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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XVII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA URGENTE 2/00473 presentata da TERZONI PATRIZIA (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 25/03/2014

Atto Camera Interpellanza urgente 2-00473 presentato da TERZONI Patrizia testo presentato Martedì 25 marzo 2014 modificato Venerdì 28 marzo 2014, seduta n. 200 I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare , per sapere – premesso che: nella giornata di lunedì 24 marzo 2014 gli organi di stampa hanno diramato la notizia dell'esecuzione, da parte della Guardia di finanza, di quattro arresti nell'ambito dell'inchiesta della direzione distrettuale antimafia di Napoli sulle procedure di affidamento, progettazione e realizzazione del sistema di tracciabilità dei rifiuti «Sistri»; secondo la ricostruzione della Guardia di finanza: «le indagini consentivano di accertare che, attraverso un articolato sistema di false fatturazioni e sovrafatturazioni nei rapporti tra la Selex Service Management S.p.a. e le molteplici società affidatarie compiacenti, erano stati creati cospicui «fondi neri», destinati, secondo la ricostruzione accusatoria avvalorata dal Gip, al pagamento di tangenti, anche mediante la costituzione di società estere in paradisi fiscali del Delaware (Usa) e l'apertura di conti correnti cifrati in Svizzera»; in tale ambito, secondo gli investigatori, l'imprenditore Angeloni «appariva aver costituito una sorta di braccio operativo dei vertici di Finmeccanica, occupandosi della richiesta e dell'esazione delle somme di denaro illecitamente accumulate, per recapitarle ai vertici del gruppo industriale»; a quanto risulta, le investigazioni riguardano anche un episodio di corruzione per 4 milioni di euro, parte dei quali consegnati per contanti direttamente negli uffici di Finmeccanica, celati all'interno di due borsoni della società sportiva Valle del Giovenco; il giudice per le indagini preliminari ha disposto anche il sequestro preventivo di 28 conti correnti e due cassette di sicurezza, riconducibili alle persone fisiche a vario titolo coinvolte nell'indagine e sono in corso diverse perquisizioni; secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore , «Una delle perquisizioni eseguite dagli uomini del Nucleo polizia tributaria della Guardia di finanza di Napoli riguarda l'abitazione romana di Pier Francesco Guarguaglini, ex presidente di Finmeccanica»; al momento i protagonisti di questa vicenda sono: Lorenzo Borgognoni: ex direttore delle relazioni esterne di Finmeccanica, già protagonista dell'indagine Finmeccanica e della commessa degli elicotteri Agusta; Stefano Carlini: ex direttore operativo della Selex service management; Vincenzo Angeloni: dentista, ex parlamentare di Forza Italia e Alleanza Nazionale, fondatore ed ex presidente delle società di calcio Avezzano Calcio e Valle del Giovenco (dentro i cui borsoni avrebbero viaggiato milioni di euro destinati alla corruzione) e già indagato nel 2010 per i presunti casi di corruzione nella ricostruzione post-terremoto a L'Aquila; Luigi Malavisi: uno dei manager che nel tempo si sono succeduti alla direzione strategica dell'azienda Urmet, società che controlla la RCS (Research Control System); la RCS è la società che nei primi anni del 2000 costruì un sistema di monopolio che causò un aggravio di costi nel sistema delle intercettazioni e nel 2005 due suoi manager – Fabrizio Favata e Roberto Raffaelli – recapitarono i nastri di un'intercettazione di una conversazione telefonica svoltasi tra Consorte (amministratore delegato di Unipol) e Fassino (Segretario dei DS), ancora non nota ai magistrati, a Silvio Berlusconi – all'epoca dei fatti leader dell'opposizione – nella sua villa di Arcore; da quell'episodio nacque un'inchiesta penale che ha portato al rinvio a giudizio dei protagonisti; l'inchiesta è lo sviluppo delle indagini avviate a inizio 2013 quando furono coinvolti anche altri personaggi; tra questi Francesco Paolo Di Martino – presidente delle Eldem security subappaltatrice di Selex per la produzione delle pennette usb che, associate alle black box , dovevano assicurare la tracciabilità dei rifiuti – succeduto a Vincenzo Angeloni e a Sabatino Stornelli alla presidenza della società calcistica Pescina Valle del Giovenco, che potrebbe aver usufruito di sponsorizzazioni da parte di società collegate a Selex e al sistema Sistri; Francesco Paolo Di Martino venne anche coinvolto nelle indagini del 2009 quando venne intercettata una sua mail indirizzata all'ex amministratore delegato di Selex Maurizio Stornelli; secondo il giudice per le indagini preliminari di Napoli quella mail svelerebbe un chiaro accordo tra Di Martino e Stornelli, i presunti grandi artefici del vortice di false fatturazioni che ha affossato il progetto Sistri, «finalizzato a giustificare attraverso