Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03249 presentata da CATANOSO GENOESE FRANCESCO DETTO BASILIO CATANOSO (FORZA ITALIA - IL POPOLO DELLA LIBERTA' - BERLUSCONI PRESIDENTE) in data 22/01/2014
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-03249 presentato da CATANOSO Basilio testo di Mercoledì 22 gennaio 2014, seduta n. 157 CATANOSO . — Al Ministro dello sviluppo economico . — Per sapere – premesso che: nel 2000 la St insieme alle organizzazioni sindacali firma al Ministero dello sviluppo economico un protocollo d'intesa per la costruzione del modulo M6, impianto ad alto livello tecnologico, che deve rappresentare il rilancio, a livello europeo, di St Catania. A fronte di 500 milioni di euro la St si impegna a creare 1.500 nuovi posti di lavoro; al gruppo progettazione memorie, fiore all'occhiello della St, e a diversi professionisti inviati in giro per il mondo ad acquisire know-how, viene affidato l'avvio del nuovo gioiello produttivo; dopo diversi rallentamenti (dovuti soprattutto ad una cattiva gestione da parte del management, ed all'incombente crisi del comparto dei semiconduttori) nella realizzazione del modulo, le insistenti voci di una cessione del progetto M6, trovano fondamento nella realizzazione di una società, indipendente da St, in cui soltanto il 48 per cento è la quota partecipativa di St, il 45 per cento di Intel (comparto memorie, a sua volta ceduta perché in perdita); nel mese di luglio 2007 viene firmata la cessione di ramo d'azienda del gruppo memorie di St presente in Italia; 552 dipendenti di Catania, 123 di Arzano, 43 di Palermo e 1.024 di Agrate, il modulo M6 (interamente costruito con denaro pubblico) venduto per 450 milioni di euro alla nuova società costituita, passano da St a Numonyx; tra le motivazioni a giustificazione dell'operazione di vendita di ramo d'azienda, la completa realizzazione di M6 con l'assunzione prevista da protocollo d'intesa di 650 unità (inizialmente erano 1500); a giudizio dell'interrogante e della Ugl-metalmeccanici, non si comprende come una multinazionale forte come St abbia incontrato delle difficoltà a far partire M6, mentre una neonata società formata da due gruppi di aziende diverse, cedute perché in perdita da anni, potesse far decollare la produzione in M6; ovviamente e senza alcuna sorpresa, dopo soltanto un mese dalla nascita di Numonyx, i vertici aziendali della società dichiarano al Ministero dello sviluppo economico che lo stabilimento M6 non rientra più nei piani dell'azienda, rifiutando il finanziamento previsto per il completamento del modulo di 463 milioni di euro; a distanza di un anno, l'azienda, invitata dalle organizzazioni sindacali al Mise per presentare i piani industriali, dichiara di dover ricorrere alla Cassa integrazione per la totalità dei lavoratori Numonyx; nel frattempo il personale di Palermo ed i 71 dipendenti di Catania (addetti alla produzione) rientrano in St attraverso un'altra cessione di ramo ed i dipendenti a Catania diventano 401; il 10 febbraio del 2010 la Numonyx viene acquisita da Micron Technology attraverso la cessione dei pacchetti azionari proprietà di St (che di fatto dismette totalmente) e da altri partner ; negli stessi mesi Stm forma, insieme a Sharp e ad Enel, una fabbrica destinata a produrre pannelli fotovoltaici, la 3 Sun, a cui viene venduto da Numonyx il modulo M6 per 70 milioni di euro (nel 2007 Numonyx acquistava a 450 milioni) ed eredita il contratto di programma previsto; Micron nel gennaio 2013 conta in Italia 3.287 dipendenti che, attraverso la cessione del Fab di Avezzano e di parte di dipendenti di Agrate che ritornano in St, diventano a dicembre del 2013, 1.075 (324 a Catania); nel 2013 Micron acquista un altra grossa azienda del mercato memorie, Elpida, che la proietta ai vertici delle classifiche mondiali per profitto (semiconduttori) dal decimo al quarto posto, e segna, dopo trimestri di perdite, un guadagno record che viene premiato dal mercato con un aumento della singola azione del 120 per cento; a seguito dell'acquisizione di Elpida, la società decide di razionalizzare il personale dando l'annuncio di un taglio del 5 per cento di tutto il personale a livello mondiale, malgrado, a giudizio dell'interrogante e della Ugl-metalmeccanici, non sussista alcuna motivazione economica; dall'annuncio si spostano diverse attività dall'Italia ad altre parti del mondo, e viene fissato, dopo vari incontri istituzionali, un incontro al Mise, per annunciare l'impatto in Italia della razionalizzazione decisa; l'esito della riunione è stato che la Micron ha annunciato tagli per il 40 per cento della forza lavoro: 128 a Catania, 223 ad Agrate, 17 ad Avezzano e 53 ad Arzano; questo è, a giudizio dell'interrogante e della Ugl-metalmeccanici, l'ennesimo schiaffo al nostro territorio, regionale e nazionale, un'altra eccellenza cancellata ed umiliata; a giudizio dell'odierno interrogante e della Ugl-metalmeccanici bisogna intervenire energicamente nei riguardi del management , ed intervenire politicamente, affinché anche nell'ottica dei finanziamenti previsti dall'Unione europea sulla micro e nanoelettronica per portare la produzione in Europa dei semiconduttori dal 10 per cento attuale al 20 per cento entro il 2020, si vincolino tali finanziamenti nella regione Sicilia (regione ancora ad obbiettivo 1) al mantenimento dell'occupazione (e possibilmente, anche alla crescita di essa) nel distretto tecnologico Etna Valley. Micron ha già dichiarato di non essere interessata a tali finanziamenti. STMicroelectronics, invece, sembra fortemente interessata, ed in ogni caso si ritiene che essa debba assumersi la responsabilità dei lavoratori Micron, considerato che essi stessi hanno «venduto» ad un'altra azienda (Micron) che ora sembra volere abbandonare il territorio; non si può permettere che tutto ciò accada, e che si perdano più di 1.000 posti di lavoro ad altissimo livello professionale su un settore che si ritiene debba essere considerato strategico e fondamentale per lo sviluppo italiano–: quali provvedimenti intenda adottare il Ministro interrogato per risolvere le problematiche esposte in premessa e tutelare i lavoratori italiani della Micron. (4-03249)