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Documenti ed Atti

XVII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/04597 presentata da REALACCI ERMETE (PARTITO DEMOCRATICO) in data 27/01/2015

Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-04597 presentato da REALACCI Ermete testo di Martedì 27 gennaio 2015, seduta n. 371 REALACCI , BORGHI , BRAGA , CARRA , COMINELLI , ZARDINI e LACQUANITI . — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti . — Per sapere – premesso che: la ferrovia ad alta velocità Milano-Venezia è una linea ferroviaria italiana, costruita solo parzialmente. Al momento del suo completamento collegherà Milano, passando per Brescia, con le città venete di Verona, Vicenza, Padova e Venezia e sarà dotata per la maggior parte del suo percorso degli standard ferroviari dell'alta velocità (AV) e dell'alta capacità (AC). Il tracciato farà parte della futura dorsale ferroviaria del Nord Italia Torino-Milano-Trieste; del progetto, della sua importanza e della sua integrazione con la piattaforma di trasporto intermodale locale si dibatte in Veneto e in Lombardia dal 1992. Da marzo 2007 sono entrati in esercizio soli 25 chilometri di binari tra Padova e Mestre/Venezia affiancati alla linea storica. Secondo quanto previsto a suo tempo dal progetto preliminare, approvato dal CIPE nel marzo 2006, la linea AV/AC Verona-Venezia si svilupperà complessivamente per circa 100 chilometri. Attualmente i treni più veloci che collegano Milano Centrale, sede di Expo 2015, a Padova (241 chilometri via Verona-Vicenza), impiegano 127 minuti, 110 minuti a Vicenza (211 chilometri) contro una media di circa 60 minuti, di tratte AV/AC già in servizio come la Roma-Napoli (226 chilometri) o la Torino-Milano (142 chilometri), aventi distanze paragonabili (sulle nuove tratte AV non si effettuano fermate intermedie a differenza delle linee tradizionali prese a riferimento); lungo i circa 75 chilometri della sezione da Verona a Padova il tracciato attraverserà le province di Verona, Vicenza e Padova; la delibera CIPE n.94 del 2006 ha a suo tempo approvato il segmento iniziale della tratta Verona-Padova fino al territorio di Montebello, e quello finale da Grisignano a Padova. Per il tratto centrale si attende ormai da più di otto anni che Rete ferroviaria italiana elabori una proposta progettuale di concerto con le amministrazioni comunali interessate e il Governo e che consideri nel complesso anche esigenze di mobilità regionali unitamente alla mitigazione dell'impatto dell'opera sul territorio attraversato, affinché l'infrastruttura possa così giovare alla riduzione degli inquinanti con il passaggio dal trasporto merci su gomma a quello su rotaia; il territorio a sud del Lago di Garda, interessato dai vari progetti in discussione per la nuova linea AV/AC tra Brescia e Verona, presenta poi aspetti naturalistici unici e molto particolari, dovuti in parte alla sua vicinanza con gli ambienti umidi del lago, in parte agli eventi geologici che l'hanno originato. Questo territorio sul confine tra Mantova, Brescia e Verona si è, nel corso del tempo adattato allo sviluppo economico e antropico, fino all'attuale caratterizzazione agricola di alta qualità, specializzata nella produzione vitivinicola delle «terre» della «Lugana». Il progetto di nuova linea attualmente più accreditato (e contestato) sottrarrà, secondo uno studio elaborato dal professor Renato Pugno del Politecnico di Milano, circa 245 ettari di terreni alla produzione vinicola, con un rapporto costi-benefici negativo verso la nuova tratta ferroviaria: l'area gardesana del Lugana infatti, con una produzione annua di 11,5 milioni di bottiglie di vino, ha un prodotto interno lordo di 50 milioni di euro l'anno. I 9 chilometri della tratta Tav Brescia-Verona che dovrebbero attraversarla avrebbero benefici in termini di prodotto interno lordo generato di 2,94 milioni di euro l'anno; da recenti e numerosi articoli di stampa locale e nazionale si apprende inoltre che sul predetto, e attualmente più accreditato tracciato «direttissimo» e non affiancato alla «linea storica», anche esponenti della giunta regionale della Lombardia, in occasione di un recente incontro con le rappresentanze bresciane di Coldiretti, Confagricoltura e Consorzio tutela del Lugana, hanno espresso alcune riserve circa la tutela paesaggistica del territorio bresciano e la salvaguardia delle sue produzioni agroalimentari di qualità e paiono ventilare la proposta di valutazione di un tracciato meno invasivo «legato alle necessità del territorio»; la commissione VIA del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare in data 23 dicembre 2014 ha inviato al consorzio di imprese CEPAV 2 ed al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti numerose e dettagliate richieste di approfondimento progettuale e integrazioni, tra cui: valutazioni sull'impatto al sistema agricolo, con esplicito riferimento alla terra del «Lugana», misure di compensazione e mitigazione dell'opera, valutazione degli effetti cumulativi su altre opere e soprattutto l'assenza fondamentale di una comparazione con un'ipotesi di tracciato alternativo; a distanza di otto anni, e di 22 anni se ci si riferisce al progetto complessivo, appare poi forse utile riflettere, come richiesto anche dalla «Conferenza permanente dei sindaci interessati al progetto AV/AC Verona-Padova», su una revisione dei parametri progettuali che rendono difficoltoso il finanziamento del progetto in toto e la sua celere realizzazione anche alla luce della necessità di una maggiore tutela ambientale e una attenzione maggiore al consumo di suolo, in tratti così densamente popolati, e di notevole valore paesaggistico, anche per le grandi opere come detta nuova tratta. Occorrerebbe poi valutare l'opportunità dell'affiancamento alla linea storica della nuova tratta come già avvenuto per i tratti Milano-Treviglio e Padova-Venezia Mestre che permetterebbe un percorso più breve di ben 32 chilometri recuperando poi il bacino d'utenza del territorio bresciano e l'importantissimo bacino d'utenza turistico del lago di Garda, che conta ogni anno più di venti milioni di presenze–: quali iniziative urgenti il Ministro interrogato intenda mettere in atto per assicurare che la realizzazione dell'infrastruttura ferroviaria AV/AC Verona-Padova avvenga in conformità con quanto richiesto negli approfondimenti VIA forniti dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e in relazione agli obiettivi comunitari sulla riduzione delle emissioni del trasporto da conseguire entro il 2030, fornendo tutte le indicazioni sulle modalità e i tempi di realizzazione dell'opera stessa. (5-04597)





 
Cronologia
giovedì 22 gennaio
  • Politica estera ed eventi internazionali

    La BCE annuncia l'avvio di un programma di acquisto di obbligazioni emesse da amministrazioni centrali dei paesi dell'area dell'euro, agenzie situate nell'area dell'euro e istituzioni europee (c.d. quantitative easing), per un totale di 60 miliardi di euro.



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