dei contratti di consulenza dei trasferimenti di denaro a favore del professor Malinconico»; già un anno fa sul sito « lanotiziagiornale.it » si poteva leggere che Malinconico ricevette dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare un doppio mandato, prima in qualità di consulente per la valutazione del contratto di assegnazione dell'incarico a Selex, poi come presidente della commissione di vigilanza sulla realizzazione del progetto; il giudice per le indagini preliminari, in un altro passaggio dell'ordinanza, afferma che «Nella decisione di addivenire alla stipula con Selex del contratto per il Sistri contribuisce in maniera rilevante il professor Malinconico, nominato consulente del Ministero e incaricato di presiedere la commissione di vigilanza sulla corretta e tempestiva attuazione del progetto»; emblematica dell'atteggiamento «benevolo» di Malinconico nei confronti di Selex, secondo il giudice per le indagini preliminari, sarebbe la relazione della commissione di vigilanza guidata dall'ex Sottosegretario di Stato all'indomani del « click day » dell'11 maggio 2011, il giorno della messa in esecuzione del progetto Sistri rivelatosi un vero e proprio flop ; «Entro il termine previsto dall'accordo contrattuale tra il Ministero e Selex», scrive ancora il giudice per le indagini preliminari, «non solo il progetto non era partito, ma non era nemmeno in grado di essere programmato. Ciononostante, non vengono adottati provvedimenti risolutori o sanzionatori nei confronti del concessionario»; dalle analisi della polizia giudiziaria, le ragioni del ritardo rispetto alla tabella di marcia appaiono chiare: la produzione delle «scatole nere» destinate agli automezzi impegnati nello smaltimento dei rifiuti sarebbe stata subappaltata in gran parte a un soggetto esterno (la società Viasat), senza dare comunicazioni al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare né avere l'autorizzazione dalla stazione appaltante; mentre i ritardi nella distribuzione sono attribuibili, in base a quanto emerso dagli atti, al cattivo funzionamento degli strumenti, alla necessità di intervenire per provvedere alla riparazione ed alla relativa sostituzione: tutte circostanze, scrive il giudice per le indagini preliminari, «nascoste dalla Selex al Ministero»; tutto ciò è avvenuto in contrasto con quanto previsto dall'articolo 18 del contratto stipulato tra Selex e Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare dove si legge che: «Selex non potrà subappaltare neanche in parte le prestazioni e i servizi oggetto del presente Contratto se non previa autorizzazione del Ministero, al quale dovranno essere sottoposti preventivamente i nominativi delle ditte subappaltatrici, nonché il dettaglio delle prestazioni da affidare in subappalto. L'affidamento in subappalto sarà condizionato all'iscrizione del subappaltatore alla Camera di Commercio Industria, Artigianato e Agricoltura (CCIAA), competente per territorio, alla sussistenza nei suoi confronti dei requisiti di ordine generale previsti dall'articolo 38 del Decreto legislativo 12 aprile 2006, n.163, nonché al possesso del Nulla Osta Sicurezza Aziendale. Qualora autorizzato, il subappalto non potrà superare il valore del 30 per cento del Corrispettivo Complessivo del Contratto, come calcolato ai sensi dell'articolo 7. Nel caso di subappalto autorizzato resta comunque ferma la responsabilità di Selex, la quale, pertanto, risponderà pienamente e direttamente nei confronti del Ministero della regolare esecuzione e dell'adempimento di tutti gli obblighi derivanti dal presente Contratto. In particolare Selex dovrà provvedere a depositare presso il Ministero copia autentica del contratto con la ditta subappaltatrice, almeno 20 (venti) giorni prima dell'inizio delle relative attività. L'inosservanza delle disposizioni contenute nel presente articolo autorizza il Ministero a risolvere il presente Contratto in danno di Selex ai sensi dell'articolo 1456 del Codice Civile. Si applica, in ogni caso, l'articolo 118 del decreto legislativo n.163 del 2006»; a fronte di questa situazione disastrosa, la commissione presieduta da Malinconico incaricata di verificare la corretta e tempestiva attuazione del progetto, riscontrando la piena conformità alle richieste del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, concludeva così l'analisi sull’ iter del progetto Sistri: «la verifica effettuata ha dato esito positivo sotto il profilo infrastrutturale, strumentale e funzionale»; nonostante queste notizie il 13 settembre 2013 il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, rispondendo all'interrogazione n.5-00913 con la quale si chiedeva di relazionare sullo stato di avanzamento del sistema Sistri ed eventualmente sulla possibilità di superarlo, dichiarò che: «Allo stato inoltre, le note vicende che hanno portato, a suo tempo, all'affidamento del contratto alla società SELEX con trattativa privata coperta inizialmente da segretazione, e attenzionate anche dalla magistratura penale, non sono sfociate nessun accertamento definitivo di illegittimità dell'affidamento medesimo. Invero, è in atti, oltre al contestato parere a firma dell'avvocato Malinconico (oggetto di indagini penali), anche un parere ufficiale dell'Avvocatura Generale dello Stato, che giudica legittimo sia il vincolo di segretazione, sia l'affidamento a trattativa privata [...]