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Documenti ed Atti

XVII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/01616 presentata da GIARRUSSO MARIO MICHELE (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 04/02/2015

Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-01616 presentata da MARIO MICHELE GIARRUSSO mercoledì 4 febbraio 2015, seduta n.386 GIARRUSSO, BOTTICI, BUCCARELLA, CASTALDI, COTTI, CRIMI, FATTORI, GAETTI, GIROTTO, MANGILI, PAGLINI, PUGLIA, SERRA, TAVERNA - Al Ministro della giustizia - Premesso che: a parere degli interroganti sulla gestione della Procura di Milano da parte del procuratore capo, Edmondo Bruti Liberati, si addensano nubi ed ombre che occorre dissipare, per restituire prestigio e serenità alla più importante sede giudiziaria; il quotidiano on line "Blitz quotidiano" del 6 ottobre 2014 riporta: «Il Consiglio superiore della magistratura ha aperto un procedimento informativo sull'operato del procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati. Questa volta non c'entra il conflitto con l'aggiunto Alfredo Robledo, ma c'entra il "caso Forleo". La Procura generale di Milano è al lavoro per preparare una relazione sui comportamenti di Bruti Liberati nei confronti di Clementina Forleo, nel 2007 giudice delle indagini preliminari a Milano. A chiederla è stato il Csm, dopo un articolo uscito sul Fatto Quotidiano». Scriveva infatti "il Fatto Quotidiano" il 21 giugno 2014 in un articolo firmato da Bruno Tinti ex magistrato riportata da "Blitz quotidiano": «Nelle intercettazioni dell'inchiesta, sulle scalate bancarie dei "furbetti del quartierino", erano state registrate anche le voci di due parlamentari Ds, (...), che parlavano con i "furbetti" indagati. Il gip Forleo aveva allora chiesto alla Camera e al Senato l'autorizzazione a poter usare le loro telefonate, sostenendo che dimostravano la "consapevole complicità" dei due politici e che sarebbero state utili per iscriverli nel registro degli indagati. Risultato: "L'intero mondo della politica aggredisce Forleo", scrive Tinti. "Il presidente della Repubblica inaugura le sue interferenze processuali: "I giudici usino toni sobri e non esorbitanti dalla materia che si trovano ad affrontare'. Comincia la via crucis della poveretta, condannata disciplinarmente dal Csm e poi trasferita d'ufficio. Poi la Cassazione e il Tar", prosegue Tinti, "faranno giustizia delle ingiustizie"»; prosegue il quotidiano on line sempre riportando l'altro articolo: "Alla fine Forleo tornerà a Milano. Ma intanto succede ciò su cui il Csm chiede oggi delucidazioni alla Procura generale. Attenti alle date. La Camera (...) risponde al gip nell'ottobre 2007. Il Senato (...) manda la sua risposta nel maggio 2008: ma non all'ufficio di Forleo, bensì a quello di Bruti Liberati, presso la Procura di Milano, che la riceve e, scrive Tinti, "la chiude nel suo cassetto. I mesi passano, Forleo non sa nulla della risposta del Senato, la procura non adotta alcun provvedimento (...)". Il Csm aveva intanto deciso, il 22 luglio 2008, di trasferire la gip: deve andarsene da Milano il 1° ottobre. Il giorno dopo la decisione del Consiglio, il 23 luglio, Forleo si mette in malattia, annunciando che rientrerà il 2 agosto. Ecco che entra allora in azione Bruti: il 29 luglio, "la risposta del Senato viene estratta dal cassetto e inviata all'ufficio gip". Non a Forleo, che sarebbe tornata tre giorni dopo, ma a Piero Gamacchio, gip di turno "per le urgenze", scrive Tinti. "Cioè, la missiva rimasta tre mesi nel cassetto diventa improvvisamente urgente, non può attendere tre giorni, fino al 2 agosto, bisogna provvedere subito". Così Forleo non ha mai visto la risposta che aspettava, mentre Gamacchio