Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00669 presentata da GATTI MARIA GRAZIA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 23/01/2014
Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-00669 presentata da MARIA GRAZIA GATTI giovedì 23 gennaio 2014, seduta n.174 GATTI, FEDELI, CHITI, MARTINI, FILIPPI, TOMASELLI - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che: una nota pubblicata dalla sede fiorentina della Banca d'Italia nel novembre 2013 (Banca d'Italia, "Economie regionali, L'economia della Toscana, aggiornamento congiunturale", n. 32, novembre 2013) evidenzia le difficoltà attraversate dall'economia regionale toscana: lo studio delinea nel primo semestre del 2013 una prosecuzione della fase recessiva avviatasi dalla metà del 2011, anche se gli indicatori disponibili mostrano un'attenuazione della dinamica negativa dal secondo trimestre, tanto da far prevedere un andamento più favorevole nei messi successivi; in particolare, nel settore industriale, l'attività si è contratta nei primi 6 mesi, soprattutto a causa della debolezza della domanda interna (fattore che ha determinato, assieme alle tensioni dal lato dell'offerta connesse con l'elevato rischio di credito, una diminuzione dei prestiti alle imprese), e il numero degli occupati ha continuato a scendere, nonostante l'elevato ricorso alle varie forme di ammortizzatori sociali; a rappresentare con maggior pienezza lo stato di sofferenza dell'industria sono i dati (frutto di un'indagine Unioncamere-Confindustria Toscana e i cui contenuti sono riportati nella nota della Banca d'Italia), sulla flessione dell'attività di investimento, dal quale risulta che meno dei due terzi delle imprese ha rispettato i programmi di investimento e oltre un quarto li ha rivisti al ribasso, e sulla riduzione delle esportazioni dei mezzi di trasporto (con una flessione del 6,3 per cento); più specificamente, una recente indagine condotta dall'Unione industriale pisana ha rilevato che nel terzo trimestre dell'anno il settore dei mezzi trasporto, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, ha registrato valori negativi per tutti gli indicatori: la produzione complessiva si è attestata ad un dato negativo del 7,1 per cento, gli ordinativi, derivanti in gran parte dalla domanda estera, segnano un calo netto dello 0,6 per cento e l'occupazione un calo del 2 per cento; nelle scorse settimane il Ministro dello sviluppo economico, Flavio Zanonato, ha reso nota l'intenzione del Governo di adottare provvedimenti finalizzati all'incentivazione del settore industriale, al fine di agevolare la ripresa di tale nevralgico comparto del Paese; tra gli ambiti di intervento annunciati dal Ministro non rientrano, però, quelli legati allo sviluppo e al potenziamento dell'industria dei motocicli, la quale riveste una notevole rilevanza per il nostro Paese, in particolare in Toscana, sede del gruppo Piaggio, il più grande costruttore europeo di veicoli motorizzati a due ruote, che a Pontedera (Pisa) impiega quasi 3.000 dipendenti, impiegati anche nella sempre più difficoltosa produzione di veicoli a 3 e 4 ruote; lo stabilimento toscano, pur non sfuggendo alle conseguenze prodotte dalla sfavorevole congiuntura economica, è riuscito a sostenere l'urto di questo lungo periodo di crisi; tale tenuta è stata resa possibile dai valori positivi del mercato statunitense e dall'ampio ricorso alle varie forme di ammortizzatori sociali; tra questi, particolare importanza ha rivestito l'utilizzo dei contratti di solidarietà, prorogati anche per il 2014; nonostante la capacità di sostenere l'impatto della recessione, il gruppo Piaggio ha, però, evitato di prendere impegni per il prossimo quadriennio, anche solo in relazione alle prospettive occupazionali; le esitazioni sugli investimenti derivano anche dalla preoccupazione causata dalla crisi della produzione di serie del marco Aprilia (precipitata dai 90.000 scooter venduti nel 2008 ai 30.000 del 2013) e dall'asserita incapacità di risollevare il mercato delle tre ruote; il contesto descritto rileva la necessità di interventi in grado di valorizzare realtà produttive sane, come quella rappresentata dalla Piaggio, e di renderle pronte a sfruttare proficuamente le occasioni che la prospettata ripresa economica potrà fornire; la politica industriale del Governo deve necessariamente tener conto del mercato delle due ruote, al fine di preservare e sviluppare un settore fondamentale dell'apparato produttivo italiano, si chiede di sapere quale sia la politica industriale volta allo sviluppo del motociclo in Italia e, più nello specifico, quali iniziative intenda adottare allo scopo di favorire la piena operatività e produttività di un settore che riveste una notevole importanza nel nostro Paese e, in particolare, in Toscana, sede del più grande costruttore europeo di veicoli motorizzati a due ruote. (3-00669)