Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03285 presentata da MONTEVECCHI MICHELA (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 20/01/2015
Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-03285 presentata da MICHELA MONTEVECCHI martedì 20 gennaio 2015, seduta n.380 MONTEVECCHI, CAPPELLETTI, PUGLIA, DONNO, AIROLA, BERTOROTTA, MORRA, LEZZI, PAGLINI, LUCIDI, TAVERNA - Ai Ministri dei beni e delle attività culturali e del turismo e delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che a quanto risulta agli interroganti: il Comune di Roma, a seguito dei numerosi incontri svolti tra i rappresentanti dell'Università "La Sapienza" e degli enti territoriali, nel corso dei quali sono stati individuati i principi generali di collaborazione per la ristrutturazione del sistema universitario metropolitano e regionale, ha ritenuto opportuno e necessario promuovere la redazione di un piano di assetto generale quale strumento di inquadramento urbanistico degli ambiti interessati dal "Progetto di riqualificazione e sviluppo delle strutture dell'Università degli Studi di Roma La Sapienza"; sulla base del protocollo di intesa sottoscritto in data 6 aprile 2000 anche dalla Regione Lazio e dalla Provincia di Roma, il Comune di Roma e l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" hanno concordato nell'assumere come riferimento per l'elaborazione del piano di assetto generale il documento "Linee di sviluppo e riassetto territoriale dell'Ateneo di Roma La Sapienza"; nell'aprile 2003, con deliberazione n. 76, il Comune di Roma approvava "l'adeguamento alle nuove esigenze di decongestionamento delle strutture universitarie e la riqualificazione dei quartieri limitrofi" in particolare prevedendo uno sviluppo territoriale nel senso della creazione di un polo centrale, facente capo principalmente agli insediamenti della Città universitaria, del Policlinico Umberto I e del Castro laurenziano; nel 2006, il consiglio di amministrazione dell'Università "La Sapienza" deliberava la costruzione di un parcheggio interrato nell'area fra via Cesare De Lollis e via dei Dalmati e del basamento di una piscina comunale; la fase esecutiva veniva affidata nel 2007 al Provveditorato interregionale alle opere pubbliche per il Lazio, l'Abruzzo e la Sardegna; il 10 ottobre 2008, con nota prot. n. 37661, il Provveditorato interregionale alle opere pubbliche per il Lazio, l'Abruzzo e la Sardegna, facendo seguito a precedente istanza inoltrata il 20 maggio 2008, chiedeva l'attivazione della procedura ex decreto del Presidente della Repubblica n. 383 del 1994 per "l'intervento complessivo di riqualificazione" dell'area fra via Cesare De Lollis e via dei Dalmati; tale intervento veniva disarticolato in due stralci: a) lavori di realizzazione di un parcheggio multipiano interrato nell'area fra via Cesare De Lollis e via dei Dalmati; b) interventi per la realizzazione di strutture sportive e la riqualificazione dell'area di superficie tra via Cesare De Lollis e via dei Dalmati; l'11 dicembre 2008, con nota n. 35567 la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma ribadiva "la già dichiarata necessità di ulteriori indagini che consentano alla Scrivente di acquisire tutte le informazioni indispensabili all'elaborazione di un parere sul progetto che, per quanto fino ad ora noto, interferisce con le stratigrafie archeologiche identificate, questo Ufficio richiede l'esecuzione di una indagine con Tomografia elettrica tridimensionale ad alta definizione, secondo una maglia di acquisizione quadrata di m. 1,5 che assicuri un elevato dettaglio fino ad almeno m 12 di profondità e l'elaborazione in 3D dei dati ottenuti dalla sezioni adiacenti, per evidenziare con apprezzabile dettaglio la presenza di anomalie riconducibili a strutture archeologiche e, in particolare, a cavità e galleria", precisando che "successivamente si procederà all'esecuzione di indagini di scavo sull'area, con particolare riferimento alle anomalie