Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/04464 presentata da MICILLO SALVATORE (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 14/01/2015
Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-04464 presentato da MICILLO Salvatore testo di Mercoledì 14 gennaio 2015, seduta n. 362 MICILLO , BUSTO , DE ROSA , DAGA , MANNINO , TERZONI , SEGONI , VIGNAROLI e ZOLEZZI . — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare . — Per sapere – premesso che: in data 26 novembre 2014 si è tenuta la conferenza di servizi, ai sensi dell'articolo 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990 n.241 e presso gli uffici della regione Campania, riguardante l'istanza di rinnovo di Aia dell'impianto di termovalorizzazione di Acerra (Napoli), presentata dalla società A2A Ambiente Spa in data 22 novembre 2012 prot. n.862722 e successive integrazioni documentali, la quale conferenza ha approvato il progetto di riesame e rinnovo dell'impianto in questione; l'impianto in oggetto brucia circa 2 milioni di chilogrammi al giorno di immondizia indifferenziata tritovagliata proveniente dai sette STIR operanti in Campania da cui scaturisce una produzione di gas combusti contenenti micro e nano particelle altamente cancerogene – pari a circa 15 milioni di metri cubi al giorno e, per i cinque anni già trascorsi, 24 miliardi di metri cubi; inoltre, su indicazione della regione Campania, dal gennaio 2014, tale impianto brucia anche i rifiuti denominati ecoballe stoccati negli anni 2000-2008 e senza che alcuna indagine sul contenuto di tali ecoballe sia mai stata effettuata; nessun ente infatti, ad oggi, è in grado di garantire la composizione delle ecoballe in quanto gli impianti di CDR (combustibile derivato da rifiuto) campani, mai realizzati a norma di legge e secondo progetto, non sono mai stati in grado di lavorare e produrre materiale a norma; come risultante dallo studio commissionato dai comitati, fatto proprio dal comune di Acerra, e depositato sin dal 10 luglio 2014 nell'ambito della conferenza dei servizi per il rinnovo dell'Autorizzazione integrata ambientale dell'inceneritore, il camino dell'impianto viola l'articolo 6, comma 5, della direttiva 2000/76/CE, l'articolo 8, comma 10, del decreto legislativo n.133 del 2005 di recepimento della direttiva, e inoltre l'intero inceneritore viola importanti norme comunitarie poste a tutela della qualità dell'aria quali la direttiva 2008/50/CE. In particolare l'articolo 8, comma 10, del decreto legislativo n.133 del 2005 stabilisce che gli effluenti gassosi degli impianti di incenerimento devono essere emessi attraverso un camino di altezza tale da favorire una buona dispersione degli emissioni gassose al fine di salvaguardare la salute umana e l'ambiente, con particolare riferimento alla normativa relativa alla qualità dell'aria. L'impianto di Acerra presenta tre camini di altezza di 110 metri ma secondo il citato studio e sulla base della citata normativa, tale altezza non garantisce una buona dispersione delle emissioni gassose, ma sicuramente causa la ricaduta di circa il 30 per cento di ciò che fuoriesce. L'evoluzione tecnica relativa alla progettazione dei camini di impianti simili per massa di gas emissivi prodotti ha portato a realizzare nel mondo un'altezza dei camini utile per la buona dispersione degli effluenti pari a 360-420 metri, l'Italia si è fermata a 256 metri. In ogni caso la composizione delle emissioni gassose è tale da determinare un grave pericolo per la salute della popolazione residente, in quanto alla tossicità chimica delle particelle contenute si sovrappone l'effetto deleterio di natura fisica, dovuto alle loro dimensioni, tali da poter interferire con i tessuti a livello cellulare e subcellulare, costituendo il disastro sanitario attuale; è necessario rispettare un principio di precauzione in forza del quale occorre urgentemente la realizzazione del camino alto almeno 400 metri che comporta un tempo di esecuzione di circa sette mesi ed una spesa di circa 50 milioni di euro. Tale altezza infatti impedirebbe la ricaduta delle micro e nano particelle, nel raggio di 20 