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Documenti ed Atti

XVII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA URGENTE 2/00810 presentata da FAVA CLAUDIO (MISTO-PARTITO SOCIALISTA ITALIANO (PSI) - LIBERALI PER L'ITALIA (PLI)) in data 13/01/2015

Atto Camera Interpellanza urgente 2-00810 presentato da FAVA Claudio testo presentato Martedì 13 gennaio 2015 modificato Venerdì 16 gennaio 2015, seduta n. 364 I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della giustizia , per sapere – premesso che: al detenuto Aldo Ercolano, già condannato all'ergastolo per omicidio e associazione di stampo mafioso, il 14 settembre 2014 è stato nuovamente revocato il regime speciale di detenzione previsto dall'articolo 41- bis dell'ordinamento penitenziario; il regime di detenzione speciale era stato disposto per un periodo di due anni con decreto del 4 aprile 2014, assumendo la pericolosità che avrebbe certamente determinato la restituzione dell'Ercolano al circuito carcerario ordinario; sulla revoca del 41- bis all'Ercolano si è peraltro già più volte espressa, negativamente, la Direzione nazionale antimafia che ritiene tuttora Aldo Ercolano (figlio dei capomafia deceduto Giuseppe Ercolano e nipote del capomafia Benedetto Santapaola) l'uomo di maggior rilevanza criminale all'interno delle famiglie Santapaola-Ercolano; non si comprende quali elementi abbiano potuto determinare, in così pochi mesi, una revisione radicale del giudizio sulla pericolosità dell'Ercolano; appena due mesi fa, nel corso dell'operazione antimafia Reset sono state acquisite intercettazioni telefoniche, trasferite poi negli atti del procedimento, da cui risulta in modo inequivocabile che Aldo Ercolano è tuttora capo mafia di Catania e che nel corso di una riunione delle cosche catanesi che fanno riferimento alle famiglie Santapaola-Ercolano, al nome di Aldo Ercolano, indicato come l'attuale referente di Cosa Nostra, sarebbe partito tra gli affiliati un lungo applauso; il 20 novembre 2014 nel corso dell'operazione Caronte è stato arrestato con l'accusa di associazione mafiosa anche Vincenzo Ercolano, fratello di Aldo Ercolano; in quella circostanza si è provveduto anche al sequestro preventivo di un patrimonio stimato in oltre 50 milioni di euro; secondo il rapporto dei Ros l'autotrasporto continua ad essere il business criminale incontrastato degli Ercolano che, per accrescere i propri affari, «avrebbero utilizzato la forza intimidatrice» del loro cognome. Un potere criminale recentemente consolidato – secondo gli investigatori – anche attraverso alleanze eccellenti della criminalità organizzata palermitana e con imprenditori collegati alla mafia agrigentina; analogo provvedimento di sequestro aveva già subito anche il patrimonio di Angelo Ercolano, cugino di Aldo e titolare della Sud Trasporti; tutto ciò rende ancora più incontrovertibile l'attuale pericolosità mafiosa della famiglia Ercolano e il ruolo indiscutibilmente apicale che vi ricopre Aldo Ercolano–: se il Ministro interpellato non ritenga di assumere le iniziative di competenza per riattivare tempestivamente le misure di cui all'articolo 41- bis dell'ordinamento penitenziario nei confronti del suddetto detenuto. (2-00810) « Fava , Mattiello , Garavini , D'Uva , Pisicchio ».





 
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