evidenziate dai risultati in Tomografia"; nel giugno 2009, l'agenzia del Demanio, filiale del Lazio, il Comune di Roma, Laziodisu (ente per il diritto allo studio nel Lazio), il Municipio II del Comune di Roma e l'Università "La Sapienza" firmavano un protocollo d'intesa che prevedeva la realizzazione di un parcheggio multipiano da 252 posti auto, che "sarà a disposizione della comunità universitaria e nella fascia oraria pomeridiana e serale potrà essere utilizzato da tutta la cittadinanza"; il 18 febbraio 2010, con nota n. 5560 la Soprintendenza speciale per i beni archeologici esprimeva parere favorevole con le seguenti prescrizioni: "Questo ufficio recepisce positivamente l'opportunità prospettata dalla riqualificazione dell'area a condizione che il progetto esecutivo si integri con la realtà archeologica valorizzandola. Si forniscono dunque le seguenti condizioni vincolanti: 1. Si eseguiranno gli scavi archeologici e tutte le indagini che questo Ufficio reputi necessarie; 2. La progettazione dovrà recepire le prescrizioni che la Soprintendenza esprimerà successivamente alla valutazione dei risultati delle indagini; 3. L'attuale progetto, a discrezione dello Scrivente Ufficio, potrà subire varianti anche sostanziali compresa la totale irrealizzabilità dei piani interferenti con preesistenze archeologiche; 4. L'intervento dovrà prevedere documentazione completa e valorizzazione della realtà archeologica"; il 4 maggio 2010, con nota prot. n. 113670, la Direzione regionale territorio, urbanistica, mobilità e rifiuti esprimeva il seguente parere: "come specificato dal comma 3 del suddetto art. 3, detti ambiti di valorizzazione della città storica sono ad intervento indiretto e si attuano mediante programma integrato, progetto urbano, piano di recupero o altro strumento urbanistico esecutivo, estesi nell'intero ambito. Pertanto, l'approvazione del progetto complessivo si pone in difformità dal PRG in quanto interessa solo una parte dell'ambito. Tuttavia, per quanto riguarda l'intervento a) - lavori di realizzazione di un parcheggio multipiano interrato - è possibile ritenere il medesimo autorizzabile in conformità in considerazione del fatto che la legge 122 del 1989 consente la realizzazione di parcheggi pertinenziali anche in deroga ai vigenti strumenti urbanistici. Detta possibilità viene consentita ai proprietari degli immobili al fine del reperimento di parcheggi necessari al soddisfacimento del fabbisogno di edifici esistenti. A tale proposito però risulta necessario che venga chiarito con esattezza l'assetto proprietario dell'area di intervento. Il progetto dovrà inoltre avere recepito le eventuali prescrizioni derivanti dal parere della competente Soprintendenza archeologica. Relativamente all'intervento b) - realizzazione di strutture sportive e riqualificazione dell'area di superficie - ricordato che la relativa approvazione si pone in difformità al PRG vigente per le ragioni sopra esposte, al fine di consentirne la valutazione urbanistica, occorre acquisire una dettagliata analisi urbanistica dell'intervento complessivo con riferimento alle previsioni urbanistico edilizie del PRG vigente ad esso applicabili e che approfondisca il tema del soddisfacimento degli standard minimi richiesti dalla normativa vigente per la realizzazione delle opere previste (...) Alla luce di quanto sopra si ritiene autorizzabile in conformità la realizzazione dell'intervento a) "Lavori di realizzazione di un parcheggio multipiano interrato nell'area fra via Cesare De Lollis e via dei Dalmati" con le precisazioni sopra indicate. Si resta in attesa delle integrazioni richieste per l'intervento b) "Interventi per la realizzazione di strutture sportive e la riqualificazione dell'area di superficie tra via Cesare De Lollis e via dei Dalmati", la cui approvazione si pone invece in difformità dal vigente PRG"; il 15 giugno 2010, con nota prot. n. 25877, il Provveditorato interregionale alle opere pubbliche dichiarava autorizzato il