Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/04536 presentata da SCUVERA CHIARA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 21/01/2015
Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-04536 presentato da SCUVERA Chiara testo di Mercoledì 21 gennaio 2015, seduta n. 367 SCUVERA . — Al Ministro dell'interno, al Ministro per gli affari regionali e le autonomie . — Per sapere – premesso che: i comuni con più di 100.000 abitanti sono, allo stato attuale, in Italia, solamente 46, mentre ne esisterebbero ben circa 5.700 sotto i 5.000 abitanti; in questo quadro i comuni che lavorano in maniera associata rappresentano ancora oggi, purtroppo, una realtà incompiuta, costituendone solo il 10-11 per cento del totale; la legge 56 del 2014, cosiddetta legge Del Rio, ha largamente semplificato le normative in materia e ha agevolato, in particolare, i processi di unione e fusione dei comuni, al fine di consentire ai medesimi di esercitare, anche al di là delle loro dimensioni e dei vincoli che queste comportano, le loro funzioni in un modo più efficiente e più corrispondente alle esigenze dei cittadini, con l'obiettivo di assicurare un miglioramento della qualità, della democrazia a invarianza di spesa; l'articolo 14, del decreto-legge 31 maggio 2010, numero 78, convertito con modificazioni n.122 del 30 luglio 2010, e successive modifiche, al comma 27 individua le funzioni fondamentali dei comuni e al comma 28 stabilisce che i comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, ovvero fino a 3.000 abitanti se appartengono a comunità montane, esercitano obbligatoriamente in forma associata, mediante Unione di comuni o Convenzione, le funzioni fondamentali di cui al comma 27, fatta eccezione per la tenuta dei registri di stato civile e di popolazione e i compiti in materia di servizi anagrafici nonché in materia di servizi elettorali, nell'esercizio delle funzioni di competenza statale; la legge 56 del 2014 ha mantenuto due sole tipologie di unione di comuni, quella per l'esercizio associato facoltativo di specifiche funzioni e quello per l'esercizio obbligatorio delle funzioni fondamentali; le funzioni fondamentali, obbligatoriamente svolte in forma associata, non possono infatti essere svolte singolarmente dai comuni, mentre il termine ultimo legislativamente previsto, per consentire ai comuni interessati l'attuazione delle disposizioni sulle funzioni fondamentali, è scaduto il 31 dicembre 2014; tuttavia, la complessità di una normativa che ha richiesto più di quattro anni di gestazione nonché l'estrema eterogeneità e peculiarità degli oltre cinquemila piccoli comuni presenti sul territorio italiano, hanno messo in evidenza l'insorgere di numerose criticità nell'attuazione di questo significativo processo, soprattutto sotto il profilo del non sufficiente supporto tecnico che avrebbe dovuto necessariamente accompagnare la riorganizzazione delle istituzioni comunali–: quale sia lo stato di attuazione della normativa inerente all'esercizio associato obbligatorio delle funzioni fondamentali dei comuni, se e quali le criticità fin qui registrate e quali iniziative intendano adottare per farvi fronte. (5-04536)