decide di rispedire la richiesta al Parlamento, perché intanto ci sono state le elezioni e la giunta per le autorizzazioni ha cambiato composizione. Conclude Tinti sul Fatto: "La recidiva è un'aggravante". Si riferisce al comportamento di Bruti, che avrebbe a suo dire tenuto la risposta del Senato in un cassetto proprio come, qualche anno dopo, ha "inguattato il fascicolo Sea-Gamberale", tolto a Robledo»; considerato che: il 2 febbraio 2013, in pieno scandalo sul Monte dei Paschi di Siena (Mps), travolto da inchieste giudiziarie che avevano portato alle dimissioni di Giuseppe Mussari dall'Abi (Associazione bancaria italiana) e dalla banca senese, scrive l'agenzia di stampa Ansa «il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati critica, sia pure senza citarla direttamente, la Procura di Trani, ultima ad aprire un'inchiesta su Mps. In alcuni uffici giudiziari sembra che la competenza territoriale sia un ''optional'', ha detto intervenendo al Congresso di Magistratura democratica e parlando di una ''gara'' tra Procure, con la ''new entry'' in posizione di ''primato irraggiungibile''». Il riferimento era al pubblico ministero Michele Ruggiero della Procura di Trani, che aveva messo sotto processo le agenzie di rating , le carte usurarie American Express, la manipolazione dei tassi Euribor, il concorso della Banca d'Italia in taluni gravi reati, raccogliendo le denunce che l'Adusbef (Associazione per la difesa degli utenti dei servizi bancari e finanziari) aveva inoltrato anche alla Procura di Milano ed altre più blasonate, reo di volersi occupare dello scandalo del Monte dei Paschi su alcuni filoni di indagini sull'usura già radicati nella Procura pugliese; si legge ancora su "Blitz quotidiano": «Dopo l'articolo del Fatto, il consigliere del Csm Antonello Racanelli (di Magistratura indipendente) chiede che la sezione disciplinare del Consiglio superiore apra un procedimento a carico di Bruti. Il Csm sceglie, a maggioranza, una procedura più blanda: apre un'istruttoria conoscitiva sul caso, chiedendo una relazione sui fatti alla Procura generale di Milano. Ora sarà il procuratore generale Manlio Minale a dover rispondere. Di questa partita, come della vicenda Robledo, si dovrà occupare il nuovo Csm appena insediato»; in un articolo pubblicato su "il Fatto Quotidiano" il 22 gennaio 2015, Bruno Tinti, dopo aver esaminato le presunte leggerezze di Robledo nei rapporti con un avvocato della Lega, scrive: «Domanda: e del disciplinare a carico di Bruti Liberati che ne è? Nel corso della guerra, di fatti disciplinarmente rilevanti a suo carico ne sono saltati fuori due: l'inguattamento del fascicolo Gamberale, arrivato per competenza da Firenze (accordi aum aum per l'acquisto di ESA) e rimasto per 3 mesi nel cassetto di Bruti; e le pressioni su Robledo per non fargli chiedere al Gip la carcerazione preventiva nei confronti di Podestà, presidente della Provincia e indagato per le firme false (...) alle elezioni regionali. E proprio da un articolo apparso su questo giornale ne è saltato fuori un altro: l'inguattamento per due mesi e mezzo di una missiva del Senato diretta al Gip Forleo con cui le si comunicava che non era di competenza del Senato pronunciarsi sull'immunità parlamentare» del parlamentare DS; «sarebbe stato possibile quindi rinviarlo a giudizio. A Forleo assente dall'ufficio perché malata, la missiva vede la luce e plana sulla scrivania di altro Gip che decide di non decidere, restituendo gli atti al Senato per nuove riflessioni». Il parlamentare «non viene rinviato a giudizio... Per almeno due di questi tre episodi non ci sono indagini da fare: sul fascicolo Gamberale Bruti è confesso: "Me ne sono dimenticato …" Vero o no che sia, decine di