Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/01049 presentata da MANCONI LUIGI (PARTITO DEMOCRATICO) in data 18/06/2014
Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-01049 presentata da LUIGI MANCONI mercoledì 18 giugno 2014, seduta n.264 MANCONI - Ai Ministri della difesa, dell'interno e degli affari esteri - Premesso che: la Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, nel corso dell'audizione del 15 gennaio 2014, ha ascoltato la testimonianza di Messaud Romdhani, direttore del Forum tunisien pour les droits économiques et sociaux, su alcuni naufragi verificatisi dal 2012 al 2013 nel tratto di mare tra la Tunisia e l'Italia che hanno coinvolto un certo numero di persone di cui si sono perse le tracce; un primo tragico incidente, come riportato dalla stampa tunisina, è avvenuto l'11 febbraio 2011 e ha coinvolto la barca «Ras Ali 2» battente bandiera tunisina. In seguito a questo incidente, 5 persone sono morte e almeno 14 persone sono state date per disperse. L'11 febbraio, il peschereccio «Ras Ali 2» è uscito intorno alle ore 10.25 dalla regione di Zarzis. Alle ore 15.07 si è scontrato con una nave della Guardia nazionale tunisina, « El Horreya 302», un'imbarcazione di 48 metri di lunghezza, la quale avrebbe emesso una chiamata di soccorso sul canale 16 chiedendo aiuto alle autorità italiane e alle imbarcazioni presenti nella zona. Secondo le testimonianze delle persone a bordo delle due barche, un numero non precisato di aeromobili e/o elicotteri italiani avrebbe sorvolato le imbarcazioni, alle ore 15.30. Dal momento della collisione, le famiglie dei passeggeri della barca non hanno più notizie; un secondo naufragio si è verificato la notte tra il 6 e il 7 settembre 2012 e ha coinvolto un'imbarcazione con un numero di persone a bordo tra 100 e 150. Un'operazione di soccorso è stata messa in atto il 6 settembre in seguito alla chiamata che sarebbe stata fatta dai migranti vicini all'isoletta di Lampione. Tra di loro 56 avrebbero raggiunto Lampedusa, ma se ne sono perse le tracce. Da notizie riportate dalla stampa tunisina, pare che alcuni cadaveri siano stati ripescati in seguito al naufragio, ma non sono stati finora identificati; un terzo naufragio si è verificato il 9 novembre 2012: un gommone di colore bianco e malva, dotato di un motore 15 CV di una boa collettiva e di 6 giubbotti di salvataggio, ha salpato alle ore 8 del mattino dall'isola di Zembra in direzione di Pantelleria con 4 passeggeri a bordo. Tra le ore 13 e le 13.30 l'imbarcazione è stata avvistata da un pescatore italiano a 30 miglia da Pantelleria. Lo stesso giorno alle ore 15, ora tunisina, le famiglie dei migranti hanno ricevuto una richiesta di soccorso a causa di un'avaria del motore. Le famiglie hanno immediatamente contattato la Guardia nazionale tunisina che ha inviato 2 imbarcazioni verso le ore 17, ora tunisina. Da allora, le famiglie non hanno più avuto alcuna notizia dei passeggeri del gommone; tra il 15 e 16 giugno 2013, un altro naufragio ha causato la morte di una decina di persone al largo dell'isola di Malta. I superstiti sarebbero stati trasportati in un primo tempo a Lampedusa dalla Guardia costiera italiana. Secondo fonti di stampa tunisine, un gruppo di 102-105 migranti quella notte ha lasciato la Libia e si è ritrovato alla deriva a 85 miglia da Malta dopo un guasto al motore. In parte i migranti sarebbero riusciti ad aggrapparsi a una rete per l'allevamento dei tonni ed alcuni di loro avrebbero tentato di arrampicarsi sul peschereccio, da cui sarebbero stati respinti violentemente. Il peschereccio avrebbe tagliato la corda che lo legava alla rete, causando l'annegamento di una decina di persone e abbandonando il resto dei naufraghi alla propria sorte, alcuni aggrappati alla gabbia dei tonni altri a bordo del gommone alla deriva; il Forum tunisien pour les droits économiques et sociaux, che offre supporto alle famiglie dei migranti tunisini dispersi, nei mesi scorsi ha scritto ripetutamente alle autorità italiane (Ministero della difesa e Capitanerie di porto della Sicilia), ma non ha mai ricevuto risposta o ha ottenuto solo risposte parziali, si chiede di sapere: quali indagini siano in corso presso i Ministeri dell'interno e della difesa per ricostruire la dinamica dei 4 tragici incidenti verificatisi nel Mediterraneo tra il 2012 e il 2013 denunciati dal Forum tunisien pour les droits économiques et sociaux; se esistano, relativamente a tali naufragi, degli elenchi relativi alle persone soccorse in mare e a quelle decedute, di cui sono stati recuperati i corpi; se le autorità italiane abbiano trasmesso nei mesi scorsi informazioni riguardo al naufragio, in particolare sulle persone decedute, alle autorità tunisine; se i Ministri in indirizzo ritengano di attivarsi al fine di costituire una commissione formata da rappresentanti delle autorità italiane e tunisine, da rappresentanti della società civile italiana e tunisina, esperti indipendenti, per far luce su quanto accaduto alle persone coinvolte nei naufragi. (3-01049)