Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00701 presentata da ANGIONI IGNAZIO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 05/02/2014
Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-00701 presentata da IGNAZIO ANGIONI mercoledì 5 febbraio 2014, seduta n.183 ANGIONI - Al Ministro dell'interno - Premesso che: da anni, circa 300 vigili del fuoco non possono svolgere la propria attività all'interno nella regione di origine anche dopo aver prestato servizio per un lungo periodo di tempo presso comandi di altre regioni; i vigili del fuoco sardi, costretti a prestare un lungo servizio in altre regioni sono costretti a sobbarcarsi periodicamente degli onerosi costi di viaggio per poter incontrare le proprie famiglie ed i propri affetti: anche nel recente passato, i suddetti lavoratori hanno sollecitato la Regione Sardegna a chiedere al Governo nazionale il superamento delle discriminazioni nei loro confronti. Si tratta di affermare il rispetto della normativa vigente che prevede, per tutti i vigili del fuoco del territorio italiano, e quindi anche per quelli sardi, il diritto a svolgere l'attività nell'ambito della propria regione di appartenenza; si ravvisa, in tal senso, che alla luce della convenzione del 12 luglio 2012, siglata dal Ministero dell'interno a cui fa capo il Dipartimento dei vigili del fuoco e la Regione autonoma della Sardegna in materia di interventi di protezione civile, vige il rispetto della normativa vigente in materia di mobilità per tutti i vigili del fuoco del territorio italiano; considerato che: appaiono del tutto sproporzionate le assegnazioni che la mobilità nazionale italiana del settore destina alla Sardegna se si pensa alle migliaia di vigili del fuoco formati ogni anno. Queste corrispondono a poche unità per un territorio isolano assai esteso, ricco di boschi ed oasi verdi, gravato dall'emergenza incendi; nei comandi provinciali della Sardegna la carenza di organico sarebbe di gran lunga superiore a quella registrata nelle altre regioni; si registra la continua necessità di richiamare nel territorio isolano vigili del fuoco precari e il ricorso alla massima razionalizzazione delle ferie e dei turni di lavoro dei vigili effettivi per garantire la copertura del personale nei comandi isolani: ad esempio nel solo 2012 il comando di Sassari ha effettuato oltre 845 richiami di personale precario (vigili discontinui); alla carenza del personale fa seguito la mancanza di sicurezza in Sardegna, aggravata da altre problematiche, per esempio legate all'insularità, alla scarsa capillarità dei presidi rispetto al resto del Paese, all'esistenza di stabilimenti petrolchimici non affiancati da presidi di vigili del fuoco (ad esempio Porto Torres e Sarroch), ed al mancato riconoscimento dello status di "zona disagiata" ai tanti centri urbani e aree sarde spesso presidiate da volontari e dove la media dei tempi d'intervento supera di gran lunga quella italiana, si chiede di sapere se sia intenzione del Governo intervenire per il superamento della grave carenza di organico di vigili del fuoco nei comandi provinciali sardi, consentendo il rientro dei vigili sardi dalle altre regioni d'Italia al fine di razionalizzare la loro distribuzione nei territori potenziando i presidi esistenti. (3-00701)