Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/04540 presentata da TURCO TANCREDI (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 21/01/2015
Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-04540 presentato da TURCO Tancredi testo di Mercoledì 21 gennaio 2015, seduta n. 367 TURCO , TRIPIEDI , COMINARDI , CIPRINI , CHIMIENTI , BECHIS , AGOSTINELLI e BUSINAROLO . — Al Ministro della giustizia . — Per sapere – premesso che: l'ex parlamentare di Forza Italia Amedeo Matacena, condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa a 5 anni e che secondo la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, avrebbe rivestito un ruolo fondamentale di un complesso sistema criminale, imprenditoriale ed economico riferibile alla ’ndrangheta, è ancora oggi latitante a Dubai; Chiara Rizzo, moglie di Matacena, Martino Politi, indicato come il factotum di Matacena e Roberta Sacco, l'ex segretaria dell'ex ministro Claudio Scajola, oltre allo stesso ex-ministro risultano indagati in merito alla latitanza di Matacena; Matacena era stato condannato dalla corte d'assise di Reggio Calabria, il 13 marzo 2001, sentenza poi annullata il 12 febbraio 2003 dalla Corte d'assise d'appello, poiché la Corte Costituzionale aveva risolto un conflitto d'attribuzione tra i poteri dello Stato in favore di Matacena; Matacena era stato quindi assolto, di nuovo, in primo grado, il 16 marzo 2006, sentenza confermata in appello l'11 maggio 2010; successivamente la Corte di cassazione ha cassato la sentenza con rinvio per il rinnovo del giudizio d'appello, La Corte d'assise d'appello di Reggio Calabria in seguito, il 18 luglio 2012, ha emesso la sentenza di primo grado condannando Matacena a 5 anni di reclusione, con conferma in Cassazione nel giugno 2013, la quale però ha riconosciuto che sia stata inflitta una pena più grave in base ad una legge intervenuta successivamente, pertanto, la pena è stata ridefinita in 3 anni di reclusione; Matacena, di conseguenza e su richiesta delle autorità italiane, veniva arrestato a Dubai nell'agosto del 2013, pendente la richiesta di estradizione, ma poi scarcerato nell'ottobre dello stesso anno, poiché la giurisdizione degli Emirati Arabi Uniti (federazione composta da 7 Stati: Abu Dhabi, Ajman, Dubai, Fujaira, Ras al-Khaima, Sharja e Umm al-Qaywayn), consente la privazione della libertà, per i cittadini stranieri in attesa di estradizione, solo per un breve periodo; le autorità italiane chiedono la sua estradizione dal settembre del 2013, invano; la richiesta della magistratura italiana, infatti, è stata ritenuta totalmente illegittima dall'autorità giudiziaria degli Emirati Arabi, che ha scarcerato Matacena, perché in quel Paese non esiste il reato di concorso esterno in associazione mafiosa; ad oggi appare del tutto improbabile che lo Stato italiano possa ottenere l'estradizione di Matacena, anche perché l'Italia ha accordi bilaterali con gli Emirati Arabi relativamente alla promozione e protezione degli investimenti e contro le doppie imposizioni fiscali, ma non in tema di estradizione di cittadini condannati; ciò accade nonostante i rapporti diplomatici siano ottimi ed in varie, ed anche recenti, occasioni siano state effettuate visite istituzionali ufficiali: appena un anno fa Enrico Letta andò ad Abu Dhabi per discutere della possibilità di ristrutturazione dell'Alitalia, poi sfociata nell'affare Etihad, da ultimo giovedì 8 gennaio 2015 l'attuale presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, si è recato in visita ad Abu Dhabi (principale e più esteso paese degli Emirati Arabi Uniti); le visite ufficiali hanno tra i loro obbiettivi lo sviluppo dei rapporti commerciali, ecco che in quest'ottica, vengono giustamente coltivati interessi che spaziano dal campo delle infrastrutture, ad esempio il progetto della costruzione di una ferrovia tra Abu Dhabi e Dubai, cui sarebbe interessata Finmeccanica, sino ad investimenti nel settore della difesa ed alle concessioni per lo sfruttamento della produzione petrolifera negli Emirati Arabi; dichiaratamente, un altro obbiettivo perseguito, è stata l'opportunità di approfondire alcuni aspetti di politica estera che consenta di affrontare assieme agli Stati arabi lo stato d'emergenza in cui versa la Libia e le minacce di terrorismo di matrice islamica; ci si augura che nell'ottica dello sviluppo delle relazioni internazionali con gli Emirati Arabi si possa addivenire, in tempi brevi, alla negoziazione e stipula anche di un accordo bilaterale relativo alla cooperazione ed all'assistenza giudiziaria in materia penale ed inerente l'estradizione ed il transito dei cittadini condannati tra i due Paesi, di modo da ottenere la rapida estradizione del cittadino italiano Matacena, condannato con sentenza definitiva, ed evitare che gli Emirati Arabi diventino per gli italiani fuggiaschi un paese ove poter condurre indisturbati una latitanza dorata–: se sia a conoscenza della situazione descritta; se, per quanto a sua conoscenza, costituisca una priorità per il Ministero della giustizia ed il Governo italiano ottenere una rapida estradizione del cittadino italiano Amedeo Matacena dagli Emirati Arabi Uniti; se e come intenda proporre la negoziazione e la sottoscrizione di un trattato bilaterale relativo alla cooperazione ed all'assistenza giudiziaria in materia penale ed inerente l'estradizione ed il transito dei cittadini tra i due Paesi, di modo da ottenere la rapida estradizione in Italia, almeno, dei cittadini italiani; se ritenga opportuno valutare la possibilità di stimolare il Governo italiano perché si adoperi per le vie diplomatiche al fine di ottenere dagli Emirati Arabi Uniti l'estradizione del cittadino italiano Amedeo Matacena, richiesta dalla magistratura italiana; se e quali provvedimenti intenda e/o possa attuare, anche in via straordinaria, al fine di ottenere comunque l'estradizione del cittadino italiano Amedeo Matacena dagli Emirati Arabi Uniti. (5-04540)