. Sicché ad oggi: a) non vi è alcun contenzioso giurisdizionale amministrativo pendente, che possa sfociare in una declaratoria di illegittimità dell'affidamento in favore di SELEX; b) non vi sono a fronte di un parere favorevole dell'Avvocatura generale dello Stato, elementi per giudicare invalido l'affidamento e intervenire su di esso in via di autotutela (...); c) non sono noti gli esiti delle indagini penali in corso, sicché neppure si può ipotizzare, allo stato, che l'affidamento del contratto sia stato frutto di un illecito penale. In tale contesto, il contratto non può che essere considerato valido e legittimo, e si impone il rispetto degli obblighi contrattuali da parte del Ministero»; dopo aver sottolineato l'impossibilità di azzerare il sistema Sistri per non incorrere in responsabilità contrattuali, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare aggiunge che «In una realtà quale quella italiana connotata da continue e plurime emergenze rifiuti e da continue e comprovate infiltrazioni della criminalità organizzata nel ciclo dei rifiuti, è irrinunciabile che lo Stato si doti di un efficiente ed efficace sistema di tracciamento dei rifiuti, che non può non passare per un sistema informatico meno eludibile di quello cartaceo»; il sito del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare dice del Sistri che: «Il SISTRI (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti) nasce nel 2009 su iniziativa del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del mare nel più ampio quadro di innovazione e modernizzazione della Pubblica amministrazione per permettere l'informatizzazione dell'intera filiera dei rifiuti speciali a livello nazionale e dei rifiuti urbani per la Regione Campania. Il Sistema semplifica le procedure e gli adempimenti riducendo i costi sostenuti dalle imprese e gestisce in modo innovativo ed efficiente un processo complesso e variegato con garanzie di maggiore trasparenza, conoscenza e prevenzione dell'illegalità nel settore dei rifiuti speciali costituisce una priorità del Governo per contrastare il proliferare di azioni e comportamenti non conformi alle regole esistenti e, in particolare, per mettere ordine a un sistema di rilevazione dei dati che sappia facilitare, tra l'altro, i compiti affidati alle autorità di controllo [...]. I vantaggi per lo Stato, derivanti dall'applicazione del SISTRI, saranno quindi molteplici in termini di legalità, prevenzione, trasparenza, efficienza, semplificazione normativa, modernizzazione. Benefici ricadranno anche sul sistema delle imprese. Una più corretta gestione dei rifiuti avrà, infatti, vantaggi sia in termini di riduzione del danno ambientale, sia di eliminazione di forme di concorrenza sleale tra imprese, con un impatto positivo per tutte quelle che, pur sopportando costi maggiori, operano nel rispetto delle regole»; a fronte di questi buoni propositi, ad oggi ci si trova nella condizione di avere un sistema che non risulta essere caratterizzato da legalità, trasparenza, efficienza, semplificazione e modernizzazione del sistema di tracciamento dei rifiuti; un sistema che, oltretutto, si proponeva di creare benefici alle imprese e riduzione dei costi e che invece fin'ora ha comportato per le stesse solo spese e complicazioni a fronte di un servizio mai reso; Confartigianato a maggio 2012 quantificava le spese sostenute da 325.470 imprenditori in 70 milioni di euro per iscriversi al Sistri, acquistare oltre 500 mila chiavette usb e quasi 90 mila black box . A proposito di queste spese, in un'inchiesta della trasmissione Report andata in onda nel 2012 si puntava l'attenzione sugli elevati costi dei singoli elementi: 500 euro più iva per le black box , mentre sul mercato se ne trovano di simili a 70 euro e 75 euro più iva per le pendette usb, mentre il prezzo di mercato si aggira intorno ai 4 euro; il progetto del sistema integrato di gestione dei rifiuti viene avviato nel 2007 dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare pro tempore Pecoraro Scanio, durante il Governo Prodi; il 5 settembre del 2008 il Presidente del Consiglio dei ministri Berlusconi firma il decreto-legge che pone il segreto di Stato sul progetto, giustificato dal fatto che si stava impiegando una «avanzatissima tecnologia militare», la quale deve essere il più possibile inaccessibile agli operatori illegali dello smaltimento dei rifiuti; il 14 dicembre 2009 