Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03355 presentata da TOCCI WALTER (PARTITO DEMOCRATICO) in data 04/02/2015
Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-03355 presentata da WALTER TOCCI mercoledì 4 febbraio 2015, seduta n.386 TOCCI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che: l'articolo 5, comma 2, del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, recante "Misure urgenti per il settore bancario e per gli investimenti" (detto "investment compact") attribuisce all'Istituto italiano di tecnologia (IIT) il compito di provvedere alla commercializzazione dei prodotti tecnologici e dei brevetti di tutte le università e di tutti gli enti di ricerca; il comma 3 stabilisce, inoltre, che "gli enti pubblici di ricerca sono tenuti a fornire alla Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia le informazioni necessarie per gli scopi di cui al comma 2"; tale previsione normativa ha suscitato forti perplessità tra i vertici dello stesso istituto; l'ITT in un comunicato stampa del 23 gennaio 2015, "all'unisono con il mondo della ricerca", ha espresso forti perplessità sulla disposizione sia nel merito che nel metodo; inoltre, precisa che "l'ipotesi invece di rendere IIT l'ente per la gestione della proprietà intellettuale di tutti gli istituti nazionali di ricerca pubblici e delle Università è estranea alla missione di IIT"; sul punto si è espressa anche la Crui (Conferenza dei rettori delle università italiane) che in una nota congiunta a firma del presidente Stefano Paleari e del presidente del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche), Luigi Nicolais, ha chiesto al Presidente del Consiglio dei ministri di provvedere al ritiro del provvedimento, ritenuto «assai preoccupante e lesivo moralmente e materialmente per le università e gli enti pubblici di ricerca»; in particolare, in un articolo on line del "Corriere della Sera" del 23 gennaio 2015, il presidente Paleari ha dichiarato «Nessuno dice che non sarebbe utile discutere di come ottimizzare lo sfruttamento dei brevetti. Ma un provvedimento di tale portata non può essere calato così dall'alto, all'insaputa di tutti gli attori interessati, perfino del Ministro dell'Istruzione. Vogliamo parlarne? Facciamolo. Ma partendo da una ricognizione di quello che già si fa nelle singole università dove da alcuni decenni funzionano dei centri per il trasferimento tecnologico, penso ad esempio a quello del Politecnico di Torino. Poi certo si può pensare a come andare oltre, ma a me preme soprattutto la trasparenza. Mentre di questo provvedimento non si sa nemmeno la paternità» la notizia è stata ripresa e commentata dalle principali testate giornalistiche: da "La Stampa" in un articolo dal titolo "Il giallo della privatizzazione dei brevetti" e dal "Corriere della Sera" che scrive "Scoppia la bufera, atenei in rivolta"; la federazione lavoratori della conoscenza CGIL ha sottolineato che tale situazione può comportare il commissariamento dell'intera ricerca pubblica (università ed enti di ricerca). Alla fondazione di diritto privato IIT viene delegato, a livello nazionale, il compito dell'innovazione tecnologica, che per università ed enti pubblici di ricerca è parte della missione istituzionale, si chiede di sapere: quali siano i motivi per cui un ente o un ateneo dovrebbero consegnare un prodotto finito o un brevetto ad un soggetto terzo al fine della commercializzazione quando esistono specifici uffici dedicati a questo tipo di attività all'interno delle amministrazioni; se sia vero che un provvedimento di tale portata sia stato adottato senza che sia stata espressa la volontà del Ministro in indirizzo e senza che sia stata effettuata una votazione collegiale dell'organo di governo dell'istituto. (4-03355)