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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XVII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/00576 presentata da GUIDESI GUIDO (LEGA NORD E AUTONOMIE) in data 21/01/2014

Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-00576 presentato da GUIDESI Guido testo presentato Martedì 21 gennaio 2014 modificato Mercoledì 22 gennaio 2014, seduta n. 157 GUIDESI , ALLASIA , ATTAGUILE , BORGHESI , BOSSI , MATTEO BRAGANTINI , BUONANNO , BUSIN , CAON , CAPARINI , FEDRIGA , GIANCARLO GIORGETTI , GRIMOLDI , INVERNIZZI , MARCOLIN , MOLTENI , GIANLUCA PINI , PRATAVIERA e RONDINI . — Al Ministro dello sviluppo economico . — Per sapere – premesso che: la crisi, che, a livello europeo, ha colpito il settore della raffinazione, ha avuto ricadute importanti sull'industria di raffinazione in Italia, generando gravi ricadute sul fronte dell'occupazione; rispetto ai principali competitor mondiali, il sistema della raffinazione in Italia appare estremamente debole e poco competitivo. L'industria presenta costi di produzione notevolmente alti, a causa degli oneri connessi alle normative in favore dell'ambiente e della tutela del lavoro, ed è sottoposta a pesanti oneri legati all'obsolescenza degli impianti, al trasporto e alla complessità del sistema amministrativo; il settore è da tempo sottoposto alla forte concorrenza delle raffinerie statunitensi, mediorientali ed asiatiche, queste ultime sempre più competitive perché prive di obblighi e vincoli ambientali, sottoposte a minori costi del lavoro e sussidiate direttamente dallo Stato; negli ultimi dieci anni, dal 2002 al 2012, i consumi di prodotti petroliferi italiani sono scesi di più del 30 per cento; contemporaneamente sono aumentate le importazioni di prodotti petroliferi finiti e diminuite le esportazioni, sopratutto verso gli Stati Uniti, dove sembra siano in costruzione nuove raffinerie; l'Unione europea non ha adottato una strategia in merito alla salvaguardia del settore della raffinazione, limitandosi ad introdurre dazi all'importazione di biodiesel prodotto in Argentina ed in Indonesia per dumping ; in questo scenario, molte raffinerie in Italia sono ormai prossime alla chiusura. È notizia di questi giorni dell'imminente chiusura dell'impianto Ies di Mantova, che dal 1 o gennaio 2014 si trasformerà in deposito petrolifero. I lavoratori occupati presso l'impianto sono circa 390 e secondo le prime stime, nel passaggio a deposito, si perderebbero circa 350 posti di lavoro; il sistema della raffinazione italiano è costituito da 16 raffinerie presenti sull'intero territorio nazionale per una capacità complessiva di poco superiore ai 100 milioni di tonnellate all'anno. Da anni i profitti delle aziende che operano nel settore della raffinazione e distribuzione si sono notevolmente ridotti, con gravi conseguenze per l'occupazione; l'industria della raffinazione in Italia impiega 100 mila addetti. Come confermato dal Ministro interrogato, in Italia gli impianti a rischio di chiusura sono quattro o cinque, con il pericolo imminente di lasciare senza lavoro circa 8 mila addetti; le aziende di raffinazione rappresentano un punto di riferimento importante per l'economia locale dei territori che le ospitano e la loro chiusura avrebbe ripercussioni su tutto il territorio nazionale, privandolo di ricchezza e di occupazione; dall'indagine conoscitiva sulla crisi del settore della raffinazione in Italia, condotta nella XVI legislatura, è emerso che il settore presenta un eccesso di capacità produttiva, pari a circa 15-20 milioni di tonnellate che il mercato interno non riesce ad assorbire; da qui la proposta di un intervento che miri, da un lato, a preservare un settore strategico dell'industria nazionale (connesso a molteplici comparti produttivi) e, dall'altro, a salvaguardare l'occupazione; la crisi dell'industria della raffinazione, senza l'adozione di efficaci interventi, potrebbe degenerare in un quadro ancora più drammatico, con conseguenze disastrose per il futuro dei lavoratori impiegati nel settore e delle loro famiglie; i processi di riconversione di impianti industriali non più competitivi potrebbero aprire la strada alla realizzazione di importanti progetti industriali ed occupazionali di grande impatto per l'economia del Paese; alcune regioni hanno sperimentato con successo l'adozione di accordi di sviluppo territoriale per favorire l'insediamento di nuove attività di impresa nelle aree industriali dismesse, realizzando diversi interventi, sia di carattere finanziario che di semplificazione amministrativa, per attrarre e mantenere sul territorio le attività e le risorse necessarie alla crescita e allo sviluppo dello stesso–: quale sia la strategia che il Governo intende perseguire ai fini dell'adozione di un'organica politica industriale di rilancio dell'industria della raffinazione in Italia, a garanzia del mantenimento dei livelli occupazionali nel settore, anche attraverso la promozione di specifici accordi con le regioni e gli enti locali, finalizzati alla riconversione industriale delle aree inquinate in concomitanza con le attività di bonifica o messa in sicurezza delle stesse. (3-00576)





 
Cronologia
sabato 18 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Il segretario del Partito democratico Renzi e Silvio Berlusconi si incontrano nella sede romana del PD a largo del Nazareno per discutere delle riforme costituzionali e della legge elettorale.

venerdì 24 gennaio
  • Parlamento e istituzioni

    La Camera approva, con 335 voti favorevoli, 144 contrari e 1 astenuto, nel testo della Commissione identico a quello approvato al Senato, l'articolo unico del d.d..l. di conversione del decreto-legge 30 novembre 2013, n. 133, recante disposizioni urgenti concernenti l'IMU, l'alienazione di immobili pubblici e la Banca d'Italia (C. 1941), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.