il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare firma con la società Selex service management (gruppo Finmeccanica) l'accordo per la progettazione e la gestione del Sistri; il decreto ministeriale 17 dicembre 2009 sancisce quindi la nascita del Sistri, stabilendo i soggetti obbligati ad aderirvi, le linee guida, il regime transitorio per il paesaggio al nuovo sistema, le apparecchiature elettroniche di cui le aziende dovranno dotarsi e i costi a carico delle stesse; a maggio 2011, il cosiddetto click day , cioè il collaudo generale del sistema voluto dalle associazioni imprenditoriali in vista dell'imminente partenza del sistema del 1 o giugno (in seguito ulteriormente prorogata), porta risultati al di sotto delle attese: un terzo delle imprese coinvolte registrò problemi nella gestione del sistema, a causa di malfunzionamenti delle apparecchiature elettroniche e di carenze del sistema informativo centrale che non fu in grado di garantire l'accesso a tutti gli operatori; la storia del sistema Sistri, che sarebbe dovuto partire a luglio del 2010, è costellata da continui rinvii, di cui si riporta la successione cronologica: 1 o ottobre 2010; 1 o gennaio 2011; 31 maggio 2011; 1 o giugno 2011; 1 o settembre 2011; aprile 2012 (cosiddetto decreto «Milleproroghe» del 23 dicembre 2011); 30 giugno 2013; 1 o ottobre 2013; 1 o gennaio 2015 (decreto «Milleproroghe» 30 dicembre 2013, n.150, come modificato dalla legge 27 febbraio 2014, n.15); dal contratto sopra ricordato tra il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e Selex all'articolo 12 «Durata del contratto e trasferimento della proprietà dell'infrastruttura», risulta che il termine della validità del contratto medesimo è fissata al 30 novembre 2014 con possibilità di rinnovo per una durata quinquennale da determinarsi con 24 mesi di anticipo prima della scadenza–: se il Ministro interpellato intenda confermare le notizie riportate sugli organi di stampa secondo le quali i subappalti realizzati da Selex non sarebbero stati comunicati e autorizzati dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, come previsto nell'articolo 18 del contratto e, in caso quali provvedimenti, anche di carattere risarcitorio, si intendano adottare nei confronti dell'impresa contraente; se nel procedimento giudiziario, lo Stato, segnatamente il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, non intenda costituirsi parte civile ai sensi dell'articolo 1 della legge 3 gennaio 1991, n.3; se il Ministro interpellato non ritenga opportuno valutare la possibilità di recedere dal contratto con la Selex e procedere con un nuovo procedimento amministrativo per riaffidare il servizio con meccanismi che garantiscano trasparenza e legalità, prevedendo nel contenuto del nuovo assetto contrattuale anche l'applicazione di nuove e più efficienti tecnologie; se il contratto di affidamento del servizio a Selex sia stato rinnovato nei tempi e nei modi previsti e, nel caso, quali siano le eventuali modifiche inserite, in modo particolare rispetto alle procedure di recesso anticipato; se possano essere prese in considerazione forme di rimborso da destinare alle imprese che fino ad oggi si stima abbiano versato oltre 70 milioni di euro a fronte di un servizio del quale non hanno mai potuto usufruire, tenuto conto che il Governo pro tempore , nell'accogliere l'ordine del giorno a prima firma Busto, accolto come raccomandazione il 24 ottobre 2013, si era impegnato ad adottare un piano di intervento che prevedesse che ogni onere versato a titolo di contributi di iscrizione al Sistri per le annualità 2010, 2011 e 2012 dai soggetti di cui all'articolo 3 del decreto ministeriale 17 dicembre 2009 fosse restituito o compensato secondo le modalità previste ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n.241; per quale motivo, a fronte delle gravissime vicende riportate in premessa, il Ministro interpellato non abbia ritenuto di dover intervenire prima, anche adottando le misure qui ipotizzate. (2-00473) « Terzoni , Busto , Daga , De Rosa , Mannino , Micillo , Segoni , Zolezzi , Nuti ».





 
Cronologia
mercoledì 19 marzo
  • Parlamento e istituzioni

    La Camera approva la proposta di legge: Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro (C. 1843), che sarà approvata dal Senato il 28 maggio 2014 (legge 30 maggio 2014, n. 82). La Commissione, composta da 30 deputati e 30 senatori, è istituita per ventiquattro mesi dalla sua costituzione (successivamente prorogata al termine della XVII legislatura).



mercoledì 26 marzo
  • Parlamento e istituzioni

    Il Senato approva, con 160 voti favorevoli e 133 contrari, senza subemendamenti e articoli aggiuntivi, l'emendamento 1.900 del Governo, interamente sostitutivo del disegno di legge recante disposizioni sulle Città metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni (S. 1212), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.