Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/04632 presentata da MONGIELLO COLOMBA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 05/02/2015
Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-04632 presentato da MONGIELLO Colomba testo di Giovedì 5 febbraio 2015, seduta n. 372 MONGIELLO , OLIVERIO , PETRINI , LUCIANO AGOSTINI , ANTEZZA , CARRA , ROMANINI , VENITTELLI , ALBANELLA , AMATO , BARGERO , BOSSA , CAPONE , CARELLA , CARLONI , CENSORE , CIMBRO , D'INCECCO , MARCO DI MAIO , GINEFRA , GIULIETTI , IACONO , IORI , MAGORNO , MALPEZZI , MASSA , MONTRONI , NARDUOLO , PALMA , PORTA , REALACCI , ROSSI , RUBINATO , SGAMBATO , VENTRICELLI , VILLECCO CALIPARI e ZARDINI . — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali . — Per sapere – premesso che: il Regolamento (UE) n.1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013 recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli, mantenendo le medesime finalità già introdotte dal Regolamento (CE) n.1234 del 2007 in materia di miglioramento delle abitudini alimentari dei ragazzi e di promozione del consumo di prodotti orticoli e frutticoli presso i bambini che frequentano regolarmente scuole materne o istituti prescolari, nonché istituti di istruzione primaria o secondaria, ha confermato la misura comunitaria che prevede un aiuto finanziario in favore degli Stati membri che intendono partecipare al programma europeo per la fornitura agli allievi degli istituti scolastici di prodotti dei settori degli ortofrutticoli, degli ortofrutticoli trasformati e delle banane; scopo del programma è incoraggiare il consumo di frutta e verdura da parte degli alunni nelle scuole al fine di aumentare in maniera permanente la porzione di tali prodotti nelle diete dei bambini nella fase della vita in cui si formano le abitudini alimentari, contribuendo in tal modo al raggiungimento degli obiettivi della PAC, in particolare stabilizzando i mercati e assicurando la disponibilità di forniture attuali e future; gli obiettivi della misura comunitaria consistono «nell'incentivare il consumo di frutta e verdura tra i bambini che frequentano la scuola primaria, promuovendo la conoscenza e la disponibilità al consumo dei prodotti ortofrutticoli del consumatore di domani; offrire ai bambini più occasioni ripetute nel tempo per conoscere e “verificare concretamente” prodotti naturali diversi in varietà e tipologia, quali opzioni di scelta alternativa, per potersi orientare fra le continue pressioni della pubblicità e sviluppare una capacità di scelta consapevole di prodotti di qualità certificata (DOP, IGP, Biologico, eccetera); favorire la conoscenza della biodiversità attraverso il consumo guidato di un elevato numero di referenze ortofrutticole e la specificità dei prodotti territoriali; diffondere informazioni ai bambini con metodologie pertinenti al loro sistema di apprendimento; realizzare un più stretto rapporto tra il produttore-fornitore e il consumatore, indirizzando i criteri di scelta e le singole azioni affinché si affermi una conoscenza e una consapevolezza nuova tra “chi produce” e “chi consuma”; attuare un articolato programma di formazione e informazione sia degli alunni che degli insegnanti e dei genitori»; l'articolo 23, comma 3, paragrafo 4 del medesimo Regolamento (UE) n.1308/2013, chiarisce che gli Stati membri scelgono i loro prodotti da distribuire presso gli istituti scolastici in base a criteri oggettivi che possono includere considerazioni ambientali e relative alla salute, la stagionalità, nonché la varietà o la disponibilità dei prodotti, privilegiando per quanto possibile i prodotti originari dell'Unione, e in particolare l'acquisto locale, i mercati locali, le filiere corte o i benefici ambientali; l'interrogante, nel verificare occasionalmente le modalità di attuazione del programma presso determinate scuole primarie italiane e le caratteristiche dei prodotti ortofrutticoli messi in distribuzione in favore dei bambini, ha potuto notare una evidente incongruenza, ossia la presenza, nelle confezioni di frutta e verdura distribuite agli alunni, di frutta stagionale proveniente da altri Stati comunitari e quindi ottenuta molto lontano rispetto ai luoghi di consumo, in alternativa alla medesima frutta coltivata in Italia e di cui il nostro paese sarebbe anche il principale produttore mondiale. Tale anomalia è stata riscontrata soprattutto per quanto riguarda l'uva da tavola. In numerosi cesti contenenti i prodotti orticoli e frutticoli messi in distribuzione presso le scuole, l'interrogante ha notato numerose porzioni di uva da tavola, che seppure fosse di origine comunitaria, era di provenienza straniera (Spagna) e non italiana, quando è notorio che l'Italia ha una spiccata e specifica rinomanza proprio nella produzione di uva da tavola; l'uva da tavola è un classico prodotto che andrebbe consumato il più possibile vicino rispetto al luogo di produzione e ad ogni modo evitando, quando possibile, di farle fare inutilmente lunghi viaggi in mezzi di trasporto, specialmente quando tale uva, invece che di importazione, potrebbe essere reperita direttamente da produttori italiani; non contribuiscono a chiarire ed a fornire coerenza rispetto agli obiettivi previsti dal programma, i criteri che ha stabilito il nostro Ministero per aggiudicare gli appalti di fornitura di tale frutta e verdura presso le scuole. Ad esempio, nell'allegato II al bando di gara emanato dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali per la fornitura e la distribuzione di prodotti orticoli e frutticoli nonché per la realizzazione di idonee misure di accompagnamento da effettuarsi presso le scuole primarie per l'anno scolastico 2014-2015, per quanto riguarda la provenienza dei prodotti orticoli e frutticoli da fornire, è stato solo stabilito che «l'origine dei prodotti deve essere tracciata e di provenienza da Paesi dell'Unione Europea», senza rimarcare che sarebbero stati da preferire i prodotti acquistati a livello locale, nei mercati locali, presso le filiere corte o che concorrono ai benefici ambientali; sarebbe opportuno prevedere nei bandi di gara per la fornitura di frutta e verdura nelle scuole che almeno la frutta e le verdure di stagione ed avente spiccate caratteristiche locali o di cui l'Italia è uno dei principali e più autentici produttori europei ed internazionali, come l'uva da tavola, fosse almeno di origine nazionale, e non di altri Stati, come starebbe avvenendo per l'uva da tavola di origine spagnola–: quali informazioni possa fornire in merito a quanto descritto in premessa; se, almeno per quanto riguarda le forniture di frutta e di verdura di cui l'Italia è un produttore di riferimento nei mercati di consumo, segnatamente per quanto riguarda l'uva da tavola, non ritenga opportuno assumere le iniziative di competenza, nel rispetto della normativa dell'Unione europea, al fine di favorire, la «filiera corta», e a «chilometro zero» per i prodotti di cui al programma «frutta nelle scuole»; se nei prossimi bandi di gara per l'appalto della fornitura agli allievi degli istituti scolastici di prodotti dei settori degli ortofrutticoli e degli ortofrutticoli trasformati, non intenda prevedere specifici criteri di aggiudicazione che privilegino la frutta e la verdura prodotta a livello locale, nei mercati locali, presso le filiere corte o che siano registrati come DOP e IGP e che concorrano ai benefici ambientali ed alla valorizzazione delle produzioni tipicamente nazionali. (5-04632)