km, contenute nei 24 miliardi di metri cubi di gas combusti per i prossimi cinque anni; la stessa situazione, in merito alla criticità dell'altezza delle ciminiere, si verifica per il vicino impianto a biomasse della società Fri-el (zona Montefibre Acerra) con 336.000 mc/h di gas combusti uscenti dalla vecchia ciminiera ex Montedison di altezza di 80 metri che brucia olio grezzo di palma per produrre energia elettrica a poche centinaia di metri dai camini dell'inceneritore; nelle tre sedute della conferenza dei servizi di autorizzazione Aia dell'inceneritore le popolazioni non sono mai state consultate come invece riportato nell'Aia esistente, né sono stati forniti tutti i documenti tanto che dal rapporto tecnico istruttorio emerge che la documentazione consegnata dall'A2A Ambiente Spa alla Regione è «pressoché riservata», non consentendo così alla popolazione di produrre osservazioni complete; in sede di conferenza di servizi tenutasi il 20 ottobre 2014 presso la regione Campania il consulente tecnico della regione professor ingegner Pepe dell'università del Sannio ha dichiarato, come riportato nel verbale, che non e compito della conferenza Aia valutare l'altezza dei camini in quanto già valutata nella Via del 1999. In tale anno fu fatto solo un parere di compatibilità ambientale e non una vera Via. Solo nel 2005 fu fatta una pseudo-Via senza uno studio approfondito sull'adeguatezza della bassa altezza dei camini. Questi fatti, precedenti confermano che l'inceneritore di Acerra non è mai stato sottoposto ad una regolare procedura per il rilascio della Via; in data 26 novembre 2014 si è tenuta la terza seduta della Conferenza dei servizi convocata dalla regione Campania che ha approvato il progetto di riesame e di rinnovo di Aia dell'impianto di termovalorizzazione ad Acerra, presentata dalla società A2A Ambiente Spa, con la precisazione che il sistema di smaltimento delle polveri è quello dello smaltimento presso terzi e che il sistema di inertizzazione in loco rappresenta una opzione alternativa. Secondo le nuove prescrizioni assunte dalla Conferenza dei Servizi non verranno bruciati nell'impianto rifiuti con codice CER 20.03.99 (rifiuti urbani non specificati altrimenti), i controlli sugli scarichi idrici saranno effettuati non solo nella fase terminale ma anche in quella intermedia e semestralmente, anziché annualmente. Tale conferenza ha inoltre ampliato il piano di monitoraggio dell'impianto estendendo i controlli anche ai parametri relativi all'ammoniaca, al pcb simil diossina, le cui verifiche sono richieste per le autorizzazioni invocate successivamente al 16 aprile 2014, ma che saranno effettuate anche per l'inceneritore di Acerra. Previsto ancora l'impiego di una telecamera ad infrarossi per il monitoraggio ed il controllo della combustione come elemento di verifica in parallelo di elementi caratteristici della combustione. Tutti i dati relativi a quanto rilevato da questa telecamera saranno inviati alle autorità competenti. In merito ai rilievi fatti dal comune di Acerra sull'altezza dei camini, l'azienda A2A si impegna a sviluppare, entro 18 mesi dal rilascio dell'autorizzazione, uno studio modellistico sull'impatto ambientale nei territori attorno all'impianto. Lo studio sarà condotto da un ente terzo individuato in accordo tra la regione Campania ed il comune di Acerra; i risultati di queste analisi saranno resi pubblici; l'amministrazione di Acerra ha ribadito il proprio parere negativo ed ha affermato che impugnerà l'atto davanti agli organi giudiziari competenti; per alcuni giorni i cittadini di Acerra e in particolare le «mamme coraggio», che hanno vissuto sulla loro pelle e quella dei loro figli i danni provocati da questa situazione, hanno posto in essere un presidio permanente presso l'inceneritore per impedire ai camion di entrare per proseguire l'avvelenamento in corso–: «alla luce delle considerazioni riportate nelle premesse e ai rischi di nuove procedure di infrazione che potrebbero essere aperte nei confronti dell'Italia se e come il Governo intenda intervenire anche a tutela delle popolazioni residenti». (5-04464)