Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/01535 presentata da MINZOLINI AUGUSTO (FORZA ITALIA - IL POPOLO DELLA LIBERTA' XVII LEGISLATURA) in data 07/01/2015
Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-01535 presentata da AUGUSTO MINZOLINI mercoledì 7 gennaio 2015, seduta n.369 MINZOLINI - Ai Ministri dello sviluppo economico, dell'interno e del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: la Prefettura di Roma ha emesso, in data 16 ottobre 2014, l'interdittiva prot. n. 234639/2014 ai sensi dell'art. 91 del decreto legislativo n. 159 del 2011 attestante la presenza di situazioni relative a tentativi di infiltrazioni mafiose previste nei confronti della "Città di Roma Metronotte società cooperativa", con sede in Roma via Quintino Sella n. 20, e dell'istituto di vigilanza "Nuova Città di Roma società cooperativa", con sede a Guidonia Montecelio (Roma) via della Tenuta del cavaliere n. 1; successivamente, la Prefettura di Roma, ancorché l'interdittiva abbia sterilizzato ogni rapporto negoziale in essere con la pubblica amministrazione, ha pure revocato, richiamando anche l'omesso versamento IVA per l'ultimo trimestre 2012, la licenza di pubblica sicurezza nei confronti di entrambe le società, così precludendo alle stesse ogni attività anche con i privati; al contempo il Ministero dello sviluppo economico ha revocato dopo 2 mesi e con effetto retroattivo al 16 ottobre 2014 le concessioni per l'uso delle bande radio riservate alle comunicazioni necessarie per lo svolgimento dei servizi da parte delle società medesime; tali provvedimenti sono stati oggetto di favorevoli misure cautelari, monocratiche e collegiali da parte del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, di fronte al quale è stato documentato come i provvedimenti impugnati abbiano tutti avuto origine da informative della Divisione polizia amministrativa e sociale della Questura di Roma sottoscritte da un dirigente che operava in palese conflitto di interessi con le stesse cooperative per aver svolto attività di dirigente all'interno della società di vigilanza "ISSV" SpA mentre era ancora in servizio presso la Questura e poiché sua figlia proprietaria di azioni di quest'ultimo istituto di vigilanza; la Prefettura di Roma ha ritenuto di non annullare o sospendere l'informativa negativa nonostante le società abbiano autonomamente deciso di rinnovare gli organi di amministrazione nominando personalità di elevato spessore morale e professionale e pur in presenza di un'apposita disposizione di legge (art. 32 del decreto-legge n. 90 del 2014, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 114 del 2014) che privilegia la continuità dell'attività dell'azienda anche in presenza di un'informativa antimafia negativa, onde evitare che un provvedimento sommario si trasformi in vera e propria condanna senza appello, soprattutto quando nell'azienda prestino lavoro diversi soggetti (nel caso di specie sono oltre 1.000); quasi contestualmente all'avvio del procedimento esitato dell'emissione dell'interdittiva è stata anche avviata un'ispezione straordinaria nei confronti di altre 2 cooperative ("C.R.S.", con sede a Roma, via Val Brembana n. 1, e "Metroservice" con sede a Roma, via Quintino Sella n. 20) collegate a quelle oggetto della misura, poi concluse con la proposta della sospensione semestrale di ogni attività dell'ente e quindi lo scioglimento per atto dell'autorità ai sensi dell'articolo 2545- septiesdecies del codice civile; altra ispezione, invece, non si è ancora conclusa ma è credibile che il suo esito sia identico a quello cui è giunta la prima; i fatti descritti e già valutati, per quanto di competenza, seppure in sede cautelare, dal giudice amministrativo fanno ritenere che sia in atto, da parte dei Ministeri dell'interno e dello sviluppo economico, una quantomeno superficiale e comunque sviata attività che sta eliminando dal mercato delle importanti Imprese senza che ne ricorrano effettivamente i presupposti di legge; è opportuno chiedersi perché la Prefettura di Roma e la Questura di Roma, il Ministero dello sviluppo economico abbiano, a quanto risulta all'interrogante, addirittura velocizzato i procedimenti di revoca delle relative licenze adducendo il venir meno dei requisiti di stabilità economica e finanziaria per l'omesso versamento IVA, quando non risulta che uguale procedimento, ancorché portato a conoscenza della Prefettura di Roma, sia stato avviato pure nei confronti di altre imprese di settore che si trovano esposti per omissioni di versamento IVA di gran lunga più gravi rispetto a quello contestato alle imprese nei cui confronti sono state disposte le suddette revoche; a puro titolo di cronaca, l'interrogante ha avuto modo di accertare come fra i clienti di una delle cooperative ingiustamente colpite da interdittiva vi siano tutti gli uffici dell'ambasciata americana, che evidentemente ha compiuto tutti i necessari controlli sull'affidabilità dell'impresa responsabile della propria sicurezza, a giudizio dell'interrogante disponendo di mezzi e notizie eguali o superiori rispetto a quelli degli uffici riferibili alle richiamate amministrazioni pubbliche; a giudizio dell'interrogante sembra dunque essere in atto un'operazione che, dietro l'apparente copertura delle disposizioni legislative preordinate ad evitare il pericolo di infiltrazioni mafiose, voglia in realtà eliminare dal mercato degli appalti afferenti alla sicurezza privata un concorrente affidabile e qualificato, per favorire interessi privati che nulla hanno a che fare con la tutela degli interessi pubblici per i quali le citate norme sono state approvate, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano urgente e doveroso verificare, per quanto di competenza, eventuali responsabilità sul piano amministrativo e disciplinare in relazione a quanto descritto e assumere le iniziative necessarie ad evitare che il disegno progettato in danno delle cooperative citate giunga a segno anche in spregio della tutela giudiziale già concessa alle stesse cooperative. (3-01535)