Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03710 presentata da TERZONI PATRIZIA (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 25/02/2014
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-03710 presentato da TERZONI Patrizia testo di Martedì 25 febbraio 2014, seduta n. 179 TERZONI , ZOLEZZI , SEGONI , MANNINO , DE ROSA , DAGA , BUSTO , CECCONI , LOREFICE e AGOSTINELLI . — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che: nel comune di Fabriano, in provincia di Ancona, è stato rilevato sin dal 1988 un forte inquinamento di una falda acquifera da tetracloroetilene; già negli anni 1984/1985 il titolare di una piccola impresa e residente in zona segnalò una moria di trote allevate in una vasca alimentata da una vena sorgiva; solamente nell'anno 1988 sulla base di un campione maleodorante, prelevato da un privato dal proprio pozzo e fatto analizzare dalla ASL di Fabriano, ha permesso di accertare lo specifico e più diffuso inquinamento da tetracloroetilene ed acquaragia che interessava la vasta area di Santa Maria; a partire dalla metà dalla seconda metà degli anni 90 e per l'esattezza dal 1996-1997 si sono registrati ulteriori gravi episodi di contaminazione da percloroetilene o tetracloroetilene che dir si voglia. Fatto questo testimoniato dalla presenza di tale contaminante nell'acqua del pozzo comunale sito nei pressi del nuovo campo sportivo comunale e dell'ex Palaindesit ora Pala Guerrieri; oltre a questi fenomeni, altri episodi di contaminazione hanno nuovamente interessato la sorgente denominata Fonte Rita, ed alcuni pozzi tra cui giova ricordare quello sito presso la parrocchia della Sacra Famiglia e altri pozzi posti nell'area compresa tra il vocabolo Cortine e la «Fornace» nei pressi della chiesa del Lazzaretto o del vecchio cimitero comunale; tali manifestazioni, con il passare del tempo, sono emerse in tutta la loro gravità ed estensione sino a giungere, oggi, al coinvolgimento dell'intero quartiere «Campo sportivo», quest'ultimo, si ricorda, intensamente urbanizzato e, successivamente l'area del quartiere Cortina Santa Maria; malgrado il silenzio intorno a questa vicenda, la situazione complessiva del fenomeno emerge oggi, in tutta la sua complessità e gravità, dalla semplice consultazione del piano bonifiche regionale. Da tale strumento emergono un insieme di aree il cui suolo e le relative falde risultano contaminate non solo da solventi clorurati ma anche da metalli pesanti ed altre sostanze; qui viene indicata una generica «area di inquinamento da tetracloroetilene» che coincide con il quartiere campo sportivo – zona parco «Merloni» a valle del centro abitato di Fabriano che si contraddistingue per una «contaminazione diffusa delle acque di falda da solventi clorurati»; a distanza di oltre 25 anni dalle prime segnalazioni, però, il risultato delle timide attività messe in atto dalle amministrazioni locali non ha portato alcuna soluzione od intervento nonostante, per le fasi di caratterizzazioni siano stati già spesi ingenti fondi pubblici; i dati pubblicati dall'ARPAM e dal comune di Fabriano registrano nei campioni raccolti in alcuni pozzi valori di PCE altissimi, da circa 200 μg/l a 2400 μg/l, dove il limite di legge prescrive 1,1 μg/l nelle acque sotterranee; nel caso di un pozzo abbiamo due valori molto superiori ai precedenti, riscontrati nei campionamenti in data 03 dicembre 1998 e 17 febbraio 1999 che testimoniavano rispettivamente i valori di 24400 μg/l e 277100 μg/l, probabilmente derivanti dall'iniziale sversamento in falda; osservando i risultati dei campionamenti effettuati dall'ARPAM e pubblicati dalla regione Marche e dal comune di Fabriano, si è rilevata una presenza, in minor concentrazione rispetto al PCE, di altri prodotti come il tricloroetilene, 1,2 dicloroetilene e 1,1 dicloroetilene–: se il Governo intenda disporre un'indagine, anche per il tramite dell'istituto superiore di sanità, per valutare i rischi per la salute e le condizioni igienico sanitarie visto che nell'area attraversata dalla falda acquifera contaminata, oltre a numerose abitazioni, insistono scuole, altri edifici ad alta frequentazione, e orti urbani che, prima di un'ordinanza sindacale che lo ha vietato, venivano abitualmente innaffiati con acqua dei pozzi; se il Ministro, alla luce di eventuali verifiche tecniche effettuate sullo stato di inquinamento delle acque e del suolo e sullo stato di conservazione di ambienti naturali, non ritenga opportuno, nel rispetto delle competenze delle regioni e degli enti locali, disporre verifiche e controlli da parte del personale appartenente al Comando carabinieri tutela dell'ambiente (CCTA), in considerazione dell'oggettivo pericolo per la popolazione residente. (4-03710)