comuni magistrati sono stati fucilati per molto meno. Perché a lui ancora non è successo niente? E la storia» del parlamentare DS «è anche pacifica: la missiva gli è arrivata, lui se l'è tenuta nel cassetto, l'ha tirata fuori quando Forleo non c'era... Si tratta di decidere se fu un caso o una manovra; e comunque, anche qui, un grave ritardo, colposo se non doloso, è indubitabile. Perché il Csm non manda gli atti al Pg della Cassazione?»; dopo interminabili schermaglie, opposizioni e tentativi di insabbiamento, finalmente andranno a processo Alessandro Profumo ed altri 16 manager Unicredit e 3 Barclays, per una presunta frode fiscale avvenuta tra il 2007 ed il 2009 con una complessa operazione finanziaria denominata "Brontos", che avrebbe sottratto al fisco ed ai contribuenti onesti, 245 milioni di euro dall'imponibile. Il procedimento giudiziario avviato dalla Procura della Repubblica di Milano per poi passare a Bologna ed approdare a Roma su decisione della Cassazione, con l'udienza svoltasi in data 22 gennaio 2015 davanti al gup capitolino Maria Grazia Gammarinaro, vede coinvolte Unicredit e Barclays, accusate di aver effettuato operazioni ad hoc con società inglesi e lussemburghesi, mascherando gli utili e facendoli figurare come dividendi, per pagare un'aliquota fiscale molto più bassa. L'inchiesta Brontos era partita dopo che il pubblico ministero di Milano Alfredo Robledo aveva individuato una serie di operazioni che avrebbero permesso a Unicredit di pagare meno tasse nel periodo 2007-2009, con la richiesta di rinvio a giudizio avanzata il 5 giugno 2012; per quanto risulta agli interroganti il processo aggiornato al 5 marzo 2015, con Adusbef che potrebbe chiedere la costituzione di parte civile, sarebbe stato estinto qualora fosse stato in vigore l'art. 19- bis del decreto di attuazione della delega fiscale approvato nel Consiglio dei ministri del 24 dicembre 2014, ovvero quella disposizione che consente di evadere e frodare il fisco sino al 3 per cento del fatturato dichiarato, assolvendo così Alessandro Profumo (ex amministratore delegato di Unicredit), Corrado Passera (di Banca Intesa), Emilio Riva (dell'ILVA), Nicola Ciniero (di IBM Italia), Bruno Spagnolini (di Augusta), Pier Francesco Guargaglini (di Finmeccanica), e così via per una lunga ed infinita lista con danni erariali tra i 16 e 20 miliardi di euro quantificati dall'Agenzia delle entrate, si chiede di sapere: quali analisi conoscitive e azioni ispettive di propria competenza il Ministro in indirizzo intenda avviare al fine di verificare la correttezza delle procedure adottate in merito ai fatti esposti, in particolare al fine di fugare i sospetti, a parere degli interroganti legittimi, in ordine alle azioni intraprese nei confronti di Alfredo Robledo, che, indagando su banche, comitati di affari, Expo, frodatori fiscali, ha consentito all'erario di recuperare centinaia di milioni di euro; se non ritenga inoltre doveroso attivare le procedure ispettive e conoscitive previste dall'ordinamento anche al fine di prendere in considerazione ogni eventuale sottovalutazione di significativi profili di accertamento, in particolare, a giudizio degli interroganti, sulle responsabilità del procuratore capo di Milano, relativamente al fascicolo Sea-Gamberale la cui tempistica nella procedura di assegnazione desta ragionevoli dubbi. (3-01616)

 
Cronologia
martedì 3 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica Mattarella, davanti al Parlamento in seduta comune, presta giuramento e pronuncia il suo primo messaggio.

lunedì 9 febbraio
  • Politica, cultura e società
    Un nuovo naufragio di imbarcazioni che trasportano migranti a cento miglia da Lampedusa. Si stimano oltre trecento vittime.