano nella categoria IB e sono classificati come sostanze estremamente preoccupanti (SVHC) dalla normativa "Reach" del febbraio 2011; tale normativa prevede che gli ftalati DEHP, BBP, DBP, vista la loro pericolosità, vengano completamente banditi dal mese di febbraio 2015; la Francia, nel 2012, ha già vietato l'uso del DEHP nei reparti di cure neonatali, pediatriche ed ostetriche; in Italia la vigente normativa prevede solo l'etichettatura dei dispositivi, ciò significa che moltissimi pazienti, genitori ed operatori potrebbero non essere consapevoli che il prodotto che usano o che viene usato sui propri cari o sui propri pazienti contiene ftalati pericolosi; il Comitato scientifico dell'Unione europea, nel 2008, nella pubblicazione "Rischi per la salute emergenti e recentemente identificati" ha analizzato la sicurezza del DEHP nel presidi medicali concludendo che certe procedure mediche in pazienti ad alto rischio espongono a livelli di DEHP significativi per la salute, ritenendo che questi pongano un effettivo pericolo sanitario e suggerendo alternative già presenti in commercio di prodotti non CMR (carcinogenic, mutagenic or toxic for reproduction), in particolare in poliuretano, silicone ed altro; il PVC e il DEHP sono presenti in numerosissimi presidi medici plastici utilizzati negli ospedali pediatrici, in reparti di pediatria, ostetricia e ginecologia e nell'assistenza quotidiana domiciliare ai bambini disabili; questi presidi possono essere temporanei, ma anche impiantati direttamente nel corpo o tenuti in permanenza per anni: sondini nasogastrici sonde endotracheali per aspirazioni, peg, cateteri venosi, cateteri vescicali, prodotti medici di terapia intensiva neonatale, drenaggi, stomie, guanti, linee di infusione, dialisi peritoneali, raccordi, sacche, kit di nutrizione enterale e parenterale, eccetera; la legge italiana prevede l'arresto fino a 3 mesi o l'ammenda fino a 150.000 euro per il fabbricante o l'importatore di giocattoli che contengano ftalati; il Ministero della salute ha mostrato un particolare impegno per un'efficace e continua prevenzione con pubblicazioni divulgative ed interventi mediatici per aiutare i genitori a tutelare Í bambini dall'esposizione agli ftalati nei giocattoli, che potrebbero essere, soprattutto nella prima infanzia, messi in bocca; così ha fatto nell'opuscolo divulgativo C17 "Attenzione agli ftalati. Difendiamo i nostri bambini", pubblicato dal Ministero nel 2012, in cui vengono prese in considerazione le pericolosità non solo di giochi che i bambini potrebbero mettere in bocca, ma di tanti altri prodotti per l'infanzia: vestiti, zainetti, articoli per la scuoia, smalto per unghie, attrazioni gonfiabili; questa lodevole attenzione e cura per l'infanzia non trova tuttavia pari riscontro per quanto riguarda invece i bambini quando si ammalano o prima della nascita; tutti i bambini, quando avessero bisogno di cure ospedaliere, che prevedano l'uso di certi presidi, sembrano non avere più diritto alle tutele previste nel caso dell'utilizzo di giocattoli con ftalati; lo stesso si dica per una donna incinta, che avesse bisogno di utilizzare certi presidi ed il cui bambino si trova nella condizione di maggior fragilità rispetto a queste sostanze; terribile e angosciante è per ogni genitore perciò la situazione dei bambini con disabilità, gravemente discriminati in questo caso, come non fossero bambini o fossero di serie B, mentre per assoluta necessità sono costretti a utilizzare i presidi medicali contenenti ftalati per sopravvivere; appare del tutto ingiusto che questi piccoli, già così duramente provati, siano esposti continuamente a prodotti cancerogeni, mutogeni e tossici, esistendo in commercio un'alternativa, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda colmare con assoluta urgenza la carenza normativa, vietando l'utilizzo di PVC e ftalati, in particolare il DEHP e le altre 5 sostanze individuate nel 2008 dalla Comunità europea (musk xylene, MD A, HBCDD, BBP e DBP) nei presidi medicali; se intenda individuare e ritirare tutti i prodotti contenenti ftalati quali sonde, cannule, cateteri, eccetera, forniti alle Asl, alle strutture private e alle famiglie per la cura dei pazienti pediatrici e delle donne incinte; quali misure intenda assumere per introdurre un'alternativa non pericolosa, quantomeno per le categorie di neonati, bambini e donne incinte, nei reparti di ostetricia e ginecologia, neonatologia, pediatria, nelle cure domiciliari pediatriche ed in pazienti ad alto rischio. (3-00629)