Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/04479 presentata da VALLASCAS ANDREA (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 15/01/2015
Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-04479 presentato da VALLASCAS Andrea testo di Giovedì 15 gennaio 2015, seduta n. 363 VALLASCAS , DELLA VALLE e DA VILLA . — Al Presidente del Consiglio dei ministri . — Per sapere – premesso che: il decreto legislativo 9 novembre 2012, n.192, in attuazione della direttiva 2011/7/UE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, stabilisce, quale termine ultimo di pagamento, trenta giorni di tempo dalla data di ricevimento da parte del debitore della fattura o di una richiesta di pagamento di contenuto equivalente; la disposizione, che ha effetto dal 1 o gennaio 2013, si applica, ad accezione di alcune tipologie di transazioni e di soggetti debitori, ad ogni pagamento effettuato a titolo di corrispettivo di una transazione commerciale, compreso l'acquisto di beni, servizi e forniture da parte delle pubbliche amministrazioni; il decreto legislativo 14 marzo 2013, n.33, sul riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni, prevede, all'articolo 33, la pubblicazione, con cadenza annuale, di un indicatore dei tempi medi di pagamento, denominato «indicatore di tempestività»; sul sito internet della Presidenza del Consiglio dei ministri, nella sezione dedicata alla trasparenza, viene pubblicato, quale indicatore per l'anno 2013, relativo agli acquisti di beni, forniture e servizi effettuati dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, 71,72 giorni; «l'indicatore, secondo quanto precisa la nota a piè di pagina, è stato calcolato come media aritmetica dei tempi in giorni effettivi (i giorni effettivi equivalgono ai giorni solari, compresi, pertanto, i giorni festivi) per ciascuna fattura, intercorrenti tra la data di ricezione della fattura e la data di effettivo pagamento del titolo»; il numero dei giorni che la Presidenza del Consiglio dei Ministri impiega mediamente per pagare i suoi fornitori è più che doppio rispetto al limite di 30 giorni stabilito dalla sopraccitata normativa, risultando, quindi, da organismo che dovrebbe promuovere il rispetto della normativa sui tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni, il primo a non rispettare il limite della legge; questo aspetto contraddittorio emerge maggiormente se confrontato con gli impegni assunti dal Governo a partire dal 2013 per smaltire il debito commerciale accumulato fino a tutto il 2012 dalle pubbliche amministrazioni; impegni ribaditi anche nel corso del 2014, come evidenziato nel comunicato stampa n.251 del 7 novembre scorso, paragrafo «L'Impegno del Governo passo dopo passo: 2. Fare pagare in 30 giorni», dove si legge: «La vera sfida del Governo è la riduzione generalizzata dei tempi medi di pagamento a 30 giorni, conducendo i casi patologici a una dimensione marginale da risolvere caso per caso.»; la situazione della Presidenza del Consiglio dei ministri è emblematica di una situazione che riguarda la pubblica amministrazione in Italia, dove, nonostante i diversi provvedimenti in materia e le stesse sollecitazioni da parte dell'Unione europea, i tempi di pagamento sono eccessivamente lunghi con gravi ripercussioni sui fornitori di beni e servizi; la stessa normativa sulla trasparenza, con particolare riguardo al decreto legislativo, 14 marzo 2013, n.33, che ha introdotto l'indicatore di tempestività, viene di fatto disattesa o con la mancata pubblicazione dell'indicatore da parte di numerose amministrazioni pubbliche oppure con la pubblicazione dei dati suddivisi per tipologie di spesa ovvero come dato percentuale, e non già come media dei giorni d'attesa, che resta il dato sintetico che maggiormente e immediatamente dà la misura della performance delle pubbliche amministrazioni; da rilevare, in particolare, l’ escamotage attuato da molte amministrazioni di aggregare i dati per tipologia di acquisto, come il caso del Ministero dell'interno che, lungi dal fornire un unico dato immediatamente consultabile ed esaustivo, suddivide l'indicatore di tempestività per ciascun dipartimento e, all'interno di questi, per ciascuna tipologia di fornitura; il risultato di questa situazione è che, oltre a registrarsi diversi e gravi ritardi nei pagamenti, molto spesso non è possibile verificare neanche la performance di un'amministrazione o perché i dati non sono resi pubblici o perché risultano illeggibili e di difficile consultazione; il nostro Paese sta attraversando una fase di profonda crisi economica che ha radicalmente inciso sul tessuto produttivo con grave compromissione di diversi settori dell'economia nazionale, con una drastica riduzione dei livelli produttivi e occupazionali; alla fase congiunturale negativa, si aggiungono i gravi ritardi che le pubbliche amministrazioni stanno accumulato nei pagamenti, con ripercussioni sulla sopravvivenza stessa di numerose realtà produttive del nostro Paese–: quali iniziative intenda adottare per fare sí che le pubbliche amministrazioni, a partire dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e dai diversi Ministeri, risultino adempienti alle disposizioni previste dal decreto legislativo 9 novembre 2012, n.192, relativo alla lotta ai ritardi dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni; se non ritenga opportuno verificare il recepimento da parte delle pubbliche amministrazioni di quanto disposto dall'articolo 33 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n.33, sul riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni, con particolare riguardo alla pubblicazione, con cadenza annuale, dell'indicatore di tempestività; quali iniziative intenda adottare per fare sì che, nella pubblicazione dell'indicatore di tempestività, le diverse amministrazioni pubbliche adottino come metodo il calcolo della media aritmetica dei tempi in giorni per ciascuna fattura, garantendo così massima trasparenza dei dati e l'immediata lettura da parte dei cittadini. (5-04479)