progetto definitivo a) Lavori di realizzazione di un parcheggio multipiano interrato nell'area fra via C. De Lollis e via dei Dalmati; nel 2011, l'Università "La Sapienza" acquistava il terreno, cedendo a Roma capitale il diritto di superficie sull'intera area per consentire l'edificazione della piscina; il bando di gara del Provveditorato del 4 gennaio 2011 stabiliva per la progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori relativi al progetto definitivo generale l'importo di 7.624.657,24 euro; le opere da realizzarsi si riferiscono a un parcheggio multipiano interrato, alla riqualificazione di superficie tra via C. De Lollis e via dei Dalmati nonché a un impianto natatorio; il 9 aprile 2013, alla luce del "Progetto Urbano San Lorenzo", veniva approvata dal consiglio del Municipio Roma III la risoluzione di moratoria con oggetto "Permessi a costruire a San Lorenzo", con cui si chiedeva il blocco dei lavori di tutti i cantieri in corso e dei permessi rilasciati dal Dipartimento IX, nonché l'interruzione dell' iter amministrativo per il rilascio di nuovi permessi; il 23 aprile 2013, l'ex presidente del Municipio, Marcucci, invia la moratoria al sindaco Alemanno e agli assessori competenti, malgrado il consiglio comunale fosse decaduto il 20 aprile 2013; nel corso del secondo semestre del 2013 le indagini archeologiche preliminari confermavano l'esistenza dei resti di una grande villa romana, con pavimentazioni marmoree e a mosaico; un tratto considerevole di una strada basolata fornita di crepidini e marciapiedi laterali (verosimilmente l'antico tracciato della via Tiburtina); un articolato sistema fognario che assicurava lo smaltimento e il deflusso delle acque piovane. L'entità dei ritrovamenti consentiva di ritenere che quanto identificato costituiva solo una parte di ciò che scavi estensivi avrebbero potuto rilevare; il 15 luglio 2014, con nota prot. n. 25372 la Soprintendenza speciale per i beni archeologici rilevava espressamente che "il lotto interessato dalla realizzazione del parcheggio e delle strutture sportive conserva strutture antiche - solo parzialmente indagate - che coprono un arco cronologico dall'alta media età repubblicana fino al medioevo". La nota evidenzia altresì che "oltre ad un percorso viario e a depositi di materiale antico, sono da segnalare i resti di una domus (si sono evidenziati l'impianto termale ed ambienti relativi alla pars rustica ), strutture idrauliche ed un vasto sistema di cavatura ipogea del tufo" e che, a motivo dell'importanza del ritrovamento, "tutela e conservazione del sito archeologico nel suo complesso dovranno essere integrali"; malgrado ciò, la stessa Soprintendenza chiedeva l'elaborazione di un progetto di variante del parcheggio interrato cosicché l'intradosso del solaio del piano garage si ponesse a un livello superiore 2,70 metri rispetto al piano di calpestio della quota archeologica, "al fine di rendere visitabile e fruibile al pubblico il complesso archeologico"; il 29 ottobre 2014, l'assessore ai Lavori pubblici, Santoriello, del Municipio II e l'architetto Geusa del Dipartimento programmazione e attuazione urbanistica del Comune di Roma annunciavano che la zona in questione sarebbe divenuta un'area archeologica permanente, ma veniva, comunque, presentato il nuovo progetto con una versione sopraterra dei parcheggi per 200 posti auto oltre la realizzazione di una piscina; il costo dell'opera era indicato in 7 milioni di euro; l'8 novembre 2014, nella riunione del comitato "Vestini-Dalmati-Marrucini", gli architetti del comune presentavano un progetto variato rispetto all'ultima assemblea, che prevedeva l'edificazione di un parcheggio fuori terra, costituito da un enorme parallelepipedo contenente parcheggi per 250 auto con annessa piscina, sopraelevato su pali alti 2,70 metri, e per consentire il passaggio degli archeologi che lavoreranno sugli scavi; il 3 dicembre 2014, il consiglio d'istituto dell'Istituto comprensivo statale "Via Tiburtina