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Documenti ed Atti

XVII Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00231 presentata da SANI LUCA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 27/01/2014

Atto Camera Risoluzione in commissione 7-00231 presentato da SANI Luca testo di Lunedì 27 gennaio 2014, seduta n. 160 La XIII Commissione, premesso che: il settore ovicaprino rappresenta una delle eccellenze del made in Italy ed è, con un fatturato complessivo di circa 650 milioni di euro (450 per il latte e 200 per la carne), un segmento di primo piano per il comparto agricolo nazionale; il comparto ovino è oggi però tra i settori zootecnici maggiormente esposti e colpiti dalla crisi economica come attestato dal continuo aumento dei prezzi di produzione delle aziende zootecniche, a partire dalle materie prime e dei costi aziendali; tale stato di crisi, che è esploso in forme drammatiche in alcune realtà nazionali come la Sardegna, è motivo di forte preoccupazione ed allarme anche nelle altre regioni italiane in cui è diffusa l'attività della pastorizia, in particolar modo Toscana, Lazio, Abruzzo, Calabria e Sicilia; nel 2012, secondo i dati Ismea, si è verificato un incremento dei costi di produzione per gli allevamenti ovini del 4 per cento rispetto al 2011 (anno che aveva già registrato un aumento del 9 per cento rispetto al 2010); per quanto riguarda le materie prime (dati Ismea) i mangimi hanno rappresentato una delle voci che ha inciso maggiormente con un incremento medio annuale pari al 6,5 per cento, insieme ai prezzi dei prodotti energetici (aumento del 10,6 per cento); va inoltre segnalato il crollo dei prezzi del latte alla stalla: le aziende zootecniche producono latte ovino spesso in perdita poiché un litro di latte viene pagato non oltre 80 centesimi, a fronte di costi di produzione che possono arrivare anche a 115 centesimi di euro al litro; tale situazione è quindi diventata ormai insostenibile e sta mettendo seriamente in discussione l'esistenza stessa di migliaia di aziende di produttori di latte ovino; attraverso il sostegno specifico previsto dall'attuale politica agricola comune, l'articolo 68 del regolamento (CE) n.73 del 2009, consente di finanziare cinque tipologie di misure tra le quali due sono specifiche per la zootecnia estensiva (vacche nutrici, ovicaprini) e il sostegno delle realtà agropastorali in zone vulnerabili dal punto di vista economico e ambientale, l'Italia ha la possibilità di decidere l'allocazione di risorse importanti attraverso l'attuazione di una politica nazionale coraggiosa in grado di fare scelte virtuose, evitando le erogazioni a pioggia; tuttavia nonostante la crisi del settore il Governo nel ripartire le risorse ex articolo 68, ha destinato alla zootecnia ovicaprina pochissime risorse, pari a soli 10 milioni di euro su un plafond di circa 316,5 milioni di euro, non sufficienti nemmeno per affrontare la fase emergenziale; il regolamento n.1307/2013 del 17 dicembre 2013 che ha riformato la politica agricola comune per quanto concerne il nuovo regime dei pagamenti diretti per gli agricoltori, prevede (articoli 52-55) la possibilità per lo stato membro di utilizzare (a partire dal 2015) fino al 13 per cento (+un 2 per cento per le colture proteiche) delle risorse nazionali a valere sul sostegno accoppiato alla produzione ( ex articolo 68 Regolamento (CE) n.73 del 2009); quanto sopra riportato si traduce per il nostro Paese in un plafond finanziario di circa 550 milioni di euro: un aumento consistente di risorse nazionali (circa il doppio rispetto alla dotazione attuale) da poter destinare ad una serie di settori previsti dalla nuova Pac tra cui rientrano sia il latte e i prodotti derivati sia la carne ovicaprina; la ripartizione delle risorse previste nel citato sostegno accoppiato della nuova Pac dovrà essere approvata dagli stati membri entro il 1 o agosto 2014 con possibilità di revisione delle scelte entro il 1 o agosto 2016; inoltre, la dotazione finanziaria per il sostegno accoppiato assume un'importanza ancora più strategica a livello settoriale se si considera il fatto che, rispetto a quanto accade oggi, dal 2015 la componente destinata alle assicurazioni sarà trasferita nell'ambito della politica di sviluppo rurale liberando così risorse preziose per il sostegno della filiera ovicaprina; accanto a ciò, sempre nell'ambito della riforma della politica agricola comune, il regolamento (UE) n.1308/2013 del 17 dicembre 2013 recante la nuova organizzazione comune dei mercati, prevede (articolo 17) la reintroduzione del formaggio (Dop, Igp e stagionato) nella lista dei prodotti ammissibili all'aiuto dello stoccaggio privato; in base alla nuova normativa sopra citata, la commissione europea può concedere aiuti allo stoccaggio privato a favore dei prodotti ammissibili (tra cui i formaggi) tenendo conto «dei prezzi medi di mercato rilevati nell'unione, delle soglie di riferimento e dei costi di produzione dei rispettivi prodotti, e/o della necessità di rispondere tempestivamente a una situazione di particolare difficoltà del mercato o agli sviluppi economici aventi un notevole impatto negativo sui margini nel settore»; per quel che concerne invece la prossima programmazione di sviluppo rurale, le regioni sono attualmente impegnate nella definizione dei nuovi programmi al cui interno la valorizzazione del comparto ovicaprino può rappresentare un settore particolarmente strategico nelle dinamiche di sviluppo territoriale delle realtà a vocazione produttiva; il gruppo di lavoro sulla crisi del comparto ovicaprino, istituito a fine 2010 e a cui hanno partecipato, oltre ai rappresentanti del ministero, i rappresentanti delle regioni Sardegna, Toscana, e Lazio, l'Agea e il Consorzio del pecorino romano, non ha proposto interventi concreti e significativi per risolvere lo stato di crisi, ad eccezione del ritiro dal mercato di una quota di pecorino giacente nei magazzini per destinarlo agli indigenti a partire dai primi mesi del 2011; la Commissione occupazione e affari sociali del Parlamento europeo ha approvato il 18 dicembre 2013 un accordo informale con il Consiglio, che prevede il mantenimento del fondo europeo per l'aiuto agli indigenti a 3,5 miliardi di euro per il periodo 2014-2020, ovvero la stessa cifra del periodo 2007-2013; rispetto all'attuale programmazione, il suddetto fondo non sarà gestito in seno alla Pac ma farà capo alle politiche sociali e quindi oltre agli aiuti alimentari finanzierà l'assistenza materiale di base e misure di inclusione sociale per i cittadini più indigenti dell'unione europea; in passato, l'Agenzia per le agevolazioni in agricoltura (Agea) ha disposto il ritiro dal mercato di quote di formaggio pecorino a denominazione di origine da destinare, insieme ad altri prodotti lattiero-caseari, agli aiuti per i soggetti indigenti, un'operazione analoga è stata effettuata anche nel corso del 2010 con un ritiro di circa 13.000 quintali (valore 9.3 milioni di euro) per la dop pecorino romano e circa 2.500 quintali (valore 1,7 milioni di euro) per la dop pecorino toscano; la crisi del comparto ovicaprino è stata inoltre rimarcata da alcune associazioni di categoria, che hanno anche avanzato la richiesta, al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, di convocare in tempi brevi un tavolo di confronto con tutti i soggetti della filiera; in questo contesto va inoltre aggiunto che sta per essere oggetto di iniziativa governativa un disegno di legge contenente disposizioni in materia di semplificazione, razionalizzazione e competitività del settore agricolo, agroalimentare e della pesca (collegato alla legge di stabilità per il 2014), impegna il Governo: ad adottare, nell'ambito della fase di implementazione nazionale delle nuove regole previste dalla riforma della Pac – Politica agricola comune, tutti gli interventi e le iniziative immediate e concrete al fine di salvaguardare e valorizzare il settore ovicaprino, in particolare: a) nell'ambito del regime dei pagamenti diretti che entrerà in vigore nel 2015 a destinare al settore risorse adeguate sul capitolo del sostegno accoppiato sufficienti a minimizzare gli effetti negativi della crisi e a rilanciare lo sviluppo competitivo dell'intera filiera produttiva; b) nell'ambito della prossima programmazione di sviluppo rurale a verificare e controllare l'operato delle autonomie regionali affinché al settore ovicaprino siano garantite risorse e opportunità di sviluppo; c) nell'ambito degli strumenti di mercato (organizzazione comune di mercato) ad adoperarsi in sede di implementazione comunitaria affinché tra i formaggi beneficiari dell'aiuto allo stoccaggio privato possano rientrare i prodotti di qualità del settore ovicaprino nonché a verificare e monitorare costantemente nel tempo le condizioni e le variabili economiche del settore necessarie all'attivazione dell'aiuto; ad adoperarsi in ambito interministeriale affinché, come accaduto in passato e qualora si verificassero le condizioni, anche per la prossima programmazione dell'Unione europea (2014-2020) si possa attivare l'opzione del ritiro dal mercato dei formaggi ovicaprini da destinarsi al programma degli aiuti alimentari agli indigenti; a inserire tra le misure, preannunciate dal Governo per la competitività del settore agroalimentare, specifiche disposizioni a sostegno del settore ovinocaprino. (7-00231) « Sani , Terrosi ».

 
Cronologia
domenica 26 gennaio
  • Parlamento e istituzioni

    Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Nunzia De Girolamo rassegna le dimissioni. Il Presidente del Consiglio Letta assume ad interim l'incarico.



mercoledì 29 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Dopo l'acquisizione della totalità delle azioni del gruppo Chrysler, il consiglio di amministrazione della Fiat approva la riorganizzazione societaria nella Fiat Chrysler automobiles (FCA).