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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XVII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00759 presentata da MONTEVECCHI MICHELA (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 26/02/2014

Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-00759 presentata da MICHELA MONTEVECCHI mercoledì 26 febbraio 2014, seduta n.198 MONTEVECCHI, MOLINARI, MORRA, BOCCHINO, SERRA, BIGNAMI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che: molte scuole italiane hanno deciso di rinunciare all'istituzione di lezioni e attività di studio assistito per gli studenti con il debito formativo: ne è un esempio il liceo "Fermi" di Cosenza, la cui preside Michela Bilotta, dietro delibera del consiglio d'istituto, ha deciso di creare corsi privati per gli studenti, integrativi di quelli pubblici; il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ha erogato, per l'anno 2013, 24.265.000 euro, tuttavia alcune scuole, come il liceo Fermi di Cosenza, si stanno organizzando per istituire corsi a pagamento per le attività di recupero in favore degli studenti con debito formativo; la decisione del liceo Fermi ha suscitato non poche perplessità in quanto, come noto e condiviso dagli interroganti, introdurre le cosiddette ripetizioni a pagamento a scuola è ingiustificabile e grave, non solo dal punto di vista deontologico, ma anche dal punto di vista dell'uguaglianza formale e sostanziale sancita dall'art. 3 della Costituzione, nonché in violazione del diritto all'istruzione quale unico mezzo per consentire l'ascensore sociale; la scuola infatti deve essere accessibile a tutti e deve costituire un impegno per le istituzioni quale quello di abbattere le barriere socio-economiche che impediscono il libero accesso all'istruzione ed ai saperi in generale; considerato che: il diritto allo studio è uno dei diritti fondamentali e inalienabili della persona, sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti umani dell'ONU, art. 26: "1) Ogni persona ha diritto alla educazione. Essa dev'essere gratuita, almeno per quanto riguarda l'insegnamento elementare e fondamentale. L'insegnamento elementare è obbligatorio. L'insegnamento tecnico e professionale deve essere diffuso. L'accesso agli studi superiori deve essere aperto a tutti, in piena uguaglianza, in base ai meriti; 2) L'educazione deve mirare al pieno sviluppo della personalità umana e al rafforzamento del rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. Essa deve favorire la comprensione, la tolleranza e l'amicizia tra tutte le Nazioni e tutti i gruppi razziali o religiosi, come pure lo sviluppo delle attività delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace; 3) I genitori hanno in primo luogo il diritto di scegliere il genere di educazione da impartire ai loro figli"; inoltre l'art. 33, secondo comma, della Costituzione italiana afferma che: "La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi"; infine la Corte costituzionale precisa che il diritto di accedere e di usufruire delle prestazioni, che l'organizzazione scolastica è chiamata a fornire, parte dagli asili nido e si estende sino alle università (sentenza n. 370 del 2003); considerato inoltre che: tale fattore discriminatorio costituirebbe, in una regione come la Calabria con un tasso di dispersione scolastica tra i più alti d'Italia, un'inammissibile concessione ed un precedente pericoloso al rilancio del privato sul pubblico, quest'ultimo ancora più penalizzato dalla forte crisi economica attuale; la Costituzione prevede esplicitamente dispositivi organizzativi pubblici per la completezza del processo formativo dei ragazzi, ma la pericolosa iniziativa di cui si parla prevede anche che i corsi scolastici privati intramoenia siano condotti da docenti scelti dalle famiglie degli studenti; a parere degli interroganti ictu oculi sembrerebbe la conquista di una libertà, invece è un dispositivo di distruzione, tipico delle politiche neoliberiste, in questo modo infatti viene minato un istituto fondante della nostra Repubblica; infatti la scuola cessa di essere un luogo di formazione accessibile a tutti secondo un progetto pubblico generale e rischia di dissolversi in una miriade di rapporti contrattuali privati; considerato infine che: con il verbale n. 4 del 3 ottobre 2013 si apprende della riunione, presso il liceo Fermi di Cosenza, il consiglio di istituto, convocato con nota protocollata al n. 7289 A19 del 25 settembre 2013 con comunicazione via e-mail e affissione all'albo della scuola, per discutere i punti all'ordine del giorno tra i quali, al punto 3, corsi di recupero 2013/2014; il direttore scolastico, prendendo atto dei fondi sempre inferiori che confluiscono nella scuola, ha suggerito al consiglio di istituire dei corsi di recupero con il contributo economico delle famiglie; a parere degli interroganti si tratterebbe di una vera e propria attività intramoenia, come ormai avviene in tutte le strutture pubbliche; nello stesso verbale viene riportata la contrarietà a questa proposta di alcuni genitori e docenti evidenziando come si rischi di portare indietro la scuola al periodo precedente alla "riforma D'Onofrio", con il pericolo di pagare docenti dello stesso istituto per preparare gli alunni al recupero e, nel frattempo, ai docenti di effettuare degli straordinari; la notizia dell'approvazione della proposta ha scatenato una serie di reazioni come riportato dall'articolo de il locale "Quotidiano" del 7 ottobre 2013 dove un genitore con una lettera al direttore del giornale spiega che con "un'offerta formativa italiana già abbondantemente insufficiente e inadeguata rispetto al resto dei Paesi europei, si corre così il rischio di essere estromessi dal mercato del lavoro (...) Non è con la pratica privatistica che lo stato nella persona del dirigente scolastico, può pensare di promuovere il diritto allo studio"; sul "Quotidiano" locale del 1° novembre si legge che anche la Federazione lavoratori della conoscenza della Cgil ha discusso della proposta avanzata dal dirigente scolastico del liceo Fermi, ribadendo che: "il diritto al sostegno ed al recupero scolastico laddove si presentino carenze e lacune senza che le famiglie paghino alcunché, con sovvenzionamenti volanti o meno. La dirigente dovrebbe attenersi scrupolosamente alle norme che sconfessano chiaramente quanto lei sostiene: nessuna norma consente nelle scuole pubbliche italiane l'intramoenia"; nella coscienza collettiva, l'istruzione viene concepita come un processo sociale di emancipazione culturale, ma, con l'introduzione delle ripetizioni a pagamento, rischia di divenire un'acquisizione individuale di un sapere utile da impiegare nel mercato del lavoro, privilegio di pochi, aumentando la deriva socio-culturale del divario tra ricchi e poveri, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dell'introduzione dell'attività intramoenia nella scuola e quali siano le sue valutazioni in merito; se ed in considerazione del divario socio-culturale che ne conseguirebbe, qualora fosse integrato nel substrato dell'offerta educativa tale prodotto formativo, quali correttivi intenda intraprendere per ripristinare l'equilibrio dell'offerta formativa scolastica, che le istituzioni in quanto garanti della Costituzione hanno l'obbligo di custodire. (3-00759)





 
Cronologia
martedì 25 febbraio
  • Parlamento e istituzioni

    Alla Camera si svolge la discussione sulle comunicazioni del Governo. La mozione di fiducia (1-00349), presentata dai deputati Speranza (PD), Costa (NCD), Andrea Romano (SCpI), Dellai (PI) e Pisicchio (Misto), è approvata con 378 voti favorevoli, 220 contrari e 1 astenuto.



giovedì 27 febbraio
  • Parlamento e istituzioni

    La Camera approva in via definitiva la proposta di legge recante delega al Governo recante disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita (C. 282-950-1122-1339-B), che era stata licenziata dal Senato con modificazioni il 4 febbraio (legge 11 marzo 2014, n. 23).