Antica, 25" Roma, considerando, tra l'altro, che "il quartiere San Lorenzo, in cui si trova il nostro Istituto, è già eccessivamente vittima di speculazioni edilizie e non, che non tengono affatto conto delle reali esigenze dei cittadini che lo abitano; che il quartiere San Lorenzo è carente di spazi destinati a verde pubblico; che la realizzazione di un parco archeologico attrezzato potrebbe costituire una risorsa per i bambini ed i ragazzi della nostra scuola che potrebbero usufruirne facilmente data la vicinanza con i due plessi scolastici Saffi Borsi" chiedeva che "le autorità competenti in materia (Ministero Beni Culturali ed Ambientali, Laziodisu, Regione, Comune e Municipio) mettano in atto tutte le iniziative di propria competenza affinché il parcheggio universitario venga realizzato altrove, in un'area di minore impatto ambientale, e che si realizzino nell'area via de Lollis-via dei Dalmati un parco Archeologico attrezzato e la piscina comunale"; il 22 dicembre 2014, il comitato "Vestini-Dalmati-Marrucini" e il coordinamento "Quadrante Dalmati" (Anpi, Associazione nazionale partigiani d'Italia, Legambiente, Libera Repubblica di San Lorenzo, altre associazioni e singoli cittadini) con lettera avente ad oggetto "Richiesta di incontro prima della riunione del 7 gennaio 2015 tra l'Università e gli Uffici competenti per vagliare il nuovo progetto "parcheggio De Lollis" chiedeva al rettore dell'Università "La Sapienza" di respingere il nuovo progetto avanzato dal Provveditorato, per tutte le motivazioni indicate nella lettera medesima, avvertendo che, in caso contrario, un componente del comitato e membro dell'associazione ecopacifista "PeaceLink" (recentemente accreditata presso la Commissione europea e il Parlamento europeo per le questioni ambientali) intendeva sollecitare un parere della Commissione al riguardo e sarebbero state comunque assunte ulteriori iniziative per ottenere il diniego invocato; considerato che, a parere degli interroganti: è indubbio il valore archeologico e storico - artistico dei ritrovamenti effettuati nel cantiere aperto per la realizzazione del parcheggio interrato, come riconosciuto espressamente dalla Soprintendenza speciale per i beni archeologici; appare evidente che gli obiettivi posti dalla medesima amministrazione di tutelare e conservare in modo integrale il sito archeologico nel suo complesso e di rendere visitabile e fruibile al pubblico il complesso archeologico non possono essere raggiunti mediante la realizzazione del proposto parcheggio sopraelevato, costituito da un grosso cubo di cemento di 3 piani e sorretto su pilastri. Tale edificio, difatti, contrasterebbe ogni possibilità di valorizzazione, non solo in quanto i pali di fondamento sarebbero posizionati all'interno del sito, ma anche perché l'incombenza dell'edificio ad appena 2,70 metri rispetto al piano di calpestio renderebbero di fatto il sito stesso inaccessibile al pubblico; l'unica modalità per tutelare e valorizzare i ritrovamenti è la costituzione di un parco archeologico attrezzato, con sentieri per le visite agli scavi con costi complessivi e tempistiche di realizzazione di gran lunga inferiori al progetto in questione; l'edificazione di un ecomostro in cemento di 3 piani fuori terra, oltre a danneggiare irrimediabilmente il sito archeologico, avrebbe comunque un impatto negativo nell'ambito dell'edilizia del quartiere e rappresenterebbe un ennesimo capitolo della speculazione edilizia che lo ha interessato (il "sacco" di San Lorenzo), unitamente alla già avvenuta distruzione delle ex "Fonderie Bastianelli", alla ricostruzione dei fabbricati nell'area di via dei Dalmati, alla proposta trasformazione dell'ex dogana in un enorme centro commerciale, alla realizzazione del complesso "Città del Sole" che ha sacrificato il sito archeologico di estrema rilevanza, rinvenuto durante i lavori (il più importante giacimento del Pleistocene del territorio romano, fossili animali databili 650.000 anni fa, strutture che testimoniano un insediamento dal V secolo a.C. all'età repubblicana e imperiale fino al Medioevo e Rinascimento); considerato inoltre che: come rilevato nella risoluzione di moratoria del 9 aprile 2013, il quartiere San Lorenzo ha subito per decenni trasformazioni urbanistiche incontrollate, prive di qualsivoglia organicità che hanno stravolto il suo equilibrio architettonico; al fine di evitare ulteriori danni, si è imposta la necessità di elaborare un piano particolareggiato e unitario degli interventi da effettuare, rappresentato dal "Progetto Urbano San Lorenzo", all'interno del quale individuare in modo partecipato e complessivo gli spazi per la collocazione dei servizi pubblici, del verde, dei luoghi per il tempo libero e la cultura, gli spazi per gli interventi di recupero edilizio e quelli per la realizzazione di nuovi fabbricati; il percorso, iniziato nel 2002, ha trovato una sintesi nel 2010, con l'elaborazione di un documento da parte dei cittadini si San Lorenzo, votato dal Consiglio municipale, nel quale sono contenute le linee di indirizzo degli assetti futuri del quartiere; il progetto in variante del parcheggio in questione risulta evidentemente del tutto in contrasto con tali linee di indirizzo; considerato infine che, a giudizio degli interroganti: la costruzione dei nuovi parcheggi aumenterebbe il congestionamento e l'inquinamento, già molto consistente sul quadrante de Lollis - Marruccini, aggravando, inoltre, una situazione già insostenibile per il quartiere, poiché la cementificazione dell'area comporterebbe la perdita di uno spazio verde in un territorio che ne è già drammaticamente privo; la costruzione del parcheggio non risponde ad alcun interesse pubblico, poiché avrebbe unicamente l'effetto di consentire a 200 dipendenti dell'Università "La Sapienza", di poter arrivare al lavoro semplicemente attraversando la strada, anziché camminare 12 minuti dal parcheggio universitario già esistente di Largo Passamonti, ad oggi ingiustificatamente non utilizzato, che potrebbe essere anche eventualmente ampliato, con un bassissimo impatto ambientale e con un considerevole contenimento dei costi rispetto al mega-progetto attuale; la costruzione del parcheggio inoltre disattende gli indirizzi comunali sulla mobilità, tesi a scoraggiare l'uso del mezzo privato per coloro che lavorano nel centro, attraverso un nuovo piano strategico finalizzato al miglioramento dell'offerta dei sistemi di trasporto collettivi, della mobilità ciclabile al servizio dei cittadini e dei pedoni; è ragionevole prevedere che il costo dell'opera, già molto elevato, potrebbe lievitare in ragione delle prevedibili iniziative giudiziarie o dalle altre possibili contestazioni dei residenti della zona, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano che l'edificazione del parcheggio, consistente in una costruzione in cemento di 3 piani fuori terra, possa irrimediabilmente danneggiare il sito archeologico rinvenuto nell'area di cui in premessa; quali siano le ragioni che hanno indotto la Soprintendenza speciale per i beni archeologici ad esprimere parere favorevole all'elaborazione di un progetto di parcheggio sopraelevato di 2,70 metri rispetto al piano di calpestio della quota archeologica, nonostante il riconoscimento della rilevanza dei rinvenimenti archeologici e la manifestata necessità di tutelare e conservare il sito archeologico nella sua interezza; quali opportune ed urgenti iniziative, nell'ambito delle proprie attribuzioni, intendano adottare al fine di impedire la realizzazione del progetto di parcheggio multipiano interrato e/o fuori terra di cui in premessa; quali iniziative, nell'ambito delle proprie competenze, intendano intraprendere per valorizzare il rinvenuto sito archeologico e se abbiano valutato la possibilità di creare un progetto di musealizzazione dei reperti o di realizzare un parco archeologico al fine di tutelare la godibilità e fruibilità pubblica di tutta l